ANALISI VOLUMETRICA, SCARANO: COSÌ SI ABBATTE IL RISCHIO

Parte il primo corso de Le Fonti sul trading con l’analisi volumetrica: tutti i segreti dell’algoritmic trading e high frequency e operatività in tempo reale

 

Analisi volumetrica e cicli. Approfondimento dei principi dell’algoritmic trading e high frequency e operatività in tempo reale. Mancano pochi giorni al primo corso di Le Fonti Group realizzato in collaborazione con trader professionisti. Il prossimo 12 dicembre, presso la sala formazione di Le Fonti, si terrà una giornata dedicata al “Trading con l’analisi volumetrica”. Salvatore Scarano e Fabio Michettoni, ideatori della piattaforma Volcharts, insieme con Sante Pellegrino, trader professionista, e Giuseppe Di Vittorio, direttore de Le Fonti TV,  spiegheranno i concetti di base per approcciarsi all’analisi volumetrica e riveleranno i segreti che hanno reso la loro strategia vincente. Ma chi sono i trader che per un giorno saliranno in cattedra?

Salvatore Scarano si racconta ai microfoni de Le Fonti TV, intervistato da Annalisa Lospinuso. Di seguito l’intervista.

 

Quando e come hai scoperto l’analisi volumetrica?

Ho iniziato come trader privato nel 1999 e, alla fine del 2003, ho iniziato a studiare concetti legati l’algoritmc trading e high frequency. Ho fatto veramente tanta esperienza fino agli anni 2000. Proprio in quegli anni, sono stato colpito da alcuni casi di mercato, nei quali si passava da 300 punti al rialzo o al ribasso. Mi sono chiesto: “Cosa spinge il mercato a fare questi bruschi movimenti?”.  Da lì è nata la mia passione per i volumi.

Qual è la differenza tra trader istituzionali e trader privati?

Un trader istituzionale è un trader che ha già navigato più mari, è partito facendo fotocopie per arrivare a inserire un ordine a mercato. Un istituzionale, quando inserisce un trade al mercato, ha già calcolato tutti i rischi di quella operazione e segue protocolli prestabiliti. Il trader privato, invece, spesso è indisciplinato e poi non ha modo di confrontarsi con nessuno. Anche nelle sale operative si commettono errori ma c’è sempre chi ti fa notare il perché di quell’errore, agisci in comunità e all’interno di protocolli. Il trader privato spesso non sa gestire il proprio money management e capita che si lanci in operazioni che non può gestire da solo. La differenza fondamentale sta anche nei capitali, noi gestiamo grandi masse monetarie e questo ci dà più forza. Noi vogliamo che i tutti studino per fare questo salto di qualità, anche sbagliando ma capendo l’origine dell’errore.

Quanti eseguiti fai al giorno?

Ogni mattina facciamo un briefing mattutino con il risk manager e ci assegnano una massa monetaria da tradare e anche degli obiettivi. Abbiamo una media di circa 15, 20, 25 ordini giornalieri.

Qual è la percentuale tra gain e loss?

In linea di massima c’è un rapporto rischio-rendimento di 1 a 3, quindi su 100 operazioni abbiamo 70 in guadagno. Gli stop sono controllati dai risk manager, quindi sappiamo già quanto andremo a perdere inserendo l’ordine. Con l’analisi volumetrica abbattiamo di molto il rischio. Stiamo facendo una statistica di quanti trade abbiamo fatto quest’anno e quanti non hanno dato drawdown, cioè non sono andati sotto il livello volumetrico che avevamo dato. Entro la fine dell’anno ti saprò dare numeri più precisi.

Termini come Profit Factor o Average Trade sono tipici di un trading sistematico dove si ha l’obbligo preventivo di fare dei backtest sulla strategia usata.

La volume Analysis è per lo più un trading di tipo discrezionale rafforzato da analisi di tipo quantitativo, quindi possiamo misurare lo stile di trading e non le strategie meccaniche. Con l’analisi volumetrica andiamo a cercare aree tradabili che pongono il trader in vantaggio statistico rispetto ad altre dove c’è una mano primaria dominante. Possiamo quindi dire che è ragionevole pensare di poter ricavare un profit factor di gran lunga superiore a tre. Per profit factor si intende il rapporto che c’è tra il totale dei nostri guadagni e perdite, nel periodo di trading considerato. A volte, tendiamo ad abbattere il rischio entrando in aree tradabili alla nostra portata e in condizioni di vantaggio statistico, in base alla situazione di mercato.

L’analisi volumetrica quanti falsi segnali può dare?

Si, come ogni analisi ci sono anche i falsi segnali ma a noi interessa soprattutto se si muove il mercato. Non guardiamo trendline o pattern, ma la quantità di futures scambiati sul mercato. Però possiamo dire che c’è una media del 10-15 per cento di falsi segnali.

Guardi anche l’analisi fondamentale? L’analisi tecnica?

L’analisi fondamentale la seguo per farmi un’idea, soprattutto quando faccio intermarket. Però alla base della mia operatività c’è l’analisi quantitativa, vado a vedere quanti soldi sono stati immessi a mercato su un determinato livello, quanti contratti sono stati scambiati, così capisco dove c’è volume. Guardo i contratti scambiati bid-ask, i cluster, mi interessa che il mercato si muova.

La psicologia è importante o conta poco se si ha una buona tecnica?

È importantissima. Tra le mie tecniche c’è “il giro dell’isolato” per far sbollire la rabbia quando prendo uno stop loss. La testa è tutto quando devi prendere una decisione e quando hai a che fare con alti capitali, oltre a pensare di preservarli, devi occuparti della tua psico-emotività. Anche questo si impara con l’esperienza. Devi, ad esempio, imparare a non accanirti su un trade se hai preso stop loss, devi imparare a incassare uno stop loss e continuare a stare a mercato. Oppure se non sai farlo…meglio un giro dell’isolato. Fondamentali sono la disciplina e il rigore: io so già quanto posso perdere quando faccio un’operazione, non sono mai impreparato e anche le perdite sono frutto di un ragionamento razionale.

Per l’iscrizione al corso e tutte le altre informazioni, rimandiamo all’articolo “Trading con l’analisi volumetrica“.