BOE, TASSI INVARIATI. CARNEY: TRUMP? SULLA BREXIT SBAGLIA

Tagliate le previsioni di crescita del Pil britannico. Sterlina -0,4% e ai minimi da tre anni

Alla fine, l’unico taglio avvenuto è stato quello della Fed. La Bce ha rinviato ogni intervento a settembre, mentre la Bank of England ha deciso oggi, all’unanimità, di mantenere inalterati i tassi di interesse allo 0,75%. Confermato anche il piano del Quantitative Easing da 435 miliardi di sterline, e degli acquisti di bond societari per 10 miliardi. Un anno fa, l’ultimo intervento sul costo del denaro da parte della Banca Centrale guidata da Mark Carney, allora, di 25 punti base. Con l’idea di un possibile ulteriore inasprimento, seppur graduale, se l’economia avesse seguito la rotta prevista.

TAGLIATE LE PREVISIONI DI CRESCITA
E invece la rotta è cambiata. Mancano meno di cento giorni al 31 ottobre, data in cui il nuovo premier, Boris Johnson, ha stabilito come deadline per la Brexit. Questo significa che l’uscita dall’Unione Europea senza accordi diventa sempre più vicina. Che, in aggiunta alle tensioni commerciali globali, ha portato la BoE a una revisione al ribasso della crescita dell’economia del Regno Unito, “nell’ambito di un processo di indebolimento avviato già nel 2018”. A maggio era stato stimato +1,5% per il 2019 e +1,6 per il 2020. Carney ha tagliato le previsioni a +1,3% sia per quest’anno che per quello prossimo.


Mark Carney, governatore della Bank of England

REAZIONE DEL MERCATO
E’ da una settimana che Boris Johnson si è ufficialmente insediato a Downing Street. E la sua promessa di Brexit entro il 31 ottobre “come what may”, tradotto: “Qualunque cosa accada”, potrebbe significare chiudere la trattativa anche a costo di farlo senza un accordo. Un annuncio che ha portato a un marcato deprezzamento del tasso di cambio della Sterlina, ai minimi degli ultimi tre anni contro un paniere di altre valute importanti. Dopo la decisione della BoE inoltre il pound ha ceduto lo 0,4% nei confronti del biglietto verde, che pure si è rinforzato dopo l’intervento della Fed, a 1,2107 $. Proprio il rischio di un’uscita dall’Ue senza accordi, aveva generato futures su una probabilità pari a quasi il 90% per un taglio dei tassi di interesse di un quarto di punto prima della fine del mandato di  Carney, a fine gennaio 2020.

“IL PRESIDENTE TRUMP SBAGLIA”
In conferenza stampa, i giornalisti hanno chiesto al governatore della Bank of England un commento sulle esternazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Meglio una Brexit senza accordi a una prolungata incertezza economica”. Mark Carney ha risposto così: “Non è vero. Nessun accordo è come se una cristallizzazione di un risultato economico negativo. L’uscita forzata dall’Europa costituirebbe uno sviluppo indesiderato per l’economia globale”. Una dichiarazione che dunque va in decisa controtendenza rispetto all’articolo pubblicato sul Sunday Times domenica a firma Michael Gove, capo della squadra voluta  Hard Brexit da Johnson, secondo cui questa ipotesi è sempre più reale.

BOE PRONTA SIN DA SUBITO AL NO DEAL
Per diversi analisti e investitori, Un “no deal” vorrebbe dire innanzitutto l’assenza di un periodo di transizione che permette alle imprese britanniche di “adattarsi” alla nuova vita fuori dal blocco dell’Unione Europea. Ecco perché fuori e dentro il Parlamento inglese, per molti, si tratta di uno scenario da evitare a tutti i costi. “Saremo pronti a ogni scenario: il Financial Policy Committee della Bank of England -ha concluso Carney- ha preso in considerazione la possibilità di un uscita senza accordi il giorno dopo il referendum di giugno 2016”.

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