Bank of England, taglio dei tassi a sorpresa. Bce, batti un colpo

Non interveniva da agosto 2018 la Bank of England: 50 pb e tassi d’interesse a 0,25%. Sterlina giù, poi la ripresa. Mirabaud AM: improbabile che la Bce tagli ancora

 

Una mossa a sorpresa non tanto per i contenuti, quanto per le tempistiche. A mercati chiusi, e con la sterlina reduce da un forte rallentamento nei confronti del dollaro, dopo cinque sedute in cui aveva recuperato il 3,6%, la Bank of England ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta da agosto 2018 di 50 punti base, portandoli allo 0,25%. Al termine di una riunione straordinaria, ha anche annunciato una serie di misure per affrontare i danni a famiglie e imprese dall’emergenza coronavirus. Un’emergenza definita come un potenziale “shock per l’economia del Regno Unito, sia per la domanda che per l’offerta, con temporanee ma significative interruzioni della catena di produzione”, per quanto la dimensione del contagio sia considerata “altamente incerta”.


Grafico Sterlina 15m by TradingView

“Sostegno anche alle imprese”

Il Board guidato da Mark Carney, il cui mandato scade a fine mese (lo sostituirà Andrew Bailey) ha anche votato l’introduzione di facilitazioni per i finanziamenti delle piccole e medie imprese, senza però dare indicazioni più precise.  “La riduzione del tasso di riferimento contribuirà a sostenere la fiducia delle PMI e dei consumatori in un momento difficile, a rafforzare la posizione di cassa delle imprese e delle famiglie, riducendone i costi e migliorando le disponibilità finanziarie”, spiega la Bank of England nello statement.

 

La Bank of England taglia: reazione della sterlina

Sulla decisione, la Sterlina si è immediatamente deprezzata, scendendo a 1,2873 contro il Dollaro dall’1,294 segnalato prima dell’annuncio. In realtà la moneta inglese si è poi ripresa quasi subito. Come se il taglio avesse offerto sostegno alla valuta: i mercati infatti potrebbero considerarla una mossa positiva all’economia, ingrato di offrire al paese una chance di combattere la più grande sfida economica dai tempi della crisi finanziaria del 2008. Più in generale, il mercato delle valute sta attraversando un periodo di forte volatilità. Il biglietto verde ha subito un forte deprezzamento, in controtendenza aumenta il valore dell’Euro mentre il pound viaggia senza una precisa direzione: nei primi due mesi del 2020 il trend è stato lievemente ribassista nel cambio con la moneta Usa (in due mesi è sceso del 2% circa, dai massimi del 2 gennaio a 1,32 ai minimi pari a 1,27 di fine febbraio) anche in virtù dell’incertezza legata all’accordo con l’Unione Europea per il libero commercio dopo il via libera alla Brexit. Tuttavia, nelle ultime cinque sedute, la sterlina ha segnato un deciso recupero, forte della debolezza del dollaro, finito ai minimi da settembre 2018 sotto i 95 sul Dollar Index. La reazione alla notizia del taglio è stato un forte deprezzamento, da 1,2938 fino a un minimo intraday di 1,2828, prima di risalire a 1,2950 per poi rintracciare e stabilizzarsi in area 1,2915. Nel grafico Daily, quello di oggi è il minimo dal quattro marzo scorso. E’ evidente che il mercato abbia scontato parzialmente tale decisione nella vigilia, complice la seduta positiva di Wall Street che ha contribuito a risollevare anche la valuta americana.


Grafico Sterlina Daily by TradingView

 

Bce, c’è attesa ma gli spazi di intervento sono ridotti

Come detto, la decisione della Bank Of England non era attesa. Tuttavia, da giorni i rumors davano un possible evento più o meno coordinato da parte delle banche centrali, dopo gli interventi della Banca Centrale Cinese, la Fed, la Reserve Bank of Australia, la Bank of Japan e anche quella del Brasile. All’appello manca la Bce, che domani si riunirà assieme al consiglio direttivo per valutare un possibile rafforzamento delle politiche espansive a sostegno dell’economia. Ma a differenza della Federal Reserve, gli spazi per nuovi interventi sono molto più ridotti, al contrario i Fed Funds danno certo un ulteriore taglio da parte dell’istituto guidato da Jay Powell, nella riunione in programma a metà marzo.

 

Il commento di Mirabaud

Se da una parte resta alta la pressione sulla Bce affinché annunci nuove misure, dall’altra un ulteriore taglio dei tassi sui depositi – di 10 punti base a -0,6% – è altamente improbabile. Certamente si tratta di una mossa pienamente anticipata dai mercati finanziari, ma la sensazione è che non produca alcun effetto significativo, poiché è rivolta esclusivamente alle riserve delle banche.

Spiega Gero Jung, Chief Economist di Mirabaud AM: “Più probabile che le autorità monetarie europee annuncino misure mirate, come ad esempio un programma di prestiti bancari – a condizioni molto favorevoli – per le piccole e medie imprese, in linea con gli attuali prestiti della Bce alle banche, un programma TLTRO, ma diretto specificatamente alle piccole imprese, le più colpite dal Covid-19: una tale misura sarebbe anche di supporto alla posizione di liquidità delle banche”.

Inoltre, l’ampliamento delle garanzie accettate dalla Bce sarebbe un modo per offrire prestiti ponte alle imprese. Un’altra misura, seppur altamente improbabile, almeno per il momento, è quella di intensificare il programma di acquisto di asset, comprando più debito societario.