BLOOMBERG SI RITIRA: ALLE PRIMARIE SOSTERRA’ JOE BIDEN

Decisivi i risultati molto deludenti del Super Tuesday. Bloomberg: “Mi ritiro per sconfiggere Trump”. Il presidente lo prende in giro: “Ben fatto Mini Mike”

 

“Il più grande perdente di stasera, di gran lunga, è Mini Mike Bloomberg”. Il tweet di Donald Trump è stato quasi profetico. “I suoi consulenti politici lo hanno portato alla rovina. 700 milioni di dollari hanno buttato giù lo scarico, e non ha ottenuto nulla per questo tranne il soprannome Mini Mike e la completa distruzione della sua reputazione. Ben fatto Mike!”.

 

“La mia permanenza alle primarie potrebbe rendere difficile il nostro obiettivo comune”

Nel pomeriggio, è arrivata l’ufficialità: dopo una scarsa performance nelle primarie del Super Tuesday, Mike Bloomberg si è ritirato ufficialmente dalla corsa presidenziale tra i candidati democratici.  “Tre mesi fa sono entrato nella corsa per il presidente per sconfiggere Donald Trump -riporta lo stesso Bloomberg in una nota-. Oggi lascerò la gara per lo stesso motivo: sconfiggere Donald Trump. E’ chiaro per me che restare in corsa renderebbe più difficile raggiungere questo obiettivo”. Il sostegno dell’ex sindaco di New York si riverserà completamente sul rivale ed ex vicepresidente Joe Biden: “Conosco Joe da molto tempo, la sua onestà e il suo impegno per le questioni che sono così importanti per il nostro paese, tra cui il tema delle armi, l’assistenza sanitaria, i cambiamenti climatici e il lavoro”. I pessimi risultati di Bloomberg al Super Tuesday sono stati decisivi. Inoltre, la sensazione forte è che se avesse continuato la corsa delle primarie, la sua candidatura avrebbe potuto togliere i voti a Biden stesso, al momento il maggiore concorrente del senatore Bernie Sanders, con la senatrice Elizabeth Warren del Massachusetts e Tulsi Gabbard delle Hawaii come outsiders.

 

“Non mi candido”. Poi il ripensamento e i 500 milioni di dollari spesi

Sono più di 500 milioni di dollari che il miliardario (secondo Forbes il suo patrimonio supera i 60 miliardi) ha speso per la campagna, avviata ufficialmente a novembre, dopo un lungo tira e molla avviato a inizio 2019, quando Bloomberg aveva completamente escluso la possibilità di candidarsi alla presidenza. Una “discesa in campo” tardiva, la sua, che di fatto lo ha costretto a concentrarsi completamente sul Super Tuesday: una strategia che non ha dato i frutti sperati, nonostante 31 milioni di dollari spesi solo per annunci televisivi, un valore superiore a quello dell’ex presidente Barack Obama, che ne aveva sborsati 24 milioni (in una settimana). Spese che hanno aiutato Bloomberg a guadagnare terreno nei sondaggi a inizio 2020, portandolo al terzo posto, dietro Sanders e Biden.

 

La senatrice Warren: “Bloomberg? Sessista sul lavoro”

I primi problemi sono arrivati a febbraio: Warren lo ha attaccato accusandolo di comportamenti sessisti sul posto di lavoro, proprio in occasione del suo primo dibattito pubblico tra candidati. Alla senatrice del Massachussets si è aggiunto anche il presidente Trump stesso, con il soprannome “Mini Mike” per schernire la sua altezza. Da quando ha lasciato l’ufficio del sindaco di Ny, nel 2013, Bloomberg, ex repubblicano, ha iniziato a sposare sempre più cause care ai dem, prima fra tutte la cosiddetta  “Everytown per Gun Safety”, una forte campagna contro le armi da fuoco e la National Rifle Association, potente compagnia del settore.