BORSE UE GIU’, INCERTEZZA POLITICA IN ITALIA, SPAGNA E UK

Francia, peggior produzione industriale negli ultimi 7 anni. Pil Regno Unito, mai così male dal 2012

Alle tensioni commerciali tra Usa e Cina si aggiunge la crisi di governo in Italia. Le borse europee viaggiano al ribasso monitorando questi due fattori con un occhio ai dati macroeconomici che riguardano Francia, Gran Bretagna e Germania.  I mercati trattano negativi in apertura dopo il rally di ieri grazie alle conferme dalla Bce per un nuovo intervento sui tassi. I rossi di oggi arrivano però anche in scia alle sempre più frequenti allusioni degli analisti a una possibile recessione americana entro i prossimi 12 mesi e appesantiti dai titoli bancari in calo dell′1,3%, complice il crollo del comparto in Italia a causa dell’incertezza politica, che  ha risvegliato lo spread sopra quota 230 punti base.

L’Euro perde qualcosa nei confronti del Dollaro ma resta a ridosso dell’1,12. Stabile il prezzo del petrolio a 52 dollari al barile così come quello dell’oro, in area 1.500 dollari l’oncia. Si riavvicina al -0,6% il rendimento del Bund tedesco: sarebbe il nuovo minimo storico.

EQUITY

Dax 11.799 (-0,49%)
-0,1% per le esportazioni tedesche su base mensile a giugno, in linea con le attese e ben al di sotto del dato di maggio che era 1,3%. +0,5% l’indice dei direttori degli acquisti del settore importazioni, superiore al consensus e al dato precedente di -0,3% a conferma che la Germania resta in piedi anche grazie all’andamento del mercato interno. E’ il listino che riesce meglio delle altre borse europee a limitare le perdite.

Ftse Mib 20.475 (-2,09%)
Inevitabilmente subisce lo scossone della crisi di governo, potrebbe sprofondare abbandonando i supporti di 20.120 avvicinandosi pericolosamente ai minimi del 3 giugno scorso. Fino a oggi era uno dei listini più forti del vecchio continente. Ma la spaccatura della maggioranza e il pericolo delle nuove elezioni in autunno potrebbe cambiare le cose. Il settore bancario ko dall’impennata dello spread: Ubi, Unicredit e Bpm perdono tra il 4 e i 6%. E questa sera è in arrivo il voto di Fitch sull’Italia.

Cac 40 5.351 (-0,68%)
Come per i cugini tedeschi, anche per la Francia arriva la mazzata dai dati della produzione industriale: -2,3% su base mensile. Il dato delude le attese (2,1%) ed è decisamente inferiore a quello di maggio, pari a +2%. E’ il valore più basso degli ultimi sette anni.

Ibex 8.782 (-0,98%)
Al clima di incertezza politica di Madrid si aggiunge così quello dell’Italia. Due dei paesi più importanti dell’Unione stanno attraversando una delicata crisi di governo. Entro il 23 settembre la Spagna deve riuscire a formare un esecutivo o si torna alle urne. Il nostro paese potrebbe ricorrere a un governo tecnico per poi tornare al voto a ottobre. Sui mercati tutto questo potrebbe significare estrema volatilità. L’Ibex resta l’unico indice delle borse europee ad aver già sfondato i minimi del 3 giugno scorso.

VALUTE
Perde terreno l’Euro nei confronti del Dollaro ma si mantiene ai livelli della vigilia, a ridosso dell’1,12. Non si schioda dallo 0,92 la Sterlina nei confronti della moneta unica, con la maggioranza di Johnson sempre più in bilico: anche per la Gran Bretagna iniziano a farsi largo le elezioni anticipate se il premier dovesse ritrovarsi in minoranza. E intanto arriva una nuova raffica di dati macroeconomici preoccupanti per il Regno Unito. Spicca il Pil del secondo trimestre su base annuale: l’1,2% è inferiore all’1,4% atteso e all’1,8% del precedente. Su base trimestrale il dato va peggio: -0,2%, mai così male dal 2012, a fronte dello 0% del consensus e il +0,5% della rilevazione precedente.  Stabile il Franco Svizzero che rimane ai minimi dal 2017.

Euro / Dollaro 1,1188 (-0,08%). Euro / Sterlina 0,9244 (+0,35%). Euro / Franco Svizzero 1,090 (-0,05%).

COMMODITY
Poco mosso il petrolio a 52,88 dollari al barile, per un lieve rialzo dello 0,06%. La disputa commerciale tra Usa e Cina ha già provocato importanti ribassi sul prezzo. Recentemente, i compratori cinesi hanno riacceso il loro interesse verso il greggio americano, con un aumento delle importazioni a 247 mila barili al giorno (record degli ultimi nove mesi stando ai dati dell’Eia). Ma secondo alcuni analisti dell’energia, proprio l’oro nero potrebbe essere il nuovo obiettivo del Dragone se la guerra contro gli States dovesse proseguire.

Oro ancora in area 1.500 dollari l’oncia, sempre in area massimi da aprile 2013, rame sui livelli della vigilia a 2,59 dollari per libbra (-0,06%), per tirare il fiato dopo aver raggiunto i minimi dell’anno il 3 agosto scorso a 2,53.

TASSI D’INTERESSE
E’ interessante notare che lo spread sia decollato in area 230 punti base nonostante il Bund stia per segnare un nuovo record negativo a -0,6%. Attualmente i rendimento del decennale tedesco quota -0,58%, mentre il differenziale tra i titoli di stato della Germania e quello dell’Italia trascina con sé anche il Btp, attualmente a +1,78%: non ci arrivava da un mese esatto.


Grafici a cura di www.tradingview.com

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