BORSE POSITIVE, PIAZZA AFFARI “BRINDA” ALLA CRISI DI GOVERNO

L’Europa rimbalza, Milano corre, Wall Street aspetta i verbali della Fed in serata

Le borse europee rimbalzano aspettando il meeting delle principali banche centrali di tutto il mondo a Jackson Hole in programma da domani in Wyoming. Il Ftse Mib corre e parallelamente lo spread scende, applaudendo, evidentemente, le dimissioni del premier Giuseppe Conte e quindi la fine del governo gialloverde. Oggi è il giorno delle consultazioni, domani il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrerà i partiti maggiori con l’idea di chiudere le trattative e dare il mandato a una nuova maggioranza entro lunedì.


grafica: youtrend.it

Intanto i mercati, come detto, registrano guadagni interessanti in un’altra giornata priva di dati macro significativi nel vecchio continente. Tutto il contrario invece per gli Stati Uniti, che ieri sera ha chiuso in rosso, delusa da Donald Trump che ha detto di essere ancora lontano da un accordo commerciale con la Cina, nella notte debole, come Hong Kong e Tokyo. Wall Street oggi guarda soprattutto ai verbali della Fed della riunione del 31 luglio scorso, quando la banca centrale, non all’unanimità, ha annunciato il taglio dei tassi di 25 punti base (in mattinata Euro / Dollaro stabile in area 1,11) ma anche ai dati sulla vendita delle case, sui mutui e alle scorte di petrolio settimanali dell’Eia in serata, dopo i 3,5 milioni di barili segnalati dall’American Petroleum Institute sulle scorte di greggio, benzina e distillati, inferiore ai 3,7 della settimana scorsa che però non hanno modificato più di tanto il prezzo del petrolio, dopo un’ora di contrattazioni in Europa a 56,29 dollari al barile. Oro di nuovo sotto i 1.500 dollari l’oncia.

EQUITY

Dax 11.725 (+0,75%)
Si avvicinano le elezioni regionali in Sassonia e nel Brandeburgo, nella Germania dell’Est, dove è in forte crescita il consenso dell’ultradestra dell’Alternative fur Deutschland. Intanto Angela Merkel si prepara a incontrare Boris Johnson, in cerca di flessibilità da parte dell’Europa sul backstop irlandese dopo la tirata di orecchie da parte del presidente del Consigli europeo Donald Tusk. Domani Francoforte attende i dati sul Pmi manifatturiero e intanto tratta sui valori della vigilia. Target della nuova resistenza da battere per una nuova spinta rialzista a 11.840 punti.

Ftse Mib 20.757 (+1,33%)
Prova a scrollarsi di dosso la crisi di governo Piazza Affari, proponendosi come l’indice più forte della seduta di oggi tra le borse europee, trascinato dai comparti delle materie prime, beni per la casa e automotive.  Nessun azione in ribasso nel paniere principale, dove spiccano Fca, sostenuta dalle rinnovate voci di una possibile fusione con Renault, Prysmian e Fineco, ben impostata come tutte le banche. I 20.785 raggiunti in mattinata sono il massimo dall’8 agosto scorso ma serve una spinta almeno fino ai 21.000 punti per ipotizzare un nuovo trend positivo.

Cac 40 5.398 (+1,01%)
Come la Germania, Parigi attende i dati dall’indice Pmi manifatturiero, i 5.402 sono il record positivo dal 2 agosto scorso, tra le borse europee forse è quella che ha più probabilità di avviare un trend positivo, anche se la resistenza da individuare come target rimane comunque non vicinissima, a 5.500 punti.

Ibex 8.691 (+0,85%)
Madrid viaggia sotto i livelli della vigilia nonostante il -1,3% di ieri che ha generato un impulso ribassista da monitorare, anche in virtù del record storico raggiunto dal debito pubblico, salito a giugno a 1.210 miliardi, per un valore pari al 99% del Pil.

VALUTE
Tutto è legato al super vertice in Wyoming al via domani con le banche centrali e al verbale della Fed che in serata verrà rivelato dal Fomc. Intanto l’Euro Dollaro non registra particolari cambiamenti se non un lieve apprezzamento della moneta unica, che si riporta sopra quota 1,11 mentre è da tenere d’occhio la Sterlina, in vista degli incontri di Boris Johnson con i leader europei. Sempre ai minimi degli ultimi due anni il Franco Svizzero, tra i beni rifugio per eccellenza.

Euro / Dollaro 1,1103 (+0,04%) Euro / Sterlina 0,9138 (+0,2%) Euro / Franco Svizzero 1,0866 (+0,1%)

COMMODITY
Pochi segnali dal petrolio, a 56,2 dollari al barile, si attendono i dati sulle scorte del greggio dall’Eia che arriveranno alle 16.30, il dato della settimana scorsa è -1,580 milioni di barili: le stime degli analisti prevedono un ulteriore ribasso a -1,889 milioni.

Torna sotto i 1.500 dollari l’oncia l’Oro, comunque ancorato ai livelli della vigilia per un bene rifugio che rimane comunque prezioso per gli investitori in quello che continua a essere un clima di incertezza. Il Rame segue l’andamento del mercato e guadagna lo 0,5% a 2,58 dollari per libbra.

TASSI D’INTERESSE
Pareggia il minimo da ottobre 2016 raggiunto alla vigilia il rendimento del Btp decennale, pari a 1,31% a conferma che la caduta del governo è stata accolta positivamente dai mercati e in generale dalle borse europee, che ora scommettono su un esecutivo in grado di presentare una Legge di Bilancio allineata con le richieste dell’Unione Europea. Bund decennale stabile a -0,66%.

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