BORSE UE ALLA RIBALTA, BLOOMBERG: ACCORDO USA-CINA VICINO

Rally per le borse europee, Pmi servizi: Spagna al primo posto. Euro Sterlina ai minimi da 2 anni e mezzo

 

Bomba di Bloomberg: accordo Usa-Cina a un passo. E la deflagrazione puntualmente si fa sentire sulle borse europee che, partite positive, trovano ulteriori guadagni nel corso della mattinata riuscendo a recuperare metà delle perdite accumulate durante la seduta del 2 dicembre, giorno in cui l’annuncio di Donald Trump di far partire nuovi dazi su Brasile e Argentina inerenti all’acciaio aveva causato forti perdite nel vecchio continente. La notizia riportata dalla tv americana segue quanto avvenuto nella notte, con la Camera degli Stati Uniti che ha approvato un disegno di legge che richiede sanzioni contro funzionari cinesi per il trattamento dei musulmani uiguri. La Cina ha risposto accusando Washington di interferire nei suoi affari interni, dicendo che farà tutto il possibile per salvaguardare la sua sovranità e sicurezza. Pechino inoltre ha anche avvertito il presidente Trump che il nuovo round di dazi statunitensi sarà contrastato da misure di ritorsione, che “interromperebbero seriamente” i negoziati in corso. “Le azioni mancano ancora di una chiara direzione dei prezzi poiché gli operatori stanno cerando di formare un’opinione reale su dove stanno andando questi colloqui commerciali. L’indice Stoxx-50 é rimbalzato con successo sulla zona di 3.600 punti e può estendere il suo movimento correttivo a breve termine fino a 3.650 punti infragiornalieri” è il commento di Ricardo Evangelista, analita senior di ActivTrades. 

 

EQUITY

Dax 13.142 (+1,18%)

Meglio delle attese e del dato di ottobre l’indice Pmi composito tedesco: 49,4 a novembre, superiore al 49,2 del consensus e al 48,9 del mese precedente. Cresce anche il Pmi del settore servizi: il 51,7 di novembre batte il 51,3 stimato e il 51,6 di ottobre. Francoforte torna all’attacco di quota 13.200 punti, al momento la resistenza di riferimento.


Grafico Dax by TradingView

 

Ftse Mib 23.004 (+1,16%)

Scende sotto la soglia psicologica dei 50 punti il Pmi composite di novembre: 49,6 dal 50,8 di ottobre. In calo anche l’indice dei direttori degli acquisti del settore dei servizi: 50,4 a novembre, inferiore al 51,2 previsto dal mercato e al 52,2 del mese precedente. Piazza Affari si riporta sopra i 23.000 punti dopo due sedute consecutive in area 22.800. L’indice resta comunque vicino ai valori minimi di inizio novembre.

Cac 40 5.805 (+1,37%)

Rimbalzo decisamente più sostenuto dopo il tonfo dovuto ai dazi annunciati da Donald Trump sulla Francia nonostante i dati macro negativi: l’indice Pmi Markit composito a novembre scende a 52,1, inferiore al 52,7 stimato dagli analisti e al 52,6 di ottobre mentre l’indice dei direttori agli acquisti del settore terziario scivola a 52,2 dopo il 52,9 del mese precedente, uguale al valore stimato dal consensus.

 

Ibex 9.264 (+1,4%)

Unico indice dei direttori agli acquisti del settore dei servizi a crescere rimanendo sopra i 50. Il valore di novembre è pari a 53,2, oltre le previsioni di 51,9 e il dato di ottobre pari a 52,7. E’ la migliore piazza tra le borse europee al giro di boa.

VALUTE

Continua il rally della sterlina, unica valuta a salire sensibilmente rispetto a euro e dollaro dopo gli ultimi sondaggi elettorali che indicano un ampliamento del vantaggio del partito conservatore sino a 12 punti. Nel cambio con la moneta unica il pound è ai minimi da maggio 2017 abbondantemente sotto 0,84. Con il biglietto verde il valore è vicino a 1,31, ai massimi dagli ultimi sette mesi. Continua Evangelista di ActivTrades: “Molti operatori del mercato vedono una comoda vittoria dei Tories come lo scenario che fornirà una più rapida risoluzione alla saga della Brexit, liberando l’economia britannica dai vincoli degli ultimi tre anni e mezzo. Ciò che accadrà dopo l’uscita dall’Ue è ovviamente una storia diversa, dal momento che un accordo commerciale dovrà essere negoziato tra il Regno Unito e l’Unione Europea. A quel punto ci sarà un maggior rischio al ribasso per la sterlina, qualora le due parti non riuscissero a raggiungere un accordo in tempo per la scadenza del 31 dicembre 2020″.

Euro Dollaro 1,1078 (-0,02%). Euro Sterlina 0,8471 (-0,7%). Euro Franco Svizzero 1,095 (+0,15%)


Grafico Euro Sterlina by TradingView

MATERIE PRIME

Continua la risalita del petrolio, 56,9 dollari al barile (+1,2%) alla vigilia dell’Opec che dovrebbe confermare il taglio della produzione di 1,2 milioni di barili al giorno almeno fino a marzo. Le scorte Api settimanali, -3,720 milioni di barili, sono crollate rispetto al periodo precedente pari a 3,639 milioni di barili. Nel pomeriggio atteso il dato Eia, a cui il mercato dà più importanza. Anche l’oro, seppur lentamente, si riavvicina verso la soglia dei 1.500. A un’ora dall’apertura di Wall Street il metallo prezioso è scambiato a 1.480 dollari l’oncia, +0,2%, ai massimi dal 7 novembre scorso.


Grafico Oro by TradingView

TASSI D’INTERESSE

Il Bund tedesco oggi rende il -0,33% mentre il Btp decennale italiano è in lieve calo durante le contrattazioni delle borse europee: 1,27% con lo spread stabile a 160 dopo il massimo a 165.