BUNDESBANK AMMETTE: LA RECESSIONE E’ VICINA

Germania a rischio per la BuBa. Il ministro Scholz: abbiamo i mezzi per battere la crisi

Un altro trimestre negativo è possibile. La banca centrale tedesca ammette l’ipotesi che si ripeta il calo registrato tra aprile e giugno. E se così fosse, la Germania entrerebbe ufficialmente in recessione tecnica. Contrazione della produzione industriale, riduzione degli ordini, e quindi export in affanno a partire dalle automobili, tensioni commerciali internazionali a cui vanno ad aggiungersi anche incertezze di tipo politico, con l’Spd (alleato del Cdu della Cancelliera Angela Merkel) ai minimi storici per quanto riguarda il consenso e la destra nazionalista che cresce specie nella Germania dell’Est. Questi i principali motivi di un Pil che, dopo il -0,1% del secondo trimestre dell’anno, potrebbe bissare il segno meno: un dato che potrebbe dare il là alla sospensione del cosiddetto Schwarze null, e cioè la politica zero deficit.

BERLINO: PRONTI FINO A 50 MILIARDI DI EURO
Nonostante la Merkel abbia ribadito più volte che non vi è necessità di nuove misure di stimoli all’economia, non a caso la stessa Banca Centrale sostiene che il boom delle costruzioni potrebbe da solo sostenere l’economia tedesca, sta prendendo quota in Germania l’ipotesi che il governo metta sul piatto 50 miliardi di euro per evitare una recessione. E’ così che si è espresso in questo senso Olaf Scholz, ministro delle finanze tedesco: “Il nostro paese ha la forza fiscale per contrastare una futura crisi economica. Infatti -prosegue il ministro- in caso di necessità, Berlino potrebbe mettere a disposizione fino a 50 miliardi di euro. Fondi che, per i primi tempi, potrebbero tradursi in stimoli fiscali da adottare in risposta alla crisi economica”.

VERSO LA SOSPENSIONE DELLO “SCHWARZE NULL”
Non solo. Scholz ha anche sottolineato che il problema più grande sia l’incertezza causata dalla guerra commerciale tra Cina e Usa. Ecco perché, come accennato, questa situazione di instabilità, termine a cui non esiste paese più intollerante della Germania stessa, sta facendo crescere le pressioni su Angela Merkel affinché consideri la sospensione della politica del pareggio di bilancio, la cosiddetta “politica zero deficit” appunto. A tal proposito, Scholz ha assicurato che, in caso di recessione, lo “Zero Nero” (Schwarze null) potrebbe essere infranto ed il deficit potrebbe raggiungere anche l’1,5% del Pil senza violare le leggi europee, che limitano il debito pubblico al 60% del Prodotto Interno Lordo.

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