CASA DI CARTA VS BCE: ANALOGIE E DIFFERENZE

Il monologo del professore analizzato da Pagella Politica su Le Fonti Tv. Cosa c’è di vero?

Non rubano soldi a nessuno. Eppure riescono a compiere la più grande rapina di ogni epoca. La Casa di Carta, in lingua originale spagnola: “La Casa di Papel”, è la serie tv non in lingua inglese più vista nella storia di Netflix. I protagonisti penetrano nella blindatissima zecca spagnola, stampano moneta con l’aiuto degli ostaggi e alla fine scappano, ognuno per sé con tanto di happy end assicurato, seppur con qualche dolorosa perdita. Ecco il motivo per cui, in buona sostanza, il gruppo guidato dal Professore, leader e ideatore della rapina, riesce ad arricchirsi senza mettere le mani nelle tasche di nessuno.

Nella penultima puntata della seconda serie de “La Casa di Carta”, proprio il Professore rivela all’ispettore di polizia le origini del suo piano, citando la Banca Centrale Europea, colpevole, secondo il protagonista della serie, di aver creato dal nulla miliardi di euro solo per darli alle banche e ai più ricchi negli anni dell a crisi: il cosiddetto Quantitative Easing che è ancora molto attuale in questo periodo congiunturale.

Quanto c’è di vero in questo monologo? 

La giornalista di Le Fonti Tv Alessia Liparoti, con l’aiuto di Carlo Canepa, fact checker di Pagella Politica, ha provato a dare una risposta durante l’ultimo approfondimento di Istant Focus intitolato proprio: “Casa di Carta contro Bce: analogie e differenze”.

Ecco l’intervista integrale

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