COMMODITIES OUTLOOK: IL 2020 L’ANNO DELL’ORO E DEL NICKEL

L’oro come bene rifugio continuerà ad essere uno tra i preferiti dagli investitori nel 2020. Il new green deal spingerà il nickel. L’analisi WisdomTree

La stretta regolatoria sulle politiche ambientali ha avuto e continuerà sempre di più ad avere un impatto diretto sui prezzi delle commodities . È probabile che l’anno prossimo le materie prime trovino sostegno da parte una politica monetaria accomodante. Secondo Mobeen Tahir, Associate Director, Research, WisdomTree, tassi di interesse da bassi a negativi non solo aiuteranno l’oro come bene rifugio, ma, se gli stimoli politici si tradurranno in una migliore crescita dell’economia reale, il più ampio spettro delle materie prime ne trarrà probabilmente beneficio.

Oro porto sempre più sicuro

Poiché le prospettive per l’economia globale rimangono modeste e le controversie commerciali irrisolte, l’oro come bene rifugio continuerà ad essere uno tra i preferiti dagli investitori. L’attrattiva dell’oro è esaltata in un mondo in cui gli investitori pagano i governi per prendere in prestito il loro denaro, vale a dire tassi di interesse negativi. Con la politica monetaria delle banche centrali che probabilmente rimarrà accomodante anche il prossimo anno, è improbabile che questa situazione possa cambiare. Ciò continuerà a sostenere l’oro, con le banche centrali, in particolare quelle dei mercati emergenti, che hanno recentemente aumentato le loro riserve auree per coprire la loro esposizione alle valute a corso forzoso.

Petrolio: la scomparsa del premio sul rischio geopolitico

Nel 2019 un livello ragionevole di premio sul rischio geopolitico non è stato prezzato dai mercati del petrolio. I mercati si sono impegnati a rallentare la crescita della domanda di petrolio, tenendo poco conto delle potenziali interruzioni dell’offerta a causa della delicata situazione geopolitica in Medio Oriente. È per questo motivo che un “evento” geopolitico come l’attacco, lo scorso settembre, agli impianti petroliferi sauditi ha suscitato improvvisamente preoccupazioni sul versante dell’offerta e ha avuto un impatto così profondo sui prezzi. Anche se non consideriamo probabile una potenziale interruzione materiale dell’offerta, riteniamo che gli investitori debbano chiedere un premio di rischio più elevato per riflettere le accresciute tensioni nella regione. Ci aspettiamo che ciò avvenga nel corso del prossimo anno, portando il prezzo del Brent in un range più equo di 70-75 dollari al barile.

Il new green deal spingerà il nickel

La stretta regolatoria in chiave ambientale (es. il passaggio alle auto elettriche) avrà un impatto diretto e immediato sui prezzi delle materie prime. Le Filippine, secondo maggior produttore mondiale di minerale di nichel dopo l’Indonesia, hanno chiuso metà delle loro miniere nella prima metà del 2019 per motivi di manutenzione o ambientali. Il Dipartimento per l’ambiente del paese ha sospeso l’attività di diverse miniere quando sono state violate le norme ambientali. Ciò ha consentito di limitare la crescita della fornitura di nichel, che è parte integrante delle batterie per veicoli elettrici. Il rialzo dei prezzi del nichel quest’anno, dovuto principalmente alla decisione dell’Indonesia di interrompere le esportazioni di minerale grezzo di nichel dal gennaio 2020 (due anni prima del previsto) per favorire le lavorazioni in patria, è stato ulteriormente sostenuto dalle azioni intraprese dalle Filippine.

Year-to-date rally in Nickel prices

 

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In collaborazione con Mobeen Tahir, Associate Director, Research, WisdomTree