EURO E STERLINA: GIOVEDI’ NERO

Giornata da dimenticare per Euro e Sterlina. La moneta unica soffre gli effetti della guerra commerciale tra Usa e Cina. Ma non soltanto. A pesare, in questi giorni, è l’acuirsi dell’incertezza legata alla Brexit, dove un nuovo ministro ha dato le proprie dimissioni lasciando sempre più sola Theresa May, che il Times dà dimissionaria già domani.Inoltre, non bisogna dimenticare che la Gran Bretagna oggi vota alle Elezioni Europee, e quindi vota anche chi la rappresenterà nel Parlamento Europeo… Per poi, probabilmente, abbandonarlo, forse anche dopo poche settimane. Un paradosso che contribuisce a spiegare il motivo per cui la Sterlina si trova nella quattordicesima seduta consecutiva in perdita contro l’Euro, la serie più lunga nella storia della moneta unica, nel giorno in cui viene presentata al Parlamento britannico la nuova, anzi l’ennesima, versione dell’accordo per l’uscita dall’Ue: non bisogna dimenticare che il referendum si è tenuto nel 2016, e quindi tre anni fa. Il nuovo massimo euro/sterlina è stato raggiunto a quota 0,8838, non veniva toccato dal 14 febbraio, giorno in cui la premier aveva subito una dura sconfitta in Parlamento. 

Non se la passa meglio, come detto, la moneta unica. Che oggi ha toccato i minimi degli ultimi due anni, a 1,11070 nei confronti del dollaro. Ma è un cocktail di fattori che ha determinato oggi la super debolezza dell’Euro. Al di là del contesto, della guerra tecnologica e della Brexit, in giornata infatti hanno deluso anche i dati macro che riguardavano l’economia del vecchio continente. Male l’Ifo tedesco, così come il Pmi manifatturiero e servizi dell’Eurozona, il cui tasso di crescita, a maggio, è debole, con la domanda che rimane stagnante. Inoltre, l’occupazione è scivolata per la seconda volta ai livelli minimi dal 2016 a causa del ridimensionamento delle aziende e dei loro piani di espansione visto il calo delle vendite. E anche l’ottimismo sul futuro ha segnato i valori minimi in quattro anni e mezzo. 1,1148 è il rapporto con il dollaro a trenta minuti dalla fine delle contrattazioni in Europa.