EUROZONA, I SERVIZI RESTANO IL PRIMO SOSTEGNO ECONOMICO

MEDIA STORICA
Il massimo punteggio raggiunto dal Pmi Composito, negli ultimi cinque anni è di 58,8, registrato nel mese di gennaio 2018. Il record negativo invece è stato raggiungo a dicembre dello stesso anno: 50,8. Nessuna reazione particolare sui mercati internazionali. Gli indici europei continuano a trattare con perdite tra il -1,2% spagnolo e gli oltre due punti percentuali in Francia, mentre continua il recupero dell’Euro nei confronti del Dollaro, al giro di boa a quota 1,116.

INDICE DEI DIRETTORI AGLI ACQUISTI, SETTORE SERVIZI

Prosegue il trend positivo degli ultimi otto mesi delle attività nel settore dei servizi in Eurozona, anche se il dato di luglio, 53,2, è leggermente al di sotto del 53,3 atteso dagli analisti e soprattutto del 53,6 registrato nel mese di giugno. Indicatore chiave della prestazione economica nel suo insieme dell’area di riferimento, poiché  fornisce un’idea sullo stato di salute del settore terziario attraverso un’indagine svolta tra i responsabili degli acquisti, che hanno un accesso precoce ai dati relativi alle prestazioni dell’azienda, l’indice “Pmi IHS Markit Eurozone Services” dell’ultimo mese è il risultato di un lieve rallentamento globale nelle attività delle quattro grandi nazioni dell’Eurozona, a eccezione dell’Italia, che invece ha riportato un dato superiore le attese. Ciò nonostante, il nostro paese continua a registrare la crescita più lenta rispetto a Francia, Spagna e soprattutto Germania, che pure ha riportato il dato più basso da gennaio (54,5). Tornando all’Eurozona, i nuovi lavori sono aumentati a un ritmo più moderato, e la crescita dell’occupazione è stata la più debole da marzo, mentre gli arretrati di lavoro sono aumentati per il terzo mese consecutivo. Sul fronte dei costi, i prezzi di input e output sono aumentati a un ritmo solido. Infine, la fiducia delle imprese si è rafforzata nel mese di luglio al suo massimo livello in tre mesi.
SERVIZI ANCORA PRINCIPALE SOSTEGNO DELL’ECONOMIA DELL’EUROZONA
“Il settore dei servizi continua a sostenere l’espansione dell’economia globale dell’Eurozona anche all’inizio del III trimestre -spiega Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit-. Ci sono però segnali chiari che l’entità della recessione manifatturiera stia iniziando a prendere il sopravvento. Le preoccupazioni legate alla guerra commerciale, la crescita economica più lenta, la caduta della domanda, il calo delle vendite delle automobili e le preoccupazioni geopolitiche, in primis la Brexit, hanno portato all’aumento delle preoccupazioni sull’andamento globale dell’economia, trascinando giù la produzione manifatturiera ai minimi negli ultimi sei anni. Una recessione che il settore dei servizi continua a compensare, ma a luglio anche la crescita nel terziario ha registrato un significativo rallentamento. E a risentire di questo rallentamento c’è anche l’andamento dell’espansione del Pil, che si avvicina sempre di più allo 0,1%”. Prosegue Williamson: “Attualmente la principale fonte di espansione sembra essere il consumatore, a sua volta sostenuto dalla relativa forza del mercato del lavoro. Tuttavia, i dati di luglio indicano che l’aumento di nuovi posti di lavoro sia il più debole degli ultimi tre anni. Un ulteriore segnale che anche questo motore di crescita stia perdendo slancio, andando ad aggiungere un ulteriore vento contrario all’economia per i prossimi mesi”.


Dati forniti da IHS Markit

 

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