FTSE MIB, CAMBIO DI STAGIONE IN ROSSO PER L’INDICE ITALIANO

Vontobel: inizio autunno all’insegna della volatilità per il listino milanese

Torna la volatilità sui mercati azionari internazionali. Lo si rileva molto bene osservando Vix e V-Stoxx, che in settimana hanno superato all’unisono la soglia psicologica dei 20 punti. A spiazzare gli operatori, secondo gli analisti di Vontobel, sono stati principalmente due fattori.

L’indice Ism

Innanzitutto il dato Ism manifatturiero americano di settembre che ha stupito tutti, raggiungendo i 47,8 punti, minimo dal giugno del 2009 e in peggioramento rispetto ai 49,1 punti di agosto. E poi l’Ism non manifatturiero, sempre statunitense, sceso ben oltre le attese a 52,6 punti. In un contesto in cui sale il pessimismo degli operatori sulla crescita globale, come testimonia molto bene l’appeal dell’oro (bene rifugio per eccellenza) che nell’ultimo anno ha guadagnato circa il 18%, per Vontobel dunque sono i dati Usa negativi ad aver lanciato l’allarme sulla fase del ciclo economico e sul rischio di recessione globale.

Una reazione eccessiva ma comprensibile

“Nel complesso, la reazione sull’azionario è apparsa eccessiva, seppur comprensibile, perché le incertezze crescenti sulla crescita globale, soprattutto europea, tendono ad accentuare le reazioni degli operatori” spiegano gli analisti.  Alle forti vendite che si sono generate negli Stati Uniti sono corrisposti ribassi ancor più pesanti in Eurozona. La scure sui mercati del vecchio continente è arrivata giovedì scorso, con l’avallo del Wto alla decisione di Donald Trump di imporre dazi per circa 7,5 miliardi sui prodotti europei.

Lo “scivolone” dell’Italia

Anche l’Italia è stata colpita dalla vicenda delle sanzioni che il presidente americano ha decretato per l’Unione Europea: il totale di perdita stimato da Coldiretti è di circa 1 miliardo di euro. Il nostro Paese infatti subirà dazi del 25% su prodotti di punta, come pecorino romano, parmigiano reggiano, provolone e prosciutto. Comprensibile dunque lo scivolone che ha riportato il Ftse Mib, ma non solo, verso i 21.000 punti. Sul fronte dei rendimenti dei Titoli di Stato e dello spread invece non ci sono stati grandi movimenti, anzi lo yield del decennale ha segnato nuovi minimi al di sotto dello 0,8%, mentre lo spread rimane sotto i 145 punti base.

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