GOVERNO, CRISI SULLA PRESCRIZIONE MA LO SPREAD RESTA FERMO

Conte: “Se si fanno gli sgambetti, perdiamo la partita. Italia Viva chiarisca cosa vuole fare”.  Renzi: “Se vuole un’altra maggioranza, lo aiuto”

 

Crisi di governo. Conte contro Renzi. Stavolta, forse, ci siamo davvero. La maggioranza si spacca. Nella riforma del processo penale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, c’è anche il provvedimento che cambia la prescrizione. Un provvedimento che Italia Viva, il partito dell’ex premier, proprio non vuole accettare.

 

E’ vera crisi? Cerchiamo di capire cosa sta succedendo

La riforma della prescrizione è entrata in vigore dal 1 gennaio.  Voluta fortemente dal ministro della giustizia Bonafede, esponente del Movimento Cinque Stelle, sostanzialmente abolisce la prescrizione dopo la sentenza di primo grado, inizialmente senza alcuna distinzione tra sentenza di condanna e sentenza di assoluzione. L’obiettivo, evitare che chi è colpevole di un reato rimanga impunito a causa delle tempistiche della giustizia italiana.

Per dare un’idea, nel 2017 ci sono state 125.659 sentenze di prescrizione. L’anno peggiore, prendendo come riferimento il periodo che va tra il 2008 e il 2017,  è stato il 2009, con più di 155mila processi interrotti dalla prescrizione.

 

La maggioranza però non è convinta

A impuntarsi, in particolare, Italia Viva. Per il partito di Matteo Renzi, la riforma della prescrizione è anticostituzionale. Perché allungherebbe ulteriormente i tempi della giustizia, andando in contrasto con la garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo. Nei giorni scorsi Iv ha provato a bloccare l’inter della riforma con il lodo Annibali, deputata renziana, un emendamento che prevedeva il rinvio di un anno del testo, ma che è stato bocciato il 12 febbraio scorso dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Curioso il fatto che abbiano votato sì tutti i deputati dell’opposizione assieme a quelli di Italia Viva, mentre ha votato contro il resto della maggioranza. Sempre il movimento renziano ha inoltre appoggiato una proposta abrogativa della riforma Bonafede che ha promosso Forza Italia e che verrà votata il 24 febbraio.


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Il Lodo Conte-Bis

Intanto però, come detto, la riforma della giustizia penale è passata dal CdM. Ma con una modifica sostanziale. Quella cioè proposta da Pd e Leu: il cosiddetto lodo Conte-Bis. Nome che non deriva dal premier ma da Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali. In buona sostanza, il decorso dei termini di prescrizione, dopo il primo grdo di giudizio, continuerà a scorrere nei casi di assoluzione, mentre si bloccherebbe per i condannati. Se il condannato subisce una nuova condann, la prescirizione si blocca defintivamente. Se viene assolto, può recuperare i termini di prescrzione fino a quel momento bloccati. Il lodo è stato votato dal Consiglio dei Ministri in assenza dei rappresentanti di Italia Viva: Teresa Bellanova ed Elena Bonetti.

C’è già chi parla di elezioni anticipate. Il primo ministro nega di pensare a un Conte Tris. Mentre Renzi rilancia: “Se non ci vuole, ci cacci”.

 

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