I MERCATI DIETRO LE QUINTE: IL PUNTO DI DAVIDE BIOCCHI

Intermarket ma non soltanto con Davide Biocchi (Directa Sim), intervistato da Manuela Donghi

davide biocchi

Davide, eccoci pronti per riepilogare questa settimana. Quali gli eventi che hanno influenzato i mercati? Ca va sans dire, non posso che partire dal Coronavirus. Devo ammettere di essere un po’ spaventata. Seguo in qualche modo la paura dei mercati, ammesso che ne abbiano. Come vedi la situazione?

La situazione in merito al Coronavirus è preoccupante. Ci sono due fasi: la prima coinvolge l’emotività delle persone, che comporta un crescendo di tensioni perché le persone non sanno bene come si devono comportare. In Cina se la passano proprio male, ma tra poco anche noi magari cominceremo a preoccuparci e pensare a come non contrarre il virus. La seconda invece riguarda le ripercussioni a livello economico: dopo una tale frenata non sarà sufficiente togliere il piede dal freno per ripartire senza intoppi.

Per parlare delle ripercussioni partiamo da una domanda basica. I mercati stanno mostrando tutta la loro paura o siamo solo all’inizio?

Guarda, l’economia quotidiana in Cina si sta fermando e ciò è l’emblema di quello che poi potrebbe succedere altrove. Si sta fermando il panettiere, il macellaio, il piccolo supermarket ma anche le grandi catene come Starbucks, Mc Donald’s o le grandi fabbriche come Peugeot, ecc. Il trasporto aereo è bloccato. L’Italia ha appena sospeso tutti i voli da e per la Cina. Quando c’è una frenata di questa natura è difficile immaginare che basti riaccendere il motore per ripartire. Il sistema è come una catena, che quando si ferma va ricontrollata e oliata bene prima di rimetterla in moto, perché nel frattempo potrebbe essersi rovinata. Le ripercussioni dal punto di vista economico potrebbero essere così grandi che l’impatto, attualmente, risulta difficile da calcolare.

Ma i mercati?

I mercati per ora, tranne in qualche momento eclatante, sembrano però un po’ disinteressarsene, ma non durerà a lungo. Già oggi hanno preso una piega ben diversa.

Quali gli effetti a cui potremmo assistere in prima battuta?

Beh, per esempio possiamo vedere quello che succede al prezzo del petrolio. Se si ferma tutto, il trasporto aereo, la produzione industriale, ecc, allora si ferma anche il consumo di petrolio, che è materia prima usata ovunque nel ciclo produttivo. Evidentemente questo si sta già riflettendo nei prezzi del greggio. Ricordiamoci che solo pochi giorni fa, quando ci fu il rischio escalation con l’Iran, il petrolio arrivò quasi a 66 dollari al barile, mentre ora si è riportato in fretta su quella importantissima area di supporto dei 50 dollari, scontando uno scenario molto negativo circa i consumi a breve e medio termine, proprio in ragione del Coronavirus.

Quindi non ci tocca che aspettare? Domanda amara, mi rendo conto… nel frattempo peraltro l’Oms ha dichiarato emergenza internazionale…

Sì, e lo hanno probabilmente detto in colpevole ritardo, come hanno del resto ammesso. Al crescere dei Paesi coinvolti dalla pandemia, i mercati finanziari dovranno per forza preoccuparsi. Già alcune multinazionali americane (mi pare ad esempio la Apple), pur non dichiarando un profit warning, hanno inserito nelle considerazioni sulle loro guidance (ossia le aspettative), un grosso punto di domanda per il 2020, proprio in ragione dei riflessi del Coronavirus, per ora non preventivabili.

Altro punto della settimana è la Brexit. Siamo al 31 gennaio, cioè il grande giorno, la data fatidica di cui si è parlato a non finire. Non a caso, la vignetta della settimana ci ritrae davanti a Palazzo Reale… Allora: Brexit! Da oggi in avanti cominceremo concretamente a vedere cosa porterà?

Oggi è appunto la Brexit dead-line, quindi dobbiamo dedicarle un po’ di tempo. In effetti siamo alla celebrazione ufficiale: si ammainano delle bandiere, se ne sollevano delle altre, ma nei fatti da qui a fine anno saremo work-in-progress. Si tratteranno accordi ma, ad esempio, continuerà la libera circolazione delle persone senza bisogno del visto, che potrà diventare obbligatorio, se non si troveranno soluzioni alternative a partire dal primo gennaio 2021. Sappiamo che ci sarà tempo per i negoziati, con la differenza che prima la Gran Bretagna era nell’Ue, ora invece la certezza è che loro, comunque vada, sono fuori definitivamente. Questo depone a favore della determinazione di Boris Johnson: in poco tempo, sotto il suo governo, la Brexit è diventata realtà.

A proposito, ma il tormentone non era Trump? Lo è ancora o lo abbiamo relegato in un angolo? Tu lo sogni sempre di notte?

Beh, tu sai che ritengo Trump il più effettivo ed efficace tra i market mover, perché sia quando fa qualcosa (ad esempio la firma degli accordi con la Cina), sia quando utilizza twitter per comunicare, quello che dice non è mai recepito in maniera banale dai mercati. Lui è un market mover molto impattante, proprio come persona. Bisogna dire però che questa settimana si sta effettivamente un po’ riposando… Ma probabilmente tornerà presto sugli scudi.

Ha lasciato campo ad altro, in sostanza.

Sì, per esempio alle Banche Centrali, anche se poi abbiamo visto che sia giovedì della scorsa settimana con la Bce, sia mercoledì con la Fed, abbiamo assistito sostanzialmente a dei Non-Event. Hanno lasciato tutto come nelle aspettative, quindi il mercato non ne ha risentito. Raramente mi era capitato di vedere un cambio Euro/Dollaro così fermo, quasi inchiodato, durante la conferenza stampa di uno dei Governatori delle Banche Centrali, come è successo negli ultimi dieci giorni. Trump stavolta non ha twittato strali verso Powell, quindi tutto si è svolto nella norma, ma mi aspetto di rivederlo presto protagonista.

Forse è in silenzio per il discorso “impeachment“?

Ecco, sì, probabilmente… Però presto vedremo anche questo arrivare a conclusione. E poi non scordiamoci che abbiamo lasciato in sospeso la fase 2 della trattativa sui dazi, che ancora deve entrare nel vivo.

Detto che il tema portante è il Coronavirus, alla luce di quello che potrebbe succedere, cambierà la posizione stessa delle Banche Centrali? La Fed per esempio non ha nascosto la sua preoccupazione sul virus cinese…

Pian piano si vedranno, soprattutto in Cina, gli effetti di questo blocco completo dell’economia nei numeri,. Ricordiamoci che decine di milioni di persone sono in quarantena, bloccate a casa senza fare più niente. Tutta questa situazione genererà riflessi che verranno pesati anche sulle altre economie globali, soprattutto se ci saranno altri focolai. A quel punto si potranno fare previsioni sui numeri e le Banche Centrali reagiranno di conseguenza. Io credo che le Banche centrali siano state appositamente caute, ma torneranno presto sul tema, quando avranno più dati sugli effetti del Coronavirus.

Un flash: il Coronavirus è il classico cigno nero?

Eh si, potrebbe proprio esserlo! Perché è qualcosa di completamente inaspettato. E se per sua stessa ammissione lo ha sottovalutato la stessa Organizzazione Mondiale delle Sanità, figuriamoci se può non averlo sottovalutato la comunità globale degli investitori. Ora bisogna vedere quanto eventualmente si diffonderà e cosa succederà. Ma è chiaro che la Cina è già impattata pesantemente, e stiamo parlando della seconda economia a livello globale.

Per dare qualche consiglio più pratico, cercando di intuire quale direzione potrebbe prendere il mercato, soprattutto quello italiano… come devono porsi gli investitori?

Intanto diciamo che i mercati hanno dato e stanno dando un segnale di enorme forza relativa. Probabilmente in altri momenti, con altro tipo di emotività, una cosa come il Coronavirus avrebbe avuto un impatto molto più negativo sui mercati stessi. Questa cosa per ora non è successa, perché la forza relativa che anima i mercati li spinge verso l’alto e ha fatto da freno alle vendite che comunque sono già arrivate, Però non dobbiamo dimenticarci che il mercato italiano si trova sotto un’importante resistenza. Se non riusciremo a breve a superarla, si potrebbe tornare indietro in maniera significativa…

… e quindi?

Quindi ci sono motivi tecnici, combinati con motivazioni fondamentali e magari addirittura con il contesto del cigno nero, per cui la situazione può farsi complessa. Suggerirei a chi ha il portafoglio pieno (di titoli) di tenersi pronto con un paracadute di massima sicurezza. Chi fosse invece liquido, dovrebbe aspettare l’eventuale superamento delle resistenze.

Ma questo paracadute quante cordicelle dovrebbe avere in questo momento?

Beh, le cordicelle potrebbero essere sempre le stesse, ma è l’attenzione che deve essere amplificata al massimo. Un investitore dovrebbe guardare ogni giorno all’andamento del suo portafoglio e proteggersi nel caso abbia anche solo un timore, perché i movimenti del mercato potrebbero essere repentini.

E se sfondassimo le resistenze?

In quel caso sarebbe tutto un altro parlare, ma per riuscirci ci vorrebbero buone notizie sul fronte Coronavirus.

Siamo in chiusura, ma torniamo con un movimento circolare al tema ritratto nella vignetta. Che ci facciamo io e te a Buckingham Palace? Pronti a festeggiare? Ma cosa?

Siamo lì a vedere cosa succede! Per certi versi è un’esperienza. Dopo che per oltre sessant’anni  abbiamo solo cercato di unire sempre di più l’Europa, questa è la prima volta che c’è una marcia indietro piuttosto brusca di qualcuno. Non è casuale che siano stati proprio gli inglesi a intraprendere il percorso. Evidentemente c’è anche curiosità, per capire come finirà: c’è un accordo ancora da definire, ma io ho l’idea che nel primo periodo il Regno Unito potrebbe un po’ risentirne, mentre nel medio-lungo periodo mi sento che potrebbero anche beneficiarne, perché l’economia britannica non avrà connessioni con la sola Europa. Ricordiamo che esiste il Commonwealth e che esisterà a breve (dietro promessa di Trump) un accordo commerciale privilegiato con gli Stati Uniti. Quindi la Gran Bretagna non rimarrà sola, anche se si stacca dal cordone ombelicale del vecchio continente.

Quindi sei curioso?

Sì, curioso di vedere quali saranno gli effetti pratici. Sempre mantenendo la barra a dritta.