I MERCATI DIETRO LE QUINTE: IL PUNTO DI DAVIDE BIOCCHI

Intermarket ma non soltanto con Davide Biocchi, intervistato da Manuela Donghi

L’economia spiegata in modo semplice, sempre e comunque, anche in un momento nel quale è spesso difficile dare risposte univoche, visti i mercati sui massimi mentre invece si parla di rallentamento dell’economia a livello mondiale e con la spada di Damocle della trade war continua a incombere su tutti.

Trump

E’ stata una settimana particolare con Wall Street chiusa per il Thanksgiving o oggi aperta solo mezza giornata…

Per capire bene la situazione bisognerebbe capire la mentalità americana. Noi in Italia aspettiamo il Natale e dopo il Natale viene Santo Stefano. Da noi è festa il giorno di Natale come è festa il giorno di Santo Stefano. In Usa c’è questa tradizione: il giorno del Ringraziamento la gente mangia il tacchino, sta a casa e fa festa e per abitudine, il giorno dopo, quello del Black Friday si dedicano allo shopping prenatalizio. Questo per dire che la mente delle persone è tutta orientata lì, quindi anche se oggi Wall Street è aperta solo mezza giornata, è solo di firma, perché in realtà l’attenzione di tutti non sarà focalizzata sui mercati ma sulle spese, etc etc.

Quindi è come se la Borsa americana fosse chiusa anche oggi?

Sì, è come se fosse un semi festivo, tipo il sabato… da noi sarebbe un ponte immancabile, anche se poi magari qualcuno che presidia c’è. Se non c’è qualche evento che proviene da fuori i mercati, qualcosa di eclatante, ad esempio qualche dato macro, i mercati tenderanno a rimanere stabili. Per esempio, avrai notato che l’agenda macroeconomica di questa settimana era particolarmente scarica di dati, specialmente dagli Stati Uniti.

Quindi è come se la settimana non facesse testo per i mercati…

Esattamente. E quando noi torneremo lunedì sarà già dicembre e le scadenze tecniche saranno vicine… dicembre durerà tre settimane, dopodiché tra le feste e il fine anno la Borsa è finita per il 2019. La lettura che ti do è che sembra che non ci sia qualcosa che lasci pensare che chissà cosa potrebbe accadere! Fai caso anche ai movimenti che stiamo vedendo: quello che emerge è questo. Ad esempio, anche Trump a un certo punto ha dovuto firmare quella legge che appoggia la democrazia di Hong Kong: contestualmente ha fatto uscire anche delle voci che dicono che i dazi con il 2020 verranno in parte già tolti, insomma…… si è messo nella condizione di dire che sul piatto della bilancia c’è per i cinesi sia una notizia negativa ma anche un contentino. Quindi su questa vicenda siamo ancora a un nulla di fatto.

Beh qui c’entra anche l’informazione…

Sì! C’è proprio un uso dell’informazione che viene messo in atto ad hoc per tenere l’equilibrio, ma la politica del resto è fatta di equilibri. Quindi i mercati sono lì che aspettano in maniera avida di conoscere la fine della soap opera Usa-Cina, e Trump è come uno che spoilera ogni tanto qualcosa. Hai capito cosa voglio dire, no?

Penso proprio di sì…

… e quindi se ragioniamo sul concetto del dietro le quinte, è chiaro che i mercati sono in attesa di qualcosa che in realtà sanno non arriverà nella prossima puntata. Però tutti ci aspettiamo sempre di saperne un po’ di più, ogni giorno!

Eh eh, in poche parole tutti siamo qui a dire “dai che è la volta buona” mentre in realtà siamo consapevoli che non lo sarà…

E’ esattamente così. Questo è un po’ il concetto e un po’ il criterio, e si va avanti su questa falsa riga. Tutti i mercati sono attendisti per la guerra commerciale, e la trade war ha preso totalmente il sopravvento su tutto il resto..

Davide, scusami, forse ti sto anticipando, ma mentre dici questo la mia mente va alla Brexit. Non se ne parla più… come è possibile?

Ecco qui il punto! La Brexit è finita in un angolo, e se ne parlerà relativamente allele elezioni del 12 dicembre… diciamo che è come se fosse totalmente anestetizzata. E’ come se fosse diventato qualcosa di innocuo. Sicuramente se ne tornerà a parlare quando diventerò effettiva, ma rimarrà comunque qualcosa di “appeso lì”.

brexit

E i mercati quindi?

I mercati in un clima di incertezza tendono un po’ a vendere, infatti vengono un po’ indietro, ma lentamente… poi però arriva qualche notizia e magari hanno una reazione, ma in questo momento non hanno una direzione ben precisa, è come se fossero in attesa rassegnata, insomma, si vivacchia. Siccome non c’è pressione dei gestori perché le performance sulle azioni le hanno fatte, ormai si attende l’anno nuovo. Ti faccio un paragone. Nel ciclismo su pista c’era una volta un atto, si chiama il surplace, quando i due contendenti stavano in equilibrio fermi, e questo era faticosissimo. Ma era noto che il primo che partiva poi perdeva la volata perché non aveva il traino altrui, quindi bisognava aspettare che fosse l’altro a cedere. Di fatto il concetto è simile. Qui siamo in una specie di surplace: i mercati aspettano, ci sarà il primo che partirà e poi tutti si dirigeranno li. Però bisogna aspettare qualcosa di specifico, perché in questo momento manca l’elemento scatenante. Se dobbiamo stare ai mercati potrebbe essere solo una soluzione della guerra commerciale.

Però mi sembra di capire che sia difficile che capiti adesso…

Corretto. Al solito conteranno le parole delle banche centrali, i dati macro… ma di fatto i giochi per il 2019 sembrano fatti. Poi pian piano magari qualche titolo sarà più apprezzato degli altri, ma questione di dettagli…

Ma l’indice italiano è più lento degli altri?

Mah, l’indice italiano, più che essere lento sta un pochino pagando le tensioni legate alla politica interna. C’è un po’ di maretta e questa si riflette immediatamente in cose tipo lo spread ma in realtà nemmeno più di tanto…

Davide Biocchi approfitterà del Black Friday?

(Ride) Visto che i mercati sono così noiosi, qualche occasione in giro vado a cercarmela! Io ho un detto, che è proprio mio: non sempre è necessario stare a guardare i mercati, e questi sono proprio i giorni in cui sarebbe bene staccare la spina. Quindi meglio andare a fare shopping!