INVESTIMENTI NEL 2020: ECONOMIA GLOBALE A UN BIVIO

Le previsioni di Ubp per il prossimo anno: dollaro più debole, azionariato in overperforming e fine della “crisi” Brexit

 

Stabilità alla crescita. Questo dovranno garantire Fed e Bce per il 2020, almeno fino a quando si esplicheranno gli effetti della politica di bilancio nel corso del prossimo anno. Sono le previsioni di  Union Bancaire Privée, la banca svizzera privata specialista in investimenti, asset management istituzionale e gestione patrimoniale per i clienti privati, presentate in mattinata alla stampa e agli addetti ai lavori. Stabilità dunque, l’obiettivo è sostanzialmente questo per le banche centrali, che nel corso del 2019 si sono adoperate per scongiurare il rallentamento della crescita globale. Stabilità, salvo, ovviamente, nuovi shock esterni. 

 

Infinity (Trade) War

Sì perché l’anno che volge al termine è stato caratterizzato da diversi fattori “inaspettati”, a partire dalla trade war: i dazi minacciati, applicati, poi ritirati e ancora minacciati soprattutto da Donald Trump hanno scosso in più di un’occasione i mercati finanziari. Il presidente americano ha portato avanti una politica all’insegna del “solo contro tutti”, all’insegna del suo slogan: “America First”. Tariffe aggiuntive contro l’Unione Europea, contro alcuni degli stati dell’America Centrale. Ma anche e soprattutto contro la Cina. Proprio il colosso asiatico dovrebbe utilizzare la tregua sulla guerra commerciale, apparentemente sopraggiunta ma tutt’altro che definita, per accelerare la ristrutturazione interna, in preparazione di una potenziale ripresa del conflitto dopo le presidenziali americani del 2020.

 

Verso la fine del “caos” Brexit

L’altro fronte che ha portato instabilità ai mercati è quello della Brexit. L’uscita dall’Ue ancora non è avvenuta, in compenso c’è stato l’abbandono di Theresa May e il passaggio del testimone a Boris Johnson, per molti una versione britannica di Donald Trump. Dopo aver fallito l’obiettivo di chiudere la Brexit “what ever it takes”, per citare una massima di Mario Draghi, entro il 31 ottobre, è stato costretto a indire elezioni anticipate, anche per poter godere di una maggiore stabilità in Parlamento, che al momento lo ha sostanzialmente messo in minoranza. Dal referendum del 2016 sono stati anni di complessi scontri politici, ma in quest’ultimo periodo cresce la speranza che si possa formare una chiara maggioranza alla Camera dei Comuni per superare l’impasse da tre anni pesa sull’economia britannica.

 

L’indebolimento del dollaro

Secondo Ubp, nel 2020 l’azionariato dovrebbe continuare a sovraperformare rispetto alle obbligazioni, anche se non sarà facile, per via della transizione, nel corso del prossimo anni, dal supporto monetario a quello fiscale. Uno dei fattori più interessanti sarà l’indebolimento del dollaro, tanto atteso e desiderato da Donald Trump. Questo dovrebbe consentire agli investitori di esplorare opportunità al di fuori dagli States. Inoltre è probabile che la sterlina torni nuovamente forte dopo le elezioni del Regno Unito. Questo deporrà a favore delle small e mid cap più orientate al mercato domestico. E anche nell’Europa continentale l’avvio degli stimoli di bilancio dovrebbe essere propizio alle azioni delle small e mid cap focalizzate sul mercato interno.

 

Volatilità nelle obbligazioni societarie

Per quanto riguarda i portafogli obbligazionari, la previsione di Ubp è che gli investitori assumano un approccio di preservazione del capitale orientato alla gestione dei rischi. Volatilità, ecco a cosa potrebbero essere esposte le obbligazioni societarie. Certo, un tentativo di stabilizzazione dell’ampliamento del rischio di credito, le banche centrali, lo faranno, almeno fino a quando non verranno applicati, in concreto, gli stimoli di bilancio. E con i rendimenti dei titoli di stato prossimi ai minimi storici, nel 2020 gli investitori dovrebbero guardare lontano, attuando una maggiore diversificazione tra gli asset risk off, oro e valute rifugio.

 

Il trend dell’impact investing

Infine, Ubp prevede un’affermazione sempre più continua su scala globale da parte degli investimenti socialmente responsabili. I trend dell’impact investing, propagatisi sui mercati sviluppati nel 2019, dovrebbero radicarsi altrettanto saldamente sui mercati emergenti con l’inizio del nuovo decennio. Si prevede inoltre che metodi più articolati di investimento ESG assumano maggior risalto, consentendo agli investitori di creare portafogli su misura per rispondere sia agli obiettivi di investimento, sia al proprio sistema personale di valori.