ITALIA ED EUROPA, L’INFLAZIONE E’ FERMA

Stesso aumento di maggio: +0,8%. Per trovare un valore più basso nell’ultimo anno occorre risalire al mese di aprile del 2018, quando la crescita era stata dello 0,5%. L’Istat lo ribadisce: in Italia l’inflazione resta bassa (+0,2% su base mensile), in linea con l’Eurozona, dove il dato è stabile rispetto a maggio: +1,2% su base annuale.

AUMENTA IL COSTO PER LA CURA DELLA PERSONA
Nel dettaglio, aumentano i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,3% annuo, il dato precedente era 1%), in calo le comunicazioni (da -7,2% a -5,9%). Stabile il carrello della spesa, confermato il +0,3%  per i beni alimentari, la cura della casa e della persona. Discorso a parte meritano i beni energetici non regolamentati come i carburanti. La flessione è netta: da +2,4% a -0,6%. Spiega l’Istat: “Una tendenza legata in larga parte al confronto con giugno 2018. Allora i prezzi dei combustibili erano cresciuti in maniera marcata rispetto a maggio. A giugno 2019, al contrario, sono diminuiti notevolmente rispetto al mese precedente”.

SERIE STORICA
Il tasso di inflazione in Italia, dal 1962 al 2019, ha una media del 5,98%. Massimo assoluto nel novembre 1974: 25,64%. Per il minimo storico occorre andare indietro di quattro anni circa: -0,6% a gennaio 2015.

INFLAZIONE NELL’EUROZONA
Come detto, i dati dei prezzi al consumo sono stati pubblicati anche per quanto riguarda l’Eurozona. E anche in questo caso il dato è stabile rispetto a maggio, con tasso annuale all’1,2%. Come per l’Italia, è il più basso da aprile 2018. Determinante in questo senso il rallentamento del costo dell’energia. Alimentari, alcol e tabacco, energia e servizi misurano l’1,6%. Il tasso annuale dei beni industriali non energetici è atteso allo 0,2%. La media del tasso di inflazione nella zona Euro è del 2% (tra il 1991 e il 2019). Massimo storico luglio 1991: +5%. Per il minimo si torna indietro di dieci anni: -0,6% a luglio 2009.

MOVIMENTI DI MERCATO
I dati sugli indici d’inflazione in italia e in Eurozona, uniti a quelli della Francia, pubblicati stamattina alle 8 (1,2% su base annuale, a maggio +0,9% e +0,2% su base mensile, superiore allo 0% atteso, i dati sono preliminari) hanno contribuito alla leggera risalita da parte dell’euro sul dollaro, in mattinata di nuovo vicino a quota 1,14.

Lascia un commento