ITALIA, IL PMI DEI SERVIZI BATTE ATTESA E DATO PRECEDENTE

Per la società di ricerca Markit, decisivi la maggiore domanda sul mercato interno e nuovi prodotti

Il valore principale dell’indice destagionalizzato a luglio è pari a 51,7, in aumento rispetto al 50,5 di giugno. Gli analisti si attendevano un punteggio pari a 50,6. Gli ultimi dati hanno mostrato una lieve espansione, nonché la più rapida in quattro mesi. Come spiega la società di ricerca Markit: “L’espansione è dovuta alla maggiore domanda e al lancio di nuove linee di servizi”.

Una crescita determinata soprattutto da una più rapida ripresa dei nuovi ordini, che hanno mostrato il tasso d’incremento più rapido in quattro mesi e al di sopra della media storica. L’incremento della domanda da parte dei clienti è sostenuto per lo più dal mercato interno, poiché quello estero ha di nuovo mostrato delle contrazioni, che le aziende hanno attribuito alle difficoltà del settore automobilistico, vedi il calo delle vendite di automobili nuove: un declino minimo, ma il più rapido da marzo.

Allo stesso tempo i fornitori di servizi hanno indicato un livello maggiore di fiducia rispetto agli affari nel corso dei prossimi dodici mesi, probabilmente grazie a maggiori campagne di marketing, lanci di nuovi prodotti e speranze di una ripresa dell’export. Il livello di ottimismo da parte delle aziende è il maggiore da marzo 2018, soprattutto per quanto riguarda l’incremento della produzione nel corso dei prossimi dodici mesi. La maggiore positività si è riflessa anche in un incremento dell’occupazione, avvenuto parallelamente al primo incremento del lavoro inevaso da marzo.


La media storica dell’indice Pmi del settore dei servizi in Italia (www.tradingeconomics.com)

COSI’ I PREZZI
Le pressioni dei prezzi nel frattempo sono aumentate, anche a causa dei maggiori costi salariali, nonostante le aziende abbiano mantenuto i prezzi generalmente invariati rispetto a giugno. I costi sono cresciuti a luglio a un tasso sostenuto, il più rapido in tre mesi, che le aziende hanno attribuito all’incremento dei prezzi del carburante e d’acquisto. Alcune aziende hanno anche detto che l’incremento della forza lavoro ha portato a maggiori costi salariali. Nonostante la ripresa della crescita dei nuovi affari, le aziende hanno registrato prezzi alla vendita pressoché invariati a luglio dopo sette mesi consecutivi di contrazioni.

IL MERCATO DEL LAVORO
Nel frattempo, le previsioni di migliori livelli degli affari per i prossimi dodici mesi hanno sostenuto il sesto mese consecutivo di incremento dei livelli occupazionali. La ripresa dei volumi di manodopera è stata moderata e connessa alle maggiori esigenze di produzione. Coerentemente alla più rapida espansione dei nuovi ordini, i lavori inevasi sono aumentati per la prima volta da marzo, anche se di poco.