LA GIORNATA SUI MERCATI IN 5 PUNTI

La guerra commerciale torna a destare l’attenzione degli investitori per la firma imminente della fase 1. Rischio dazi su nuove merci Ue. Al via la stagione delle trimestrali Usa

Usa-Cina, Usa-Europa, doppio tavolo per i dazi

La settimana è dedicata soprattutto alla firma della fase 1 dell’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, che dovrebbe essere apposta il prossimo 15 gennaio alla Casa Bianca. Già oggi, la delegazione cinese, guidata dal capo negoziatore Liu He, dovrebbe arrivare negli Usa. La firma segnerebbe un passo molto importante per il disgelo della tensione tra i due giganti economici che ha tenuto sul filo del rasoio i mercati nell’ultimo anno e mezzo.

Gli Usa, questa settimana, saranno impegnati in un’altra importante partita, quella con l’Europa. Oggi, infatti, si conclude la procedura di consultazione del Dipartimento del Commercio americano (Ustr) per redigere la nuova nuova lista allargata dei prodotti europei nel mirino dei dazi americani, dopo quella entrata in vigore lo scorso 18 ottobre. Il nuovo capo del commercio dell’unione europea, Phil Hogan, incontrerà da domani l’omologo statunitense Lighthizer, per discutere delle relazioni commerciali tra i due Paesi. Nuovi dazi su merci agricole europee, dopo quelle su formaggi, salumi e agrumi, e l’applicazione di nuove tasse su vino e olio, spingerebbero i nostri prodotti fuori mercato rispetto alla concorrenza dei Paesi terzi, con danni economici enormi per le imprese italiane.

Al via le trimestrali Usa

Prende il via la stagione delle trimestrali statunitensi, con i colossi bancari che fanno da apripista. Martedì, si avranno i conti Citigroup, JPMorgan e Wells Fargo, che si presentano agli investitori con una crescita dei titoli nel corso dell’anno superiore al 40 per cento. Mercoledì sarà la volta di Bank of America e Goldman Sachs e giovedì di Morgan Stanley.

Alitalia, al vaglio il decreto legge

Tornando in Italia, il focus di oggi è su Alitalia. inizia oggi alla Camera la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione del decreto legge (2 dicembre 2019, n. 137), recante misure urgenti per assicurare la continuità del servizio svolto da Alitalia. Con tale decreto si stabilisce il prestito-ponte da 400 milioni e viene modificato il programma della procedura di amministrazione straordinaria per il trasferimento dei complessi aziendali. Dopo la discussione generale si procederà al voto finale, probabilmente entro la fine della prossima settimana. Il decreto, che deve essere convertito in legge entro il 31 gennaio, passerà poi al Senato per l’approvazione definitiva.

Dati macro in focus

Sul fronte dati macro, oggi si guarderà soprattutto alle vendite al dettaglio in Italia, ma i dati più attesi della settimana sono l’inflazione degli Stati Uniti di domani e il Pil della Germania di mercoledì. Sempre negli Usa, rimangono da monitorare le vendite al dettaglio e la fiducia dei consumatori del Michigan, per completare il quadro macroeconomico in miglioramento che abbiamo visto delinearsi nelle ultime settimane. Venerdì si avranno anche il Pil del quarto trimestre in Cina, il report dell’Istat sul commercio estero e sui prezzi all’import novembre, i prezzi al consumo dicembre e il bollettino economico di Bankitalia. Da leggere con attenzione anche i verbali dell’ultima riunione della Banca centrale europea.

Iran, rimane alta la tensione interna

Dopo la de-escalation della tensione tra Usa e Iran, il fine settimana è stato caratterizzato dalle proteste della popolazione iraniana contro il regime per chiedere la verità sull’abbattimento dell’aereo ucraino. La polizia ha sparato sulla folla e ha arrestato l’ambasciatore britannico in Iran, Rob Macaire, sospettato di istigazione a rivolta, che è stato poi rilasciato dopo alcune ore. Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha protestato , definendo l’arresto dell’ambasciatore una flagrante violazione del diritto internazionale. Anche il presidente Usa, Donald Trump, è intervenuto sulla questione con un tweet a favore dei manifestanti. “Ai leader dell’Iran: non uccidete i manifestanti – ha scritto Trump -. Ne avete già uccisi o imprigionati migliaia e il mondo sta guardando. Cosa più importante, gli Usa stanno guardando. Ripristinate internet e lasciate che i reporter girino liberamente! Basta uccidere il vostro grande popolo iraniano!”.