LA GIORNATA SUI MERCATI IN 5 PUNTI

Ultima giornata di una settimana densa per i mercati con i timori legati al Coronavirus. C’è tensione nel Governo dopo l’ok alla prescrizione: è scontro tra Conte e Renzi. Commodities sempre sotto i riflettori: il Gold risale

Coronavirus, effetti e conseguenze

Si chiude la settimana dei mercati, fortemente influenzata dagli effetti e numeri del Coronavirus. Il riconteggio delle vittime nella regione epicentro del contagio ha generato nella giornata di ieri un contraccolpo sulle Borse europee, che hanno chiuso deboli, fatta eccezione per Milano che non arresta la sua risalita. Il nostro Ftse Mib (+0,12%) prosegue la sua marcia verso quota 25.000 punti, un importante livello psicologico che non vede dall’ottobre 2008. Ieri ad aiutare l’indice di riferimento di Piazza Affari, l’ormai consueto record storico di Nexi (+4,53%) che continua a riportare ottime performance da quando, nell’aprile dello scorso anno, il titolo è entrato a far parte delle Blue Chips. Terzo rialzo consecutivo per Telecom (+3,65%). Attenzione quindi a questi titoli e a eventuali notizie sul virus cinese che potrebbero interrompere il sentiment di ottimismo che comunque continua a mantenere ben saldi i mercati finanziari.

Le commodities più osservate

Riflettori puntati sempre sulle commodities. Tra le materie prime continua il recupero dei prezzi del petrolio: il Brent, greggio di riferimento europeo, ha guadagnato lo 0,43% e sale a 56,03 dollari al barile. Il Wti avanza invece dello 0,29% a 51,32 dollari al barile. Rimane comunque sempre l’incertezza: la corsa ai beni rifugio, momentaneamente arrestata, ha fatto risalire il prezzo dell’oro, che cresce dello 0,43% a 1.578 dollari l’oncia.

Italia, Governo in bilico?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge delega sul processo penale che contiene anche il Lodo Conte bis, con le modifiche alla riforma della prescrizione, che prevede lo stop dopo della prescrizione solo dopo la sentenza di primo grado di condanna e una prescrizione lunga per gli assolti. Con l’accelerazione sulla prescrizione aumenta anche la tensione all’interno della maggioranza con i rapporti sempre più tesi tra il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Come già era stato annunciato, Iv non ha partecipato alla riunione del Cdm. “L’assenza di Iv è la loro sconfitta. Renzi dica cosa vuol fare; se sfiducia il ministro Bonafede trarrò le conseguenze“, ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Boom per Btp e Spread ai minimi: ma ora?

Chissà se le vicende di politica interna si ripercuoteranno su Spread e Btp. Fino a questo momento il rally dei titoli di Stato non si è arrestato con gli investitori che continuano a sceglierli. Dopo il boom di domanda alle aste, il Tesoro è tornato a collocare a rendimenti negativi sulla scadenza triennale, e questo non accadeva dal settembre scorso. Lo Spread negli scorsi giorni ha toccato quota 125 punti, il minimo dal 7 maggio 2018. I Titoli di Stato rappresentano dunque in questo momento e ancora una volta un bene rifugio a causa dell’emergenza del Coronavirus che ha favorito tutto il reddito fisso.

Macro in agenda: Pil europeo e tedesco

Spunti di grande rilievo sono attesi dal calendario macroeconomico e dalle trimestrali delle società quotate che continuano a pubblicare i conti 2019. I dati più attesi sono il Pil della Germania e dell’ Eurozona nel quarto trimestre e poi dagli Usa le vendite al dettaglio e le produzione industriale di gennaio. A Piazza Affari, tra le altre, presentano i loro bilanci Recordati, Unipol e Unipolsai.

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