LA STERLINA VOLA. BREXIT, ACCORDO LAST MINUTE?

Cambio Sterlina Dollaro +3% in due giorni. Brexit, al via i “negoziati intensi” tra Ue e Uk

In due sedute, la Sterlina ha azzerato i guadagni portati a casa dall’Euro negli ultimi venti giorni. Ed è volata ai massimi in tre mesi nel cambio con il Dollaro la valuta britannica, sulla possibilità che Unione Europea e Regno Unito trovino un accordo last minute sulla Brexit. “Negoziati intensi” è così che il capo negoziatore Michel Barnier ha definito la fase per la quale i 27 Stati membri hanno dato il loro via libera: l’obiettivo, ovviamente, è chiudere la partita.


Grafico Euro / Sterlina by TradingView

“Constructive Breakfast Talk”

Quelle di ieri e di oggi, è stata la due giorni migliore da metà giugno 2016 per il cambio sterlina dollaro, con un guadagno superiore al 3%. Uno slancio avviato proprio grazie a Barnier e alla sua dichiarazione sull’incontro avuto con Stephen Barclay, la controparte britannica, definendo “costruttiva” la breakfast talk avuta con il collega, pur sminuendo le speranze di raggiungere un accordo nel breve termine. “Presenterò un resoconto ai 27 ambasciatori dell’Ue e del gruppo direttivo della Brexit del parlamento”, ha detto Barnier ai giornalisti. “Ho già detto che la Brexit è come scalare una montagna e abbiamo bisogno di vigilanza, determinazione e pazienza”, ha detto, rifiutando di elaborare le prospettive di un accordo prima del decisivo vertice Ue ‘make-or-break’ del 17/18 ottobre. Sta di fatto che il valore del pound è arrivato è arrivato a 1,2685 dollari, mentre sull’euro ha toccato i massimi da maggio con un rialzo fino all’1,4% (euro/sterlina a 0,873).


Grafico Sterlina / Dollaro by TradingView

Macron: Brexit crisi non europea, ma solo britannica

Tra Francia e Gran Bretagna la tensione però non si allenta. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito ieri che la Brexit “è una cisi interna britannica e non europea” aggiungendo che ciò che è importante ora “è finalizzare i negoziati e vedere se c’è qualcosa che spero possa andare bene ad entrambi”. Londra, in caso di abbandono dell’Ue, dovrà assumersi la responsabilità su modi e costi: “Alla fine è una responsabilità britannica lasciare l’UE con o senza accordo, o addirittura annullare completamente il processo Brexit”, ha concluso Macròn.

L’Irlanda perderebbe 73.000 posti di lavoro con una Brexit no-deal

Intanto, arriva un avvertimento da parte della Central Bank of Ireland: l’Eire potrebbe perdere più di 70.000 posti di lavoro nei prossimi due anni se dovesse affrontare una “disordinata e insensata Brexit”, come viene riportato nel bollettino trimestrale. Due i possibili scenari Brexit previsti dalla Banca Centrale: “In caso di No Deal, i canali chiave attraverso i quali l’economia sarà interessata subiranno shock per il tasso di cambio, il commercio, i consumi e gli investimenti, portando a un marcato deterioramento delle condizioni economiche”, ha affermato la banca, la cui stima sulla riduzione di crescita del Pil irlandese vedrebbe il passaggio dal 4,7% del 2019 allo 0,8% nel 2020, fino all’1,9% del 2021. Se invece Regno Unito e Ue dovessero riuscire a raggiungere un accordo, la BoI prevede una crescita del Pil pari al 5% nel 2019, del 4,3% nel 2020 e del 3,9% nel 2021. Senza accordi, 73.000 posti di lavoro andranno persi entro la fine del 2021, con le previsioni che danno la disoccupazione al 5,8% nel 2020 e al 6,9% nel 2021. La pubblicazione del Bollettino della Banca centrale è avvenuta poco dopo una dichiarazione congiunta del primo ministro britannico, Boris Johnson, e del suo omologo irlandese, Leo Varadkar, in cui si afferma che possono “vedere una via verso un possibile accordo” sulla Brexit. Varadkar ha dichiarato di essere “assolutamente convinto” che sia l’Irlanda sia il Regno Unito vogliono trovare un accordo, aggiungendo che era ancora possibile finalizzarne uno entro il 31 ottobre.

 

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