MANOVRA, SPUNTA L’EMENDAMENTO “AMMAZZA TRADING”

La proposta è di Fratelli d’Italia: aliquota allo 0,4% da applicare a tutte le transazioni nei contratti per differenza

 

In rete si parla di un “colpo durissimo al forex e al trading in generale”. Un emendamento alla Legge di Bilancio fatto passare da Fratelli d’Italia, partito guidato da Giorgia Meloni, potrebbe portare la tassazione sui Cfd allo 0,4%. Nonostante il parere negativo espresso dal governo, il Parlamento ha dato il via libera alla proposta, firmata dai tre senatori Nicola Calandrini, Andrea De Bortoli e Giacomo La Pietra.

L’aliquota applicata a “tutte le transazioni”

In sostanza è prevista una revisione della cosiddetta Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni per strumenti finanziari derivati, swap, future e contratti a termine. L’aliquota dello 0,4% andrebbe applicata a a tutte le transazioni “indifferentemente dalla natura dell’attività sottostante che determina la variazione di valore nei contratti per differenza”. Tutto dipenderà dalle prossime mosse del governo. L’emendamento infatti diventa legge solo dopo aver ricevuto il via libera da entrambe le aule. E se l’esecutivo, per blindare la manovra, dovesse presentare un maxi emendamento in Aula, allora non è escluso che questa nuova Tobin Tax possa venire esclusa.

“Indifferentemente dalla natura dell’attività”

Questo uno dei passaggi dell’emendamento: “Per le transazioni concluse su reti telematiche e/o di telecomunicazioni aventi per oggetto Contratti per differenza (CFD), dotati di leva finanziaria nei limiti autorizzati dall’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei Mercati (ESMA), l’imposta fissa prevista dall’articolo 492 della legge n. 228 del 24 dicembre 2012, viene calcolata sulla base di un’aliquota pari allo 0,4 per cento. L’imposta, cosi modificata, si applica a tutte le transazioni sopra richiamate, indifferentemente dalla natura dell’attività sottostante che determina la variazione di valore nei Contratti per differenza”.

Via libera al 40% della quota rosa nei Cda delle società quotate

Tra gli altri emendamenti approvati, la proroga anche per il 2020 il credito d’imposta al 30% per le spese sostenute dalle PMI per la partecipazione alle fiere internazionali, con la conferma a 60.000 euro il tetto di spesa su cui applicare il credito d’imposta. Via libera anche all’emendamento che proroga e innalza – dal 30 al 40 per cento – la “quota rosa” nei Cda delle società quotate.