LEONTEQ: DUE NUOVI CERTIFICATI SU JUVENTUS

Entrambi i prodotti, presentati dall’emittente svizzero Leonteq, sono autocallable

A fine 2018 il titolo Juventus ha fatto il suo ingresso nel Ftse Mib, il paniere centrale di Piazza Affari. Dalla scorsa settimana è presente anche in due certificati di investimento presentati dall’emittente svizzero Leonteq. Si tratta di due certificati autocallable, con barriera capitale e cedolare molto ampia e cedole condizionate con frequenza mensile.

Il primo certificato (ISIN CH0492547135) ha come unico sottostante il titolo Juventus, con un livello di fixing iniziale pari a 1,437 ed una barriera capitale e cedolare al 65% del livello di fixing iniziale. La cedola condizionata è pari allo 0,55% mensile, per un massimo annuale del 6,60%, che viene distribuito all’investitore, a patto che il prezzo del titolo della società calcistica torinese non crolli almeno a 0,934, livelli che non si vedono da prima dell’arrivo di Cristiano Ronaldo sotto la Mole. Per mettere a rischio il pagamento della cedola e il rimborso del capitale, l’azione dovrebbe quindi rompere al ribasso il muro del miliardo di capitalizzazione, a fronte dei valori attuali in area 1,30/1,35 miliardi.

Un certificato, tre società

Estremamente interessante anche il secondo certificates di Leonteq (con ISIN CH0492547077). Si tratta di un prodotto che include altre due società da sempre collegate alla Juventus: Exor e Fca. In questo caso la barriera capitale e cedolare si amplia ulteriormente, salendo al 45% (ovvero pari al 55% del fixing iniziale). L’investitore riceve una cedola condizionata dello 0,85% mensile (10,30% annuale) se nessuno dei tre sottostanti perde più del 45% rispetto ai prezzi di fixing, pari a 1,437 per Juventus, 12,564 per Fca e 63,66 per Exor.
Entrambi i certificati di investimento sono richiamabili, avendo l’opzione autocallable dalla finestra di osservazione di gennaio per il CH0492547135 e da quella di marzo per CH0492547077. Va poi ricordato come le barriere capitali siano di tipo europeo, ovvero con osservazione solo a scadenza. Quindi, anche nell’ipotetico caso di una discesa dei sottostanti al di sotto della barriera, il certificato proseguirebbe la sua esistenza ed un eventuale ritorno al di sopra di tali valori a scadenza determinerebbe il rimborso dell’intero valore nominale al possessore, oltre al pagamento di tutte le cedole (anche quelle eventualmente non incassate in precedenza) grazie all’effetto memoria. Lo scenario “positivo” determina pertanto il pagamento di una cedola mensile pari allo 0,55% nel caso del certificato avente come unico sottostante Juventus e dello 0,85% in quello con Juventus, Fca ed Exor.

Qual è il margine di rischio per l’investitore?

Il possessore del certificato potrebbe registrare una perdita in conto capitale se un sottostante (il peggiore) dovesse trovarsi al di sotto del valore barriera capitale alla scadenza del certificato, ricevendo in questo caso un rimborso pari al valore nominale decurtato della performance negativa fatta registrare dal peggior sottostante. Esemplificando il tutto, per CH0492547135, l’investitore otterrebbe un profitto sia nel caso di un rialzo dell’azione Juventus che nell’ipotesi di una discesa, a patto che la performance negativa non sia eguale o superiore al 35%. Se l’azione dovesse invece perdere il 46%, il possessore del certificato riceverebbe a scadenza il 54% del valore nominale (mentre riceverebbe il valore nominale anche se il peggior sottostante facesse registrare una performance negativa del 28%, per ipotesi).

Per il CH0492547077, l’investitore riceverebbe il valore nominale più le eventuali cedole se i tre sottostanti si muovessero al rialzo o al ribasso, senza però eguagliare o superare la soglia del 45%. Viceversa, se a scadenza, il peggior sottostante registrasse una performance negativa del 49%, l’investitore riceverebbe il 51% del valore nominale, ovvero il valore nominale ridotto dell’1% per ogni punto percentuale di performance negativa del sottostante peggiore.

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