WALL STREET SOSTIENE L’EUROPA: CHIUSURA POSITIVA

Il nuovo record storico dell’S&p500 e in generale la buona performance di Wall Street consolida le borse del vecchio continente, che chiudono positive dopo un avvio ben sostenuto dalla tregua tra Usa e Cina annunciata al G20 di Osaka.

Euro / Dollaro in calo, complici i dati macroeconomici deludenti dell’Eurozona che riportano il rapporto appena sotto l’1,13.
Prevedibili vendite diffuse sull’oro, scivolato già nella notte sotto quota 1.400 dollari l’oncia. In rialzo il petrolio Wti che beneficia dei segnali di distensione internazionale e aspetta il taglio alla produzione dell’Opec riunito a Vienna.

Scende ai minimi lo spread, ritocca il suo record negativo anche il Bund decennale tedesco mentre il rendimento del Btp rimane sotto il 2%.

EQUITY

Dax: 12.521 punti (+0,99%)
Apertura vicina ai 2 punti percentuali, con tanto di massimo da agosto 2018 a quota 12.581 punti. Poi Francoforte si assesta vicino all’1%, non aiutano in questo senso i dati macro che riguardano lavoro e manifatturiero. Il tasso di disoccupazione resta stabile al 5% ma la variazione dei senza lavoro delude: a giugno sono mille unità in meno, gli analisti ne avevano previsti 3000 a fronte di 60 mila nel mese di maggio. E anche l‘indice dei direttori degli acquisti nel manifatturiero è negativo: il dato si attesta a quota 45, inferiore ai 45,4 attesi e al precedente 45,4. Si tratta dell’ottava rilevazione consecutiva sotto la quota minima di 50.

Ftse Mib a 21.254(+0,09%)
Avvio promettente, per una chiusura positiva ma pressoché piatta a +0,07%, lontana dai massimi di giornata.  Anche in questo caso indice dei direttori degli acquisti del manifatturiero deludenti a 48,4, il peggiore degli ultimi tre mesi, ed ecco spiegata la nota di Confindustria: “La nostra economia resta debole” a fronte dei dati incoraggianti sulla disoccupazione, il cui 9,9% come tasso destagionalizzato registrato a maggio è il più basso dal 2012.

Cac 40 a 5.567 (+0,52%).
Nuovo record da aprile 2018 per Parigi, a 5.611 punti. L’indice francese riesce così a superare la resistenza di 5.601 nel periodo di lateralità registrata dal 17 aprile al 3 maggio scorso, in area massimi dell’anno. Inferiori alle attese i Pmi del manifatturiero, che misura il livello di attività dei gestori delle vendite nel settore manifatturiero. Un indice che però resta positivo e al di sopra dei 50, per la precisione 51,9, leggermente inferiore dei 52 stimati dagli analisti, stesso punteggio per il dato di aprile. Resta comunque la seconda miglior rilevazione del 2019.

Ibex a 9.264 (+0,72%)
E’ di Madrid il primo indicatore macroeconomico pubblicato in settimana, ma è anche il peggiore: l’indice dei direttori agli acquisti del settore manifatturiero delude le attese di due punti: 47,9 a fronte di una stima di 49.9. A maggio il dato era di 50,1, che dunque scende sotto la soglia dei 50 punti. Non era mai sceso così in basso dal 2013.  Ciò nonostante l’indice spagnolo riesce a mantenersi allineato a Francoforte, toccando i 9.314 punti, massimo dall’11 giugno scorso.

VALUTE
Grande volatilità per l‘Euro / Dollaro: nella notte lieve rafforzamento del biglietto verde, l’avvio europeo mantiene stabilità fino alla diffusione di tutti i dati sul manifatturiero e la disoccupazione europea. Da lì la moneta unica perde definitivamente terreno, chiudendo ai minimi dal 21 giugno. Stabile la Sterlina a quota 0,89, aumenta i ribassi anche il Franco Svizzero nel corso delle contrattazioni in Europa, come del resto tutti i beni rifugio nel momento in cui le buone notizie per l’economia globale riescono a sostenere i mercati internazionali (nella fattispecie, la tregua tra Usa e Cina).

Euro / Dollaro 1,1293 (-0,64%). Euro / Sterlina 0,8937 (-0,15%). Euro / Franco Svizzero 1,115 (+0,46%).

COMMODITY

Torna a crescere il prezzo del petrolio, che finalmente supera i 60 dollari al barile, non succedeva dal 22 maggio scorso. A inizio mattinata è a 60,11 $, con un rialzo superiore al 3%, poi ritraccia sotto quota 60 e accelera al ribasso fino ai 58 dollari al barile. Alta volatilità ma si guarda con ottimismo al meeting dell’Opec Plus di Vienna in programma oggi e domani, con l’accordo di base gà raggiunto tra Russia e Arabia Saudita per il taglio alla produzione fino al 2020 per 1,2 milioni di barili al giorno.

Abbandona i 1.400 dollari l’oncia l’oro, l’allentamento delle tensioni internazionali ribassa il prezzo dell’1,51% per riposizionarsi a quota 1.387. I segnali di ripresa del prezzo del rame durano poco: il metallo rosso tocca i 2,75 $ dopo oltre un mese e mezzo ma poi scivola sotto  i 2,7, a 2,68 dollari per libbra.

TASSI D’INTERESSE
Sesta seduta consecutiva al ribasso del rendimento del Btp, ora all’1,9% (il 25 giugno era a 2,3%). Si tratta del minimo da maggio 2018. Si guarda al CdM in programma stasera, che stabilirà l’assestamento di bilancio, la chiave per evitare la procedura d’infrazione su cui l’Ecofin ha rinviato a data da definire le prime valutazioni, previste già per domani. Il riallentarsi della tensione tra Usa e Cina e le politiche della Banca Centrale spinge il Bund decennale tedesco verso un nuovo record negativo assoluto: -0,362% per poi riassestarsi a -0,350.

 

 

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