L’EUROPA SCOMMETTE SUL “NUOVO” TRUMP

Sedici miliardi di aiuti a favore degli agricoltori americani colpiti dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. E a sorpresa: “E’ possibile che Huawei possa persino essere inclusa in un accordo commerciale”. Donald Trump spiazza i mercati, stavolta in positivo. E infatti l’Europa tenta il rimbalzo in quella che è l’ultima seduta di una settimana difficile, culminata dal giovedì nero registrato ieri, complici i dati macro negativi di Europa e Usa e l’incertezza legata alla Brexit. 

Milano, che ha lasciato sul terreno i 2,7% nelle ultime due sedute, avvia gli scambi in rialzo di oltre mezzo punto percentuale. Francoforte aggiunge lo 0,7%, Parigi lo 0,6% e Londra segna un progresso dello 0,45%

Sul mercato valutario, euro/dollaro a 1,1191. In ripresa la sterlina, che accoglie positivamente le imminenti dimissioni di Theresa May.

Rimbalza anche il petrolio dopo due sedute consecutive di calo (-6% per il Wti) innescato dai dati sulle scorte Usa, aumentate di 4,7 milioni di barili nell’ultima settimana, anche se il prezzo del greggio resta sotto quota 60.

Spread in ribasso: il differenziale btp/bund è sceso sotto la soglia dei 270 punti base, nonostante le tensioni nel governo siano ancora molto forti, dopo lo scontro sulla questione dell’abuso di ufficio tra Salvini e Di Maio. 

EQUITY

Dax a 12.039 punti (+0,73%)
Nessun dato macro di rilievo oggi per Francoforte dopo l’Ifo e il manifatturiero che ieri hanno deluso le attese. Il Pil rimane però solido, e l’indice tedesco non solo trova il rimbalzo, ma la seduta potrebbe generare un impulso rialzista che potrebbe spezzare la lateralità compresa tra 12.300 e 12.060 punti.

Ftse Mib a 20.406 (+1,34%)
Piazza Affari è la migliore sin dall’apertura ed è anche l’indice che cresce di più nel corso della mattinata. Il paniere delle 40 big della Borsa milanese è guidato da Cnh Industrial (+2,7%) grazie all’annuncio del riavvio del piano di buyback per massimi 700 milioni di dollari e al piano dell’amministrazione Usa per sostenere l’agricoltura penalizzata dal braccio di ferro con Pechino. Gli scenari sul fronte Usa-Cina fanno bene anche a Stm (+1,7%), mentre tra i bancari corrono Unicredit e Ubi (+1%). Rialzo inferiore all’indice per Generali (+0,5%) che ha migliorato il target al 2020 sull’indebitamento e annunciato la vendita di un portafoglio di polizze Vita della sua filiale inglese. Telecom Italia sale dello 0,5% nonostante il rischio di maxisanzione da parte dell’Antitrust – anticipato da Radiocor – per attivita’ di ostacolo a Open Fiber.

Cac40 a 5.327 punti (+0,87%)
Economia francese in ripresa stando ai dati macro pubblicati oggi: il Pmi manifatturiero supera le attese a quota 50,6 punti ed è superiore dello 0,6 rispetto alla rilevazione precedente. Positivo anche l’indice dei direttori agli acquisti del settore terziario: 51,7, superiore di un punto rispetto alle stime degli analisti.  In questo contesto l’indice di Parigi recupera terreno dopo i ribassi di ieri e, come il Dax, può generare un impulso rialzista in grado di spezzare il trend negativo di breve periodo.

Ibex a 9.189 punti (+0,86%).
Aste per Bonos a 3 e 5 anni e obbligazioni a 10 anni questa mattina per Madrid, in una settimana fiacca sia a livello di contrattazioni sia di dati macro. L’andamento dell’Ibex è analogo a quello del Cac40.

VALUTE
Sul mercato valutario, euro/dollaro a 1,1191 (1,1181). Ieri sono stati toccati i minimi degli ultimi due anni (1,1070) per la moneta unica, in sofferenza per la guerra commerciale tra Usa e Cina, ma anche (e soprattutto) per le elezioni europee dove il rischio che i partiti sovranisti prendano il sopravvento resta forte nonostante gli exit poll olandesi diano l’ultradestra (e favore del Nexit, l’uscita dall’Europa dei Paesi Bassi) di Geert Wilders  in svantaggio. In ripresa la sterlina, dopo 14 sedute in perdita nei confronti dell’Euro, sostenuta dalle imminenti dimissioni di Theresa May.

Euro Dollaro a 1.1182 (+0.01%), Euro Franco a 1.121 (−0,02%), Euro Sterlina a 0.8830 (-0.03%).

COMMODITY
Rimbalza anche il prezzo del petrolio, +0,81% dopo tre sedute negative e il tonfo di ieri, causato dall’aumento a sorpresa delle scorte di greggio. Prezzo che rimane sotto quota 60 ma sicuramente in ripresa, complici i segnali di distensione lanciati da Donald Trump rivolgendosi alla Cina.

Oro in lieve ribasso dopo i guadagni di ieri, in concomitanza del profondo rosso registrato ieri dalle borse internazionali. Il bene rifugio per eccellenza tratta a 1.281 dollari l’oncia, in ribasso dello 0,13%.

In ripresa anche il rame: 2.683 (+0,28%) dopo aver raggiunto i minimi dal 25 gennaio scorso a 2,644 dollari l’oncia. Il rialzo di oggi sta generando un piccolo impulso rialzista.

TASSI D’INTERESSE
Lo spread accelera al ribasso, confidando nella tregua elettorale in vista delle Europee dopo le botte da orbi tra Salvini e Di Maio sulla proposta leghista di abolire l’abuso di ufficio (da cui ha preso le distanze l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni). ll differenziale resta sotto quota 270 a 268 punti base. Anche il rendimento decennale del Btp è in discesa, 2,56%. Bund tedesco a -0,120%.