L’OTTIMISMO DELL’AZIONARIO NON CONTAGIA GLI ALTRI MERCATI

Il toro del mercato azionario va in contrasto con l’andamento del petrolio, i metalli industriali e i rendimenti delle obblgiazioni Usa. A cura di Nadège Dufossé, CFA, Head of Asset Allocation di CANDRIAM

 

L’andamento del mercato azionario sembra essere decisamente in fase toro. Dall’inizio dell’anno, nulla sembra essere stato in grado di far deviare significativamente gli indici dalla loro tendenza al rialzo. L’azionario riflette chiaramente un maggiore ottimismo rispetto alle materie prime o ai tassi d’interesse. L’S&P 500 a Wall Street ha guadagnato più del 4% su base annua, raggiungendo il massimo storico martedì 11 febbraio. Francoforte e Milano sono in costante aggiornamento dei loro massimi con Piazza Affari che ha superato quota 25mila punti, anche Madrid ha avuto una recente impennata, con l’Ibex ormai sulla soglia dei 10mila. E questo accade nel momento, forse, massimo di allerta per il coronavirus, che fino a oggi ha causato 1.300 vittime. D’altra parte le dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in merito allo scoppio del nuovo Covid19 aveva instillato nei mercati a fine gennaio un senso di paura: ma ormai sembra quasi dimenticato. La stessa cosa che è accaduta dopo le tensioni tra Stati Uniti e Iran, che aveva portato l’azionario ai livelli bassi nel mese di dicembre. 

 

Le eccezioni: Wti, treasury Usa e metalli industriali

Non tutti i mercati finanziari stanno inviando però gli stessi segnali. Il prezzo del petrolio è sceso del 25% dall’inizio di gennaio, arrivando a perdere fino a 15 dollari al barile nel giro di poche settimane Anche i prezzi dei metalli industriali sono scesi del 10%, primo fra tutti il rame, di cui la Cina è il maggior consumatore in assoluto, mentre i rendimenti delle obbligazioni statunitensi sono tornati quasi ai livelli registrati durante l’estate, quando gli investitori temevano una recessione nel 2020. Anche gli investitori stanno scegliendo in modo selettivo, con i titoli growth e quality che superano i ciclici e i titoli value.


Grafico Petrolio Wti by TradingView

 

Il 50% del Pil cinese “in quarantena”

Il primo trimestre 2020 sarà fortemente influenzato dalle misure eccezionali messe in campo dalle autorità cinesi. Le regioni che rappresentano quasi il 50% del PIL cinese sono state oggetto delle misure di quarantena o delle limitazioni alla libera circolazione delle persone, mentre le chiusure di aziende e fabbriche sono state prolungate oltre il consueto periodo di vacanza per il Capodanno cinese. Alcuni settori sono stati particolarmente colpiti, con la Cina che rappresenta quasi il 30% della produzione manifatturiera mondiale, oltre il 20% dei consumi energetici, e poco più del 10% del consumo globale. In questo modo anche i partner commerciali più stretti saranno temporaneamente influenzati in modo importante.

 

Su cosa si basa l’ottimismo degli investitori azionari?

Per semplificare, potremmo dire che il mercato azionario stanno prezzando l’idea che l’impatto negativo, anche se pesante, sarà solo temporaneo e sarà ampiamente compensato nel corso della seconda metà dell’anno. Ciò è possibile se il picco dell’epidemia si manifesterà nelle prossime settimane e il tasso di mortalità non aumenterà, e fintanto che il contagio al di fuori della Cina rimarrà molto limitato. In queste condizioni, le attività si riprenderanno progressivamente nel secondo e terzo trimestre e compenseranno la flessione registrata all’inizio dell’anno. Gli investitori ritengono che un calo nel primo trimestre sia ormai già un dato certo e si stanno concentrando sul resto dell’anno.