MOODY’S: IL CONTE BIS GARANTIRA’ STABILITA’ POLITICA

“Italia senza un’agenda di politica economica coerente”. Fitch taglia il Pil di Usa, Cina ed Eurozona

Il governo di coalizione di centrosinistra dovrebbe far prevedere un periodo di stabilità politica in Italia. Ma il debito pubblico non arretrerà e anche la crescita proseguirà a rilento, almeno fino a che il paese non adotterà un’agenda di politica economica coerente. Moody’s ha rinviato al prossimo ottobre la valutazione dell’Italia, confermando di fatto il livello Baa3 con outlook stabile. E queste sono le principali motivazioni contenute nella sua “credit opinion”, la nota di aggiornamento che è stata diffusa oggi.

CRESCITA DEL PIL 2019 DA 0,4% A 0,2%
“Abbiamo ridotto le nostre previsioni di crescita per l’intero anno allo 0,2%, dallo 0,4% stimato precedentemente: così l’agenzia americana in merito al Pil del 2019, in cui dichiara di prevedere una “performance di crescita leggermente più forte nella seconda metà dell’anno, con tassi di crescita trimestrali dello 0,1-0,2% grazie principalmente ai continui sviluppi positivi sul mercato del lavoro e sulle esportazioni”.

BENE LA STABILITA’ POLITICA, MA NON BASTA
Sul Conte Bis, Moody’s spiega che la stabilità politica in Italia va considerato un aspetto positivo “nei confronti di uno scenario di debole crescita dell’economia domestica e incerte prospettive di crescita globale”.

FITCH, CRESCITA AL RIBASSO PER CINA E USA
Non solo Moody’s. L’agenzia Fitch ha pubblicato un aggiornamento al global economic outlook abbassando le proiezioni per Eurozona, Stati Uniti e Cina nei prossimi 18 mesi. A pesare sulla scenario di crescita dell’economia globale, la guerra commerciale Usa-Cina e il rischio sempre piu’ significativo di una Brexit no-deal. Il tasso di crescita della zona euro è visto ora all’1,1% sia per il 2019 che per il 2020, mentre a giugno le stime erano di un +1,2% quest’anno e di un +1,3% il prossimo. Per quanto riguarda la Cina, il Prodotto Interno Lordo dovrebbe espandersi al 6,1% nel 2019 (da 6,2%) e al 5,7% nel 2020 (da 6%), complici le nuove tariffe americane che subentreranno a partire da dicembre. Giù anche gli Stati Uniti: +2,3% nel 2019 (da 2,4%) e +1,7% nel 2020 (da 1,8%).

EUROZONA, A RISCHIO 0,4 PUNTI DI PIL IN CASO DI BREXIT
Fitch punta il dito soprattutto contro la Brexit No Deal, il cui rischio, secondo gli esperti, sarebbe ulteriormente aumentato nel corso dell’estate. In uno scenario no-deal, l’economia britannica potrebbe crollare dell’1,4% secondo Fitch il prossimo anno, mentre la crescita dell’Eurozona potrebbe essere ridotta di 0,4 punti percentuali allo 0,7%.

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