“TURCHIA FUORI DALLA CRISI VALUTARIA IN SEI MESI”

La crisi valutaria Turca continua a ripercuotersi sul Pil del paese ma Nikolay Markov, Senior Economist di Pictet Asset Management ha osservato che ‘’Guardando ai 18 precedenti episodi di crisi valutarie (la più recente in Egitto nel 2003) nei mercati emergenti, si nota che di solito ci sono voluti in media da quattro a sei trimestri affinché il PIL tornasse al livello precedente all’esordio di qualsiasi crisi valutaria. Al contempo, in termini di mercati azionari il nostro backtest indica che in media hanno toccato il livello minimo per quattro trimestri prima di entrare in una fase di forte ripresa.’’

Da ciò emerge come la Turchia probabilmente dovrà resistere ancora 2 trimestri prima di avere una ripresa, sempre che una crisi politica o la mancanza di riforme strutturali non facciano dilatare i tempi.

La Turchia ha il secondo maggior tasso di inflazione dei mercati in via di sviluppo dopo l’Argentina anche se, come sostiene il Senior Economist di Pictet Asset Management ‘’ i nostri indicatori suggeriscono che l’inflazione turca potrebbe aver raggiunto il picco per il momento’’. L’incertezza politica e la precarietà dell’economia attuale del Paese invece concorrono ad aumentare il rischio di crisi della bilancia commerciale.  le partite correnti turche di recente sono tornate in deficit e un ulteriore deprezzamento della lira turca rischia di accentuare la portata della recessione economica.

A tal proposito preoccupa l’aumento esponenziale dell’uso del biglietto verde nei prestiti dell’economia il quale però è accompagnato da un aumento dei depositi in dollari quindi, come sostiene Nikolay Markov, Senior Economist di Pictet Asset Management ‘’il rischio di un disallineamento del mercato valutario rimane sotto controllo ’’.

Nel momento in cui si scrive il rapporto tra il dollaro americano e la lira turca batte a quota 5.9695 dopo aver raggiunto un massimo di 7.15135 nel mese di agosto 2018, inizio della crisi valutaria del paese mediorientale.