OBBLIGAZIONI: IL TREND DEGLI ABSOLUTE RETURN FIXED INCOME

Come sopravvivere ai rendimenti negativi? Pictet AM propone un focus sulle obbligazioni absolute return fixed income

Gli investitori, sempre più a caccia di opportunità, in un mercato narcotizzato dalle politiche ultra accomodanti delle banche centrali, potrebbero prendere in considerazione la possibilità di investire in obbligazioni absolute return fixed income. Il Gruppo Pictet sottolinea i “Punti di forza della strategia Absolute Return Fixed Income (ARFI)”, in uno studio a cura di Thomas Hansen, senior Investment manager,  e Patricia Schuetz, senior Client portfolio manager di Pictet Asset Management.

Grazie a un robusto programma di quantitative easing – viene sottolineato nel report -, il volume dei titoli a reddito fisso scambiati a rendimenti negativi dal 2016 non è mai sceso al di sotto di 6.000 miliardi di dollari (il dato è recentemente balzato a 17.000 miliardi di dollari). Alla storia è passata ormai anche la nozione che i mercati delle obbligazioni di Stato sono oasi di pace. In una giornata memorabile di maggio 2018, il rendimento del titolo di Stato italiano a due anni è salito di oltre 150 punti base, la vendita massiccia più rapida in un sol giorno in più di 25 anni. Nell’ottobre del 2015 si è verificato anche il “flash crash” statunitense, che ha visto i rendimenti dei Treasury a 10 anni oscillare di 160 punti base nel giro di soli 12 minuti. Come avverte la Fed statunitense, questi episodi saranno più frequenti in futuro, con l’aumento degli investimenti passivi e del trading algoritmico.

Si spiega, così, il senso di disorientamento degli investitori obbligazionari che negli ultimi decenni hanno dovuto abbandonare le loro certezze e, addirittura, accettare che le obbligazioni con rendimenti negativi non sono un’assurdità. Inoltre, hanno la difficoltà di rivedere la definizione di un portafoglio obbligazionario diversificato. Le diverse classi di attivi del reddito fisso – sottolinea Pictet AM – che compongono il mercato obbligazionario si sono sono mosse in modo molto simile negli ultimi anni. La correlazione dei rendimenti dei Treasury USA, del debito societario e delle obbligazioni dei mercati emergenti è stata più alta negli ultimi tre anni rispetto agli ultimi dieci. Gli investitori possono ovviamente accettare questo nuovo stato delle cose, rassegnandosi semplicemente a detenere un portafoglio più volatile.

 

Allora quale sarebbe l’alternativa?

Secondo lo studio citato, l’alternativa è rappresentata dalle strategie obbligazionarie absolute return (ARFI) che sono progettate per offrire rendimenti indipendenti dal mercato obbligazionario. Sono, infatti, svincolate dagli indici di riferimento obbligazionari e libere di utilizzare tecniche di gestione del rischio avanzate, perciò possono fungere da protezione e completamento per un portafoglio obbligazionario tradizionale.

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Ma quali sono gli elementi essenziali dell’investimento nell’absolute return fixed income?

1. Guardare oltre gli indici di riferimento

Gli investitori in obbligazioni spesso combinano strategie passive a strategie attive long-only al fine di costruire portafogli diversificati.

Un tratto distintivo delle strategie ARFI sta nel fatto che non fanno eccessivamente affidamento su un’unica fonte di rendimento. Raccolgono rendimenti dalle variazioni dei tassi d’interesse (duration), dal merito creditizio degli emittenti (premi creditizi) e dalle valute. Gli investimenti sono generati dalla gamma più ampia possibile di titoli negoziabili. Le obbligazioni e le valute dei mercati emergenti, le obbligazioni investment e non-investment grade, e altri strumenti di credito come i credit default swap rientrano nel mix d’investimento.

Nel diversificare in questo modo le fonti di rischio e rendimento, le strategie ARFI sono più in grado di generare utili lungo tutte le fasi del ciclo economico e finanziario, il che significa che il loro inserimento all’interno della componente a reddito fisso del portafoglio può potenzialmente migliorare i rendimenti rettificati per la volatilità.

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2. Guardare oltre il ciclo economico

Molti investitori obbligazionari investono molto tempo ed energie nel tentativo di prevedere le future condizioni economiche. Tuttavia, tali previsioni difficilmente sono precise: basti dire che nel 2008 nessuno dei principali economisti riuscì a predire la recessione, un anno dopo, 49 delle principali economie mondiali erano a pezzi.

Oltretutto, ogni ciclo economico è invariabilmente diverso da quello precedente. Mutamenti radicali nel panorama politico, come la Brexit e l’ascesa del populismo in Europa e negli Stati Uniti, possono stravolgere i modelli economici. E poi c’è la questione spinosa del distinguere la causa dall’effetto in ogni analisi statistica.

Una strategia alternativa, secondo Pictet AM, consiste nel guardare oltre il ciclo economico e concentrarsi sui cambiamenti strutturali a lungo termine nell’economia e nei mercati.

3. Controllare il rischio in ogni fase del processo di investimento

I mutamenti del panorama economico e politico, e i loro effetti sul mercato obbligazionario, rendono l’investimento obbligazionario più rischioso. Per questo motivo, il team ARFI di Pictet AM punta, da un lato, ad evitare la sovraesposizione del portafoglio a qualsiasi tema d’investimento, idea o fonte di rendimento; dall’altro a garantire che le strategie di investimento siano espresse in modo tale da offrire il miglior compromesso possibile tra rischio e rendimento. La costruzione di un portafoglio basata su di uno scenario è fondamentale per raggiungere questi obiettivi.

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