OIL, GOLDMAN SACHS: RALLY DI BREVE. VALLOTTO: SUPPORTO A 60$

L’impennata del petrolio potrebbe avere vita breve. A meno che non venga intaccata la produzione di greggio, secondo Goldman Sachs. Vallotto: occhio ai dati EIA

 

Il rally del petrolio sarà di breve durata, a meno che l’offerta non venga interrotta. Parola di Goldman Sachs Group. La banca d’affari, in una nota diffusa oggi, non sembra credere a un ulteriore allungo del prezzo del greggio, in relazione all’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente. Unica eccezione si avrebbe nel caso in cui venisse intaccata la produzione di petrolio. “Non è scontato che qualsiasi potenziale ritorsione da parte dell’Iran avrebbe come bersaglio le attività produttrici di petrolio”, hanno detto gli analisti di Goldman, tra i quali anche Jeff Currie. “Il recente incidente presso l’ambasciata degli Stati Uniti in Iraq si è verificato mentre non vi erano interruzioni nei vicini giacimenti petroliferi”, hanno continuato, sostenendo che c’era già un’impostazione rialzista per l’oro nero, che aveva spinto i prezzi sopra il fair value di 63 dollari al barile nel mese di dicembre, grazie a un “eccesso di entusiasmo per l’aumento della propensione risk-on”.

A conferma della tesi secondo la quale il rally di questi giorni potrebbe presto esaurirsi, Goldman Sachs ha aggiunto che “gli scioperi dello scorso settembre nei principali stabilimenti di produzione di petrolio in Arabia Saudita hanno dimostrato che il mercato ha una significativa flessibilità di approvvigionamento”. Anche in caso di attacco alle attività petrolifere, dunque, ci sarebbe un “moderato rialzo” rispetto ai livelli attuali.

Abbiamo chiesto a Carlo Vallotto, analista tecnico-finanziario e fondatore di Metalli Preziosi di commentare i recenti rialzi del petrolio.

“I prezzi del petrolio volano dopo l’aggressione USA nei confronti dell’Iraq – ha commentato Vallotto -. La tensione ha spinto le società petrolifere ad evacuare il personale a scopo di sicurezza. Questa situazione potrebbe creare un temporaneo shock alle forniture petrolifere, già messe sotto pressione dai dati EIA della scorsa settimana. È stato, infatti, evidenziato un drastico calo delle scorte di petrolio, a seguito di un’impennata dell’export Usa di greggio statunitense a oltre 4 milioni di barili al giorno, per la prima volta nella storia”.

Quale sono i livelli da monitorare?

“Ora il livello di 60 dollari per il wti rimane il supporto principale”.

La produzione Usa riesce a calmierare i prezzi? L’impennata c’è stata ma in passato il prezzo sarebbe cresciuto molto di più.

“Esatto. La produzione Usa determina un surplus di offerta che spinge al ribasso i prezzi. Ora, però, le società di estrazione Usa sembrano in difficoltà nel mantenere tale ritmo di estrazioni. La super produzione Usa in parte sta anche vanificando lo sforzo dell’Opec di tagliare la produzione”.

wti

Grafico WTI by TradingView