PETROLIO E CORONAVIRUS: BORSE EUROPEE, E’ UN LUNEDI’ NERO

Piazza Affari la peggiore tra le borse europee: -10%. Petrolio ai minimi dal 1991. Crolla anche la fiducia degli investitori europei per marzo: -17. Il rendimento del bund tedesco sempre più vicino a -0,9%

 

Borse europee, kaboom. I mercati azionari di tutto il mondo assistono a uno dei crolli più drammatici di sempre. Al coronavirus si aggiunge la rottura tra Arabia Saudita e Russia, due delle più grandi nazioni produttrici di petrolio al mondo. E così, per gli investitori, già in piena modalità risk off a causa della diffusione del Covid-19, è subentrato un ulteriore fattore da panic selling. Doveva essere un vertice in grado di restituire equilibrio al prezzo del petrolio, quello di Vienna che si è tenuto venerdì’, con un ulteriore taglio alla produzione con tanto di proroga dell’accordo fino a fine anno (scade questo mese). E invece L’Opec Plus, guidato da Mosca, si è messa di traverso. Risultato: un nulla di fatto sui tagli della produzione del greggio. Con tanto di prezzo del Wti piombato ai minimi dal 1991 a 30 $ al barile.

Non è tutto. Le borse asiatiche hanno chiuso in forte rosso anche a causa dei risultati macroeconomici: il -6,3% stimato circa tre settimane fa per quanto riguarda il Pil giapponese è stato rivisto al ribasso: -7,1% nell’ultimo trimestre su base annua, mentre dalla Cina è stato annunciato un forte calo della sua bilancia commerciale: -7,09 miliardi di dollari, contro + 24,6 miliardi  precedenti. L’incertezza riguarda tutti gli asset: i beni rifugio non si impennano come previsto: l’oro, nella notte a quota 1.700 dollari l’oncia (aggiornati i massimi dal 2013) è ritracciato in area 1.670. Persino le criptovalute come il bitcoin sta perdendo terreno. Stabile (e forte) il Franco Svizzero sul mercato valutario, l’Euro tiene anche grazie ai dati sulla produzione industriale tedesca e approfitta delle difficoltà del Dollaro su cui pesa anche l’ultimo taglio dei tassi della Fed, aspettando le prossime mosse della Bce, che al momento però non arrivano. Continua l’apprezzamento dello Yen, Bund decennali tedeschi a -0,88, nuovo minimo storico.


Grafico Produzione Industriale in Germania a gennaio su base mensile by TradingEconomics

 

EQUITY

Tra le borse europee la peggiore performance è quella di Piazza Affari, crollata dell’11% nel corso della mattina, andando ben al di sotto della soglia psicologica dei 20mila punti. Al momento, Milano scambia a 18.692 punti: nelle ultime 11 sedute ha bruciato i guadagni di tutto il 2019, aggiornando i minimi dal 4 gennaio scorso. Stessa situazione per il Dax, in area 10.500-10.700, ai minimi degli ultimi 14 mesi. Perde oltre il 7%, Francoforte, pur confortata dai dati macroeconomiciche contribuiscono alla tenuta della moneta unica. Perdite analoghe anche per il Cac40, mentre i 7.761 punti di Madrid sono il record negativo degli ultimi 4 anni.

Dax 10.723 (-7,09%). Ftse Mib 18.678 (-10,2%). Cac 40 4.778 (-7,2%). Ibex 7.750 (-7,4%).


Grafico Dax by TradingView

VALUTE

La moneta più forte in questo momento è lo Yen, oltre che il Franco Svizzero. Inevitabilmente i beni rifugio sono la prima tana degli investitori visto il deterioramento in Europa. Secondo il mercato, le misure estreme adottate in Italia potrebbero essere applicate anche in altri paesi del vecchio continente, con Germania e Francia principali indiziati. Così facendo, la paralisi dell’economia globale sarebbe sempre più vicina. A proposito di Germania, la produzione industriale di gennaio, mese su mese, è cresciuta del 3%. Un ottimo dato considerato il consensus (+1,7%) e il valore registrato a dicembre (-2,2%). Esportazioni su base mensile ferme, ma migliori delle aspettative, mentre il +0,5% dell’indice dei direttori degli acquisti del settore importazioni riporta il dato in territorio positivo, dopo il -0,3% di dicembre (e il -0,2% delle stime di mercato). Occhio all’indice Sentix Investor Confidence dell’Eurozona: la fiducia degli investitori, già ai minimi termini, è crollato ulteriormente e oltre le aspettative: dai 5,2 punti di febbraio si è passati a -17,1 punti: gli analisti si aspettavano un dato attorno al -11. Ciò nonostante, l’Euro tiene sul dollaro: 1,41 è il massimo degli ultimi 12 mesi. Forti vendite anche sula Sterlina.

Euro Dollaro 1,1414 (+1,15%). Euro Sterlina 0,8716 (+0,8%). Euro Franco Svizzero 1,0589 (+0,04%)

 


Grafico Euro Dollaro by TradingView

MATERIE PRIME

La rappresaglia dell’Arabia Saudita leader dell’Opec, dopo il “Niet” della Russia sul taglio di produzione, si è tramutata in un aumento dell’offerta di greggio, regalando alle borse uno scenario a dir poco drammatico. Il Wti è sceso fino a 28 dollari al barile, prima di risalire in area 32, per un calo del 30% del prezzo del petrolio in una singola seduta. Curioso come l’oro, che ha raggiunto nella notte 1.703 dollari l’oncia, abbia poi ritracciato senza trovare più energia per riportarsi ai livelli toccati durante le contrattazioni delle borse asiatiche. I 2,46 del rame sono il record negativo dal 2016.


Grafico Wti by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

E’ il decennale tedesco a segnare un nuovo minimo storico, altro asset a cui gli investitori si affidano in tempi di panic selling sulle borse europee. Non aveva mai raggiunto il -0,87% come rendimento il bund. Lo ha fatto nella seduta odierna, contemporaneamente sale il btp decennale italiano, ai massimi degli ultimi 40 giorni a 1,30%. Lo spread non si riportava in area 200 punti base da metà agosto. Lo ha rifatto nella seduta odierna, per un rialzo del 21% rispetto a venerdì.


Grafico Bund by TradingView