PRODUZIONE INDUSTRIALE, NUOVO ALLARME: -0,7%

Seconda contrazione consecutiva a luglio su base mensile. Crollano i beni strumentali: -1,6%

Nuovo campanello d’allarme per l’economia italiana. La produzione industriale registra la seconda contrazione consecutiva su base mensile: -0,7% a luglio, a fronte di un -0,1% atteso dagli analisti. Il dato arriva neanche un mese dopo l’aumento a luglio del tasso della disoccupazione, tornato al 9,9%, il più alto degli ultimi tre mesi.

IN CALO I BENI STRUMENTALI
Ad eccezione dell’energia, fa sapere l’Istat, tutti i principali settori di attività mostrano una flessione, con un calo particolarmente marcato per i beni strumentali (-1,6%), in misura più lieve per i beni di consumo (-0,3%) e quelli intermedi (-0,2%). Al contrario, la produzione di energia registra un +1,3% (ma la crescita è inferiore rispetto al 2,4% a giugno) mentre rimbalza anche la produzione di beni di consumo durevoli, +0,9% (contro il -1,1% a giugno).

ANALISI STORICA
Dal 1960 al 2019, la media della produzione industriale su base mensile è dello 0,19%. Ha raggiunto un massimo storico del 13,5% nel dicembre del 1972 e un minimo record del -14,8% nel gennaio del 1973.


ANNO SU ANNO: E’ IL QUINTO CALO CONSECUTIVO
In termini tendenziali, nel mese di luglio, l’indice corretto per gli effetti di calendario risulta in flessione per il quinto mese di fila: -0,7%. Gli analisti avevano previsto un aumento dello 0,3%. La contrazione è meno sostenuta rispetto a quella di giugno, che aveva registrato -1,2%. Anche in questo caso, la riduzione è più ampia per i beni strumentali (-3%) e intermedi, mentre si osserva una crescita per i beni di consumo (+0,9%) e, soprattutto, per l’energia (+5,8%).

SETTORI: BENE IL MANIFATTURIERO, GIU’ I MACCHINARI
Tra i settori di attività economica che registrano variazioni tendenziali positive, l’Istat segnala le altre industrie manifatturiere, la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+6,4% per entrambi i settori), la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+5,1%). Le flessioni più ampie si registrano nella fabbricazione di macchinari, attrezzature (-6,9%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,1%), e negli articoli in gomma, materie plastiche, minerali non metalliferi (-3%).

ANALISI STORICA
Dal 1991 al 2019 la produzione industriale in Italia è stata in media dello 0,04%, raggiungendo un massimo storico del 17,5% nell’agosto del 1994 e un minimo record del -26% nell’aprile del 2009.

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