SALVINI ATTACCA TRIA, SPREAD DI NUOVO IN AREA 200

Polemiche sulla flat tax: “Il problema sono io o è lui”. Di Maio: “Così non si fa il bene del paese”

Questo governo non è il massimo, ma si tira avanti. Matteo Salvini se la cava così davanti ai microfoni di Radio24. “La convenienza partitica e personale sarebbe un’altra” ha detto il vicepremier. Tradotto: se fossi io il premier sarebbe meglio. “Certo è che se ogni giorno c’è un litigio o un attacco… “. Se ogni giorno c’è un litigio o un attacco, di sicuro i mercati reagiscono. Lo spread reagisce. E infatti dopo sei o sette sedute in cui il differenziale ha sonnecchiato sotto quota 190, in poche ore si è riportato a ridosso dei 200, con buona probabilità che possa superarne la soglia a fine giornata. D’altronde, le borse ascoltano sempre, specie quando l’argomento sul tavolo sono i conti dell’Italia. Prima o poi la manovra andrà fatta. Ed è su questo tema che le divergenze tra il leader della Lega e il ministro dell’Economia andranno risolte, in  un modo o in un altro. Perché per Giovanni Tria, spazio per un taglio delle tasse, non c’è.

“IL PROBLEMA SONO IO OPPURE E’ LUI”
Non è d’accordo Salvini. Ovviamente: “O il problema sono io o è lui. Se qualcuno ha dubbi o paure, basta dirlo: ma allora quel qualcuno è fuori posto. Cosa faccio, una manovra economica all’acqua di rose? L’Italia ha bisogno di uno shock fiscale forte“. Un’espressione, quest’ultima, che si ricollega a quanto disse circa un mese fa. Dagli Stati Uniti, a giugno, il vicepremier aveva promesso una riforma “Trumpiana” quando il dibattito era il deficit italiano e la controparte era l’Europa. “Decidiamo noi, Bruxelles deve rassegnarsi. L’Italia ha bisogno di misure energiche come quelle del presidente Usa“. In quel periodo, lo spread aveva raggiunto i massimi dell’anno, a 293 punti base.

DI MAIO: TRIA E CONTE NON SI TOCCANO
“Se lo spread è tornato a scendere è merito di Giuseppe Conte e Giovanni Tria. Hanno portato avanti trattative complesse con l’Ue e scongiurato procedure. Non fa bene al paese dire che la fiducia nei loro confronti sia in calo”. Eccola qui, la replica dell’altro vicepremier, Luigi Di Maio. Che a Sky Tg 24 risponde così al suo alleato, cercando di toccarla piano sulla flat tax: “Lo dico con il massimo della cooperazione, ma io non ho ancora visto le coperture. Non so cosa intendano i leghisti con flat tax volontaria, credo serva più del triplo dei quattro miliardi indicati”. Mai però anche solo accennare all’espressione ‘staccare la spina’: “Significherebbe darla vinta a un sistema che non vuole che si taglino i parlamentari, è una riforma epocale, a settembre è finita, si tagliano”.

NO A UNA MANOVRA “TIMIDINA”
In sostanza, Salvini non chiede le elezioni anticipate perché “finché le cose si fanno, e se qualcuno la smette di insultare quotidianamente, si va avanti”. E perché l’obiettivo del leader del Carroccio rimane quello di abbassare le tasse, con una manovra “che non sia timidina per non irritare qualcuno a Bruxelles”, la stessa Bruxelles che, dopo le elezioni europee, sarebbe dovuta cambiata da cima a fondo, stando ai partiti sovranisti. Neanche Di Maio però non stacca la spina, perché spinge sulla riduzione a 600 parlamentari e perché sa bene che in questo momento il M5S potrebbe finire in minoranza, con la Lega data primo partito dai sondaggi. Ma i contrasti all’interno della maggioranza gialloverde si vedono, è lo stesso Salvini a farli notare: “Quanti sono i governi? Uno, con due forze. Che hanno idee diverse. Mi pare evidente. Sulla Tav la Lega è a favore e M5s contro. Sulla flat tax la Lega è a favore e ho scoperto che Tria e Conte hanno dei dubbi. Questi sono tutti nodi da sciogliere”. Lo sono, assieme a quello delle autonomie, giusto per non dimenticare nulla. E a quello del caso Savoini.

RUSSIAGATE? NON USCIRA’ NIENTE
In un’aula del Senato mezzavuota per protesta del M5S contro il presidente del Consiglio, per il via libera all’Alta Velocità, Conte ha riferito qualche giorno fa sul Russiagate per questioni di “trasparenza dovuta dal governo nei confronti degli italiani”. Dal canto suo, Matteo Salvini ha ribadito la massima fiducia in Savoini e nella magistratura: “Le mie giornate le occupo su problemi reali, non su chi c’è a pranzo e cena. Sono la persona più tranquilla del mondo, mi spiace per chi pensa che uscirà chissà cosa, perché non uscirà niente”. Tranquilla, ma anche paziente. Questo l’aggettivo usato maggiormente dal vicepremier, tornando e chiudendo sulle polemiche a distanza con i 5 Stelle: “Di Maio dice che la flat tax è un mistero? Portiamo pazienza. Mi sono dotato di enorme pazienza anche con Tria. La Lega non voterà mai una manovra economica con pochi spiccioli. La Lega sta al governo se possiamo tagliare le tasse a tanti italiani”

SPREAD A 198 PUNTI BASE
Ha aperto a 188 punti base il differenziale di rendimento tra Btp e Bund. Ha proseguito la mattinata in netto rialzo, raggiungendo quota 196 alle 11 e il massimo di giornata a 198 un’ora e mezza dopo, prima di rallentare e ritracciare in area 195 punti. In aumento anche il rendimento dei decennali italiani: +1,56% con un massimo intraday di 1,6%.

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