GRUPPO SAN DONATO CRESCE ALL’ESTERO CON ALFANO

Cosa fare per crescere all’estero? Coinvolgere l’ex titolare della Farnesina. Sembra questa la domanda e la risposta che si sono dati al Gruppo San Donato, il polo ospedaliero privato più importante d’Italia. Un sodalizio, per dare qualche numero, da 4,7 milioni di pazienti l’anno, oltre 5 mila medici e 7 mila fra infermieri e tecnici. Quanto al fatturato, si è attestato nel 2017 a 1,6 miliardi di euro. Fra le sue struttura annovera fra l’altro il San Raffaele acquisito nel 2012.

Tornando alla spinta all’estero, secondo il San Donato, Angelino Alfano ha personalità di rilievo internazionale ed ha maturato una serie di contatti preziosi negli anni in cui ha guidato il Ministero.

L’interessato, nominato nuovo presidente del gruppo, sembra già avere una traccia della strategia da seguire. “L’Italia -ha spiegato Alfano- primeggia in moltissimi settori: dalla moda, al lusso passando per design e cibo. La sanità tricolore può essere un nuovo benchmark di livello internazionale”.
Paolo Rotelli, figlio del fondatore del gruppo, è diventato vice presidente dopo aver lasciato la presidenza ad Alfano. Il manager sottolinea come l’Italia abbia tutte le carte in regola per aspirare a questo primato. “Siamo il secondo paese più sano al mondo ed il terzo sistema sanitario più efficiente” ha detto Rotelli. Lo stile e la qualità della vita in Italia, poi, sono già note in tutto il mondo.

Quanto agli avvicendamenti, Paolo Rotelli dice che i Gruppi italiani a volte sono affetti da “familismo”, da qui la scelta di fare un passo di lato per lasciare spazio ad Alfano ed al nuovo corso. I primi risultati dovrebbero vedersi già fra un anno.

Al di là dei buoni propositi però che cosa si sta materialmente muovendo nella prospettiva di un’espansione all’estero?

Il Gruppo San Donato ha già un presidio a Dubai. I nuovi target sono rappresentati da: Russia, Medio Oriente e Africa.

In Russia il Gruppo San Donato si sta confrontando con il fondo d’investimento Sistema che controlla il maggiore gruppo ospedaliero privato. In Africa ha partecipato al business forum con gli Usa dove si è confrontato con alcuni capi di Stato. Si tratta di paesi con importanti risorse grazie ai giacimenti di materie prime ma con sistemi sanitari ancora tutti da costruire.
In Arabia Saudita il Governo ha messo a disposizione 60 miliardi di dollari per riformare la sanità.


Da sinistra: Paolo Rotelli, Kamel Ghribi (Presidente GSD Middle East) e Angelino Alfano

 

L’arrivo di Ghizzoni ed il ruolo risorse. L’idea è quindi quella di cercare partner all’estero con cui collaborare anche su un modello leggero, come può essere quello della formazione dei medici e del personale infermieristico. Non si pensa invece ad acquisizioni.

E le risorse per finanziare questo sviluppo? Il Gruppo San Donato può contare su questo fronte sull’ex numero 1 di Unicredit, Federico Ghizzoni. L’ex top manager bancario potrà valutare: progetti, business plan e le risorse da mettere in campo. Il Gruppo San Donato su questo fronte può vantare già una bella esperienza con l’acquisizione mostre del San Raffaele, un’operazione da quasi 710 milioni di euro fra: accollo dei debiti, 405 milioni, e 305 per il passaggio della proprietà.

“La posizione finanziaria netta è tornata positiva a 7 anni dall’acquisizione” ha spiegato il neo Vice Presidente del Gruppo.

La quotazione in Borsa, poi, non è esclusa, se emergesse questa necessità.

Ospedali come alberghi ed aeroporti. Per pazienti e personale, fra i primi attori della struttura, cosa potrebbe cambiare a seguito di queste nuove strategie? “L’Ospedale dev’essere un luogo distressed -ha spiegato Rotelli- Un po’ come l’albergo o l’aeroporto”. Un paziente italiano potrebbe avere come compagno di camera un emiratino o un russo. L’espansione all’estero viene interpretata, quindi, anche come flussi di cittadini residenti oltre frontiera che decidono di curarsi in Italia per gli standard qualitativi offerti.
Guardare all’estero vuol dire guardare lontano, eppure accorciando lo sguardo si scopre l’assenza di presidi del Gruppo nel sud Italia. “Se qualche Regione si mostrasse interessata saremmo pronti a parlarne” ha continuato Rotelli.

Fondi dalle assicurazioni destinati a crescere. Fin qui le prospettive, ma il settore non è certamente immune da criticità ed ostacoli da affrontare. Lo Stato, per esempio, riconosce sempre meno risorse alle Struttura Sanitarie Convenzionate. “Già adesso il 15% delle risorse arriva dalla coperture assicurative private” è stato il commento di Rotelli. In futuro questa quota può essere destinata a crescere arrivando fino al 25%.

Saremo anche il terzo sistema sanitario più efficiente al mondo come detto prima ma nei giorni scorsi il Molise ha minacciato di ricorrere ai medici militari per garantire le prestazioni: “Il problema in questo caso è relativo al numero troppo basso degli specializzandi” ha osservato Rotelli. Il Governo però, secondo il Gruppo San Donato, si sarebbe mosso bene, stanziando risorse e consentendo a strutture private di finanziarie delle borse. “Sono 24”, ha tenuto a precisare con orgoglio Rotelli. Un numero che sembra limitato, ma tenendo conto che ogni borsa costa 250 mila euro, lo sforzo complessivo raggiunge diversi milioni di euro.

C’è infine il problema del numero chiuso a Medicina. Rotelli su questo fronte è per aprirlo quasi completamente. Qualche medico su questo punto potrebbe non essere d’accordo, l’ordine ha fatto sempre muro: forse qualche compenso elevato sarebbe a rischio. (riproduzione riservata)

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