SETTORE MANIFATTURIERO ITALIANO, MALE PRODUZIONE E ORDINI

Settore manifatturiero in Italia, in contrazione la produzione e i nuovi ordini. Crollano le esportazioni e l’ottimismo delle aziende

La settimana si apre all’insegna dell’ottimismo sui mercati internazionali, dopo i dati macroeconomici che fanno presagire un rimbalzo ciclico, seppur appena accennato. Prevalgono ancora le incertezze in Italia, soprattutto sul settore manifatturiero che stenta a riprendersi, a causa della forte contrazione della produzione e dei nuovi ordini.

In Cina, invece, Il PMI manifatturiero Caixin, pubblicato nella notte, continua a crescere, posizionandosi a 51,8 dai 51,7 di ottobre. Una ripresa, evidenziata dall’indice, che è partita lo scorso ottobre, quando il PMI è tornato sopra la soglia spartiacque di 50.

In Italia, l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero che, con un solo numero, dà idea dello stato di salute del settore nel nostro Paese, a novembre si posiziona a 47,6. In leggero miglioramento rispetto alle aspettative (47,5) e più o meno in linea con quello di ottobre (47,7). Lontana ancora la soglia dei 50, abbandonata esattamente un anno fa.

“Per il quattordicesimo mese consecutivo peggiorano a novembre, al tasso più veloce da marzo, le condizioni operative del settore manifatturiero italiano – sottolinea nel comunicato stampa l’istituto IHS Markit che rilascia il dato -. Sono state registrate forti contrazioni della produzione e dei nuovi ordini, mentre le vendite verso l’estero si sono contratte al tasso più veloce in quasi otto anni. Allo stesso tempo, conseguentemente alle preoccupazioni per la debolezza della domanda internazionale, diminuisce l’ottimismo al tasso più basso da dicembre 2012”.

PMI manifatturiero

Grafico IHS Markit

Le cause

Cosa frena la ripresa del manifatturiero in Italia? “A causare il peggioramento dell’indice PMI – scrive IHS Markit – è stata principalmente la notevole contrazione al tasso più veloce rispetto ad ottobre dei nuovi ordini totali. I dati raccolti hanno attribuito tale declino alla debolezza dell’economia italiana così come alla minore domanda da parte dei clienti appartenenti al settore automobilistico e dei metalli”

Scenario immobile anche per le esportazioni “con gli ordini destinati al mercato estero in contrazione al tasso più veloce da dicembre 2011”, secondo l’istituto di ricerca. Con questo quadro di base e le crescenti preoccupazioni per l’andamento della domanda internazionale, “rimane al livello più basso da dicembre 2012 l’ottimismo per la produzione per il prossimo anno. Detto ciò, il livello di ottimismo generale è rimasto positivo, ed è stato collegato alla speranza di una ripresa dell’economia italiana e a nuove iniziative aziendali”, conclude nell’analisi IHS Markit.

Il commento dell’esperto

Amritpal Virdee, autore del report per IHS Markit sottolinea che “gli ultimi dati dell’indagine manifatturiera italiana hanno continuato a deludere, con il PMI di novembre che ha mostrato un inasprimento della contrazione. Il tasso di contrazione dei nuovi ordini esteri, diminuito al tasso più elevato in quasi otto anni, ha destato la preoccupazione maggiore, e ha continuato ad influenzare i tagli della produzione, dei livelli occupazionali e dell’attività di acquisto. Inoltre, il consolidamento della contrazione della domanda ha 25 iniziato aa pesare di più sulla fiducia delle aziende che sinora erano state in grado di adattarsi a tali variazioni. L’ottimismo delle aziende manifatturiere si attesta quindi al terzo valore più basso da quando è iniziata la raccolta dei dati nel luglio del 2012. La debolezza osservata da parecchio tempo tra i settori dei beni di investimento e intermedi mostra adesso segnali di allargamento verso quello dei beni di consumo, dove le aziende hanno osservato adesso una situazione invariata rispetto ad ottobre riguardo alle condizioni operative”.

 

COMMENTS

Commenti chiusi