S&P 500, possibile rimbalzo ma cautela d’obbligo. Analisi di Vontobel

L’analisi tecnica di Vontobel: la diffusione del coronavirus affossa anche l’S&P 500. Valori, quelli attuali, interessanti per un imminente rimbalzo

 

L’allarme rosso per il diffondersi del coronavirus, definito ufficialmente pandemia dall’Oms, ha provocato il 12 marzo la peggior seduta dal 1987 per Wall Street, aggiornata poi da quella della vigilia, lunedì 16 marzo. I mercati sono stati delusi dalle mosse della Bce che ha deciso di non tagliare il costo del denaro, ma ha introdotto o altre operazioni di finanziamento e aumentato di 120 miliardi di euro per il 2020 il piano di QE. Il panico sui mercati ha portato così la Federal Reserve ad agire nuovamente, portando i tassi a zero e avviando un QE da ben 700 miliardi di dollari. Anche le altre maggiori banche centrali (Bank of Canada, la Bank of England, la Bank of Japan e la Swiss National Bank) hanno annunciato un’azione coordinata volta a iniettare maggiore liquidità nel sistema, per proteggerlo il più possibile dall’emergenza coronavirus. Il rischio rimane comunque ancora alto, e il mercato ormai comincia a scontare una recessione globale. Lo si vede bene dal Vix, il quale giovedì 12 marzo ha superato quota 70 punti ed è ai livelli dei massimi del 2008. In scenari di stress come questi si generano però anche diverse opportunità sul mercato. I certificati d’investimento, ci riferiamo a quelli con barriera a scadenza come i Cash Collect, ci permettono in questa fase di ampia volatilità una notevole resilienza alle condizioni di mercato. Non solo, anche l’eventuale perdita del diritto a una cedola in questi giorni, nel caso di certificati con effetto memoria, potrà essere recuperata in seguito dopo la stabilizzazione del mercato. Ma anche nell’uso dei certificati sono presenti rischi. C’è il rischio emittente e la perdita parziale o totale del capitale in caso di posizionamento del sottostante a scadenza al di sotto del livello barriera.

 

Analisi Tecnica

Anche l’S&P 500 ha sofferto in quest’ultimo periodo che rimarrà sicuramente nella storia dei mercati. In tre settimane, infatti, l’indice americano ha perso oltre il 25%, per non parlare degli indici europei che invece hanno sofferto un rosso di oltre il 30%. Graficamente ora sembra possibile una fase di rimbalzo. Gli oscillatori sono molto scarichi, ma dubitiamo che possa esserci una inversione a V per la situazione di incertezza ancora presente. Probabile dunque che l’S&P 500 veda nel medio periodo nuovi minimi. In tale frangente, dunque, la conferma del break di 2.500 punti aprirebbe la strada verso 2.350 e 2.000 punti. Al rialzo, invece, operatività di breve sul break di 2.600 punti, con resistenze collocate a 2.746 e 2.870 punti.