STERLINA IN SOFFERENZA, EUROPA DEBOLE

Giù la produzione industriale e le vendite al dettaglio per la Cina e l’Europa riapre le contrattazioni all’insegna della prudenza, in attesa del discorso di Mario Draghi e dei dati sulle scorte del greggio dagli Stati Uniti nel pomeriggio. Raffica di dati macro per la Gran Bretagna, sotto pressione per il possibile secondo referendum in vista sulla Brexit, legato però a un via libera all’accordo per l’uscita in contemporanea al deprezzamento della Sterlina che ormai dura da due settimane : segnaliamo  l’aumento dell’inflazione sia su base mensile che annuale ma non quanto le attese (rispettivamente +0,6% e +2,1%), e l’indice dei prezzi alla produzione, stabile ad aprile a 0,2% (2,2 su base annuale).

Nessuna variazione significativa per l’Euro / Dollaro, che scambia ancora a 1,115. L’Oro continua la seduta sui livelli della vigilia. Vendite sul petrolio, di nuovo sotto i 63 dollari al barile mentre il rendimento dei Btp resta posizionato al 2,64%.

EQUITY

Dax a 12.184 punti (+0,34%)
Incolore la prestazione di Francoforte, che aspetta l’asta dei Bund con scadenza a 10 anni.

Ftse Mib a 20.712 punti (+0,07%)
Stabile anche Piazza Affari, dove si registra un apprezzabile rialzo per il comparto beni per la casa, mentre la maglia nera spetta alle materie prime. Vola ancora il titolo Juventus, che guadagna oltre 2 punti percentuali, evidentemente ai mercati piace il nome di Sarri come possibile nuovo tecnico bianconero, così come l’accordo anticipato dalla Gazzetta dello Sport raggiunto con il laziale Milinkovic Savic. Sostenuti anche i titoli di Leonardo, Diasorin e Saipem. Segnali di debolezza invece per i titoli del comparto bancario.

Cac40 a 5.301 (+0,1%)
La piazza parigina è la peggiore, ma anche in questo caso la seduta è debole, sui valori della vigilia, in attesa dei dati macro sul manifatturiero e sul terziario che verranno pubblicati domani.

Ibex a 9.277 punti (+0,41%)
Stesso discorso per il listino di Madrid, su cui prosegue il trend positivo seppur di brevissimo periodo, avviato dall’impulso rialzista del 13 maggio scorso (minimo da febbraio).

VALUTE
Sul mercato dei cambi, euro/dollaro poco mosso a 1,1153 (da 1,1167 ieri in chiusura). Prosegue inesorabile il deprezzamento della Sterlina, su cui pesa l’incertezza legata al futuro della Brexit: si tratta della tredicesima seduta consecutiva in cui la moneta unica guadagna terreno nei confronti della valuta inglese: raggiunta quota 0,8814, ai massimi da febbraio.

COMMODITY
Alle 16:30 di questo pomeriggio verrà distribuito il dato sulle scorte di petrolio degli Stati Uniti, per il quale gli addetti ai lavori prevedono un valore di -2,53 milioni di barili. Il valore di tali giacenze influenza il prezzo dei prodotti petroliferi, con il consequenziale impatto sull’inflazione e su altre forze economiche. In questo contesto si registrano vendite sul Wti che scivola sotto i 63 dollari al barile (62.47) per un ribasso del prezzo a -0,76%.

Nessuna variazione significativa per l’oro, sostanzialmente fermo a 1.274 dollari l’oncia da tre sedute.

Nuovo minimo raggiunto dal rame, ieri sceso sotto i 2,700 dollari l’oncia per  la prima volta dal 29 gennaio scorso.

RENDIMENTI
Spread BTp/Bund in calo verso i 270 punti base, con le parole rassicuranti del vicepremier Matteo Salvini sulla tenuta del governo gialloverde: “Nessun rimpasto o cambiamenti nel contratto di governo dopo le elezioni europee: anche se la Lega dovesse stravincere, non chiederò poltrone o ministri in più”. Torna sotto quota 0,100% il rendimento dei Bund tedeschi in attesa dell’asta dei decennali, i Btp italiani scendono sotto il 2,60% per poi ritracciare.