CONFLITTO USA-IRAN: L’IMPATTO SU WTI, VALUTE E BENI RIFUGIO

L’analista di Union Bancaire Privée Peter Kinsella analizza gli scenari sui mercati finanziari in seguito all’inasprimento delle tensioni tra Teheran e Washington

 

In scia ai recenti avvenimenti in Medio Oriente e al conflitto Usa-Iran, il dollaro si è in un primo momento leggermente apprezzato per poi perdere terreno. Il ruolo di questa valuta come ultimo bene rifugio implica che gli eventi dovranno peggiorare considerevolmente prima che possa apprezzarsi in modo significativo rispetto ai livelli attuali. Il raid americano contro il secondo più importante funzionario iraniano dimostra che gli Stati Uniti non sono più disposti a tollerare una guerra per procura. Il regime iraniano, finora molto concentrato sull’autoconservazione, ha risposto agli attacchi con un raid di missili sulle basi americane in Iraq.

 

La correlazione tra i mercati e i rischi geopolitici Usa-Iran

Occorre notare tuttavia, quantomeno per le ultime due sedute, che i mercati mostrano una scarsa correlazione o sensibilità ai rischi geopolitici. Ieri l’Europa ha scambiato in territorio sostanzialmente positivo (Dax +0,7%) mentre oggi scambia appena sotto la parità. Ciò vale tanto per il recente aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran quanto per gli attriti tra Usa e Russia e persino per le divergenze commerciali tra Washington e Pechino. I costi di un confronto diretto sono talmente elevati per tutte le parti coinvolte che gli scenari peggiori si verificano raramente (se non mai). Di conseguenza, è importante che gli investitori non perdano di vista il quadro generale, nonostante le fluttuazioni a breve termine dei prezzi degli asset. Dall’inizio dell’anno i prezzi del greggio sono aumentati di quasi il 5% e ciò riflette i timori di eventuali interruzioni di approvvigionamento nel Golfo Arabico.

 

Petrolio: se il prezzo sale, le valute reagiscono

Un aumento del prezzo del petrolio, nella notte schizzato a 65 dollari al barile per poi riportarsi in area 63 all’apertura delle borse del vecchio continente, tende ad avere effetti asimmetrici sulle valute. Possiamo facilmente identificare le valute che probabilmente si deprezzeranno a causa dell’aumento del prezzo del petrolio, ma è più difficile individuare quelle che sembrano destinate ad apprezzarsi. Nei mercati emergenti, le monete più vulnerabili ai rialzi del prezzo del greggio sono la lira turca e la rupia indiana, che riflettono il peso rilevante delle importazioni di petrolio sulla loro bilancia commerciale e sulle partite correnti. La lira è particolarmente esposta all’aumento dei prezzi del greggio, anche per i tassi di interesse reali negativi previsti nei prossimi mesi. Tra le economie avanzate, l’euro “dovrebbe” sottoperformare, data l’entità delle importazioni di petrolio. Tuttavia, il surplus delle partite correnti dell’Eurozona agisce come un fattore di supporto alla domanda sottostante per la moneta comune, il che significa che eventuali effetti negativi sull’euro in scia allo scontro Usa-Iran sono appena percettibili. A beneficiare chiaramente dell’aumento dei prezzi del petrolio nei mercati emergenti è il rublo, che trae vantaggio anche da un enorme surplus delle partite correnti, da tassi d’interesse reali significativamente positivi e da finanze pubbliche solide. Un questione rilevante emergerebbe se la Russia rimanesse impigliata nello stallo tra Usa-Iran, il che non è affatto impossibile.


Grafico Euro Dollaro m15 by TradingView

 

Old but still… Gold

In questo contesto, a offrire la miglior copertura per gli investitori è l’oro. Ci sono elementi di supporto strutturali significativi all’aumento del prezzo del metallo prezioso, anch’esso schizzato a 1.611 dollari l’oncia (massimi da marzo 2013) prima di riposizionarsi sopra i 1.580: tassi d’interesse reali negativi sia negli Stati Uniti che nella maggior parte del mondo sviluppato, aumento della liquidità da parte delle grandi banche centrali e forte domanda sottostante delle banche centrali, soprattutto da parte di Cina e Russia, appunto. Il superamento della soglia dei 1.550 dollari che nel 2019 era stato il livello massimo raggiunto, dovrebbe portare a maggiori aumenti dei prezzi rispetto ai livelli attuali.


Grafico Oro m15 by TradingView

 

Cosa accade quando il petrolio supera i 65 dollari al barile

Le dinamiche del prezzo del petrolio sono leggermente più sfumate. Dal 2014, il greggio è scambiato in un intervallo effettivo di $45-$65, con occasionali variazioni al di sopra e al di sotto di questo intervallo. Va osservato che lo shale oil USA agisce come un fattore di oscillazione; quando il Wti sale al di sopra di quota 65, questo incoraggia una maggiore produzione di olio di scisto che tende ad abbassare il prezzo del petrolio. Gli aumenti dell’oro nero sopra i 65 dollari sono raramente sostenuti. In uno scenario estremamente sfavorevole, il prezzo del petrolio può salire a livelli di circa 80 dollari al barile, ma non prevediamo che sarà sostenuto al di sopra di questi livelli. Il risultato è che l’oro supererà il petrolio come bene sicuro.


Grafico Wti m15 by TradingView

 

Il ruolo di Yen e Franco Svizzero

Sia lo yen giapponese che il franco svizzero (ai minimi da maggio 2017 nel cambio con l’euro) si sono apprezzati modestamente negli ultimi giorni, riflettendo l’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Si tratta per entrambe le valute di un apprezzamento fisiologico; si apprezzano semplicemente per quello che è successo durante le fasi precedenti di avversione al rischio. Il consiglio è il mantenimento di una posizione costruttiva sia sul franco svizzero che sullo yen giapponese, che riflette un saldo attraente delle partite correnti e valutazioni molto interessanti (almeno per lo yen). L’entità dell’apprezzamento del CHF o dello JPY dipenderà dal fatto che nei prossimi giorni le tensioni Usa-Iran aumenteranno in modo drammatico, mentre quella del rialzo del CHF potrebbe non essere significativa, poiché è probabile che la Banca nazionale intervenga per evitare che l’Euro/Franco scenda al di sotto di 1,08.


Peter Kinsella, Global Head of Forex Strategy di Union Bancaire Privée