WALL STREET OTTIMISTA, PETROLIO IN RALLY ASPETTANDO L’OPEC

Wall Street rimbalza dopo tre sedute di ribassi. I mercati tornano ottimisti dopo le voci di un accordo vicino tra Usa e Cina. Petrolio in rally dopo il calo delle scorte

 

Dopo tre sedute di fila in rosso, a Wall Street torna l’ottimismo con gli indici americani sopra la parità in avvio di contrattazione. A un’ora dall’inizio delle contrattazioni procede il rimbalzo dell’equity mentre continuano a tenere banco i negoziati commerciali con la Cina che, secondo fonti di stampa, le parti sarebbero piu’ vicine ad un accordo di quanto non si pensi.

Parlando da Londra, dove si e’ recato per partecipare al vertice Nato, il presidente Usa, Donald Trump, ha detto che i negoziati commerciali con la Cina procedono ‘molto bene’ confermando le indiscrezioni della stampa americana. In tarda mattinata Bloomberg aveva infatti scritto che, nonostante le tensioni sui dossier Hong Kong e Xinjiang (dopo che la Camera Usa ha approvato un disegno di legge che prevede sanzioni per le discriminazioni che sarebbero subite dai musulmani uiguri), il negoziato sui dazi starebbe proseguendo. Solo Ieri, le parole di Trump avevano fatto temere per un rinvio dell’intesa fino a dopo le elezioni presidenziali americane del 2020 e per l’entrata in vigore di ulteriori dazi il prossimo 15 dicembre.

Anche la Cina ha fatto sapere di non aver fissato una “scadenza” per la firma di un accordo commerciale con gli Stati Uniti. “Non fisseremo alcuna scadenza per raggiungere un accordo. Questo accordo, questi negoziati devono essere basati sull’uguaglianza e il rispetto reciproco”, ha dichiarato Hua Chunying, portavoce della diplomazia cinese.
Dopo che la Camera dei rappresentanti statunitense ha approvato un disegno di legge che richiede l’introduzione di sanzioni contro i funzionari responsabili della detenzione degli uiguri nella regione cinese dello Xinjiang, Pechino ha definito l’azione degli Usa un’interferenza negli affari interni della Cina con il pretesto di proteggere i diritti umani.

La Cina ha anche già messo in chiaro che reagirà se il Congresso degli Stati Uniti dovesse approvare le sanzioni in programma per la repressione realizzata da Pechino nei confronti dei musulmani uiguri. “Se minerete gli interessi della Cina, sarete colpiti”, ha minacciato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, accusando gli Stati Uniti di aver tentato di fomentare i disordini a Hong Kong e nello Xinjiang.
Sul fronte dazi alla Francia e all’Unione Europea minacciati da Trump alla viglia del vertice Nato, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha avvertito: “Dobbiamo scegliere bene le nostre parole, dobbiamo preparare un incontro con gli Usa bene e vedere come ottenere una situazione win win, ma se ci fosse un risultato negativo siamo pronti ad agire”, ha detto.

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Grafico S&P500 by TradingView

Sul fronte macro, a novembre negli Stati Uniti sono stati creati solo 67.000 posti di lavoro rispetto ad ottobre, mentre le stime erano per +150.000. Venerdi 6 dicembre atteso il dato sui non farm payrolls.

Ism non manifatturiero inferiore alle attese

L’indice ISM dei servizi elaborato dall’Institute for Supply Management si è attestato, nel mese di novembre a 53,9 punti dai 54,7 del mese precedente. Il dato è anche inferiore alle attese del mercato che erano per una discesa più contenuta fino a 54,5 punti. Guardando le singole componenti, quella sull’andamento aziendale è calata a 51,6 punti dai 57 punti del mese precedente, mentre quella dell’occupazione è salita a 55,5 punti dai 53,7 precedenti. E’ aumentata anche la componente sui prezzi, che si è attestata a 58,5 punti dai 56,6 punti di ottobre. La componente relativa ai nuovi ordini si è portata a 57,1 da 55,6 punti.

Indice PMI Servizi sale più delle attese

Migliora lievemente invece  l’attività dei servizi negli Stati Uniti nel mese di novembre, in linea con quanto stimato dagli analisti. L’indice PMI dei servizi definitivo, elaborato da Markit, sale a 51,6 punti dai 50,6 precedenti, centrando le stime di consensus. L’indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori acquisto delle aziende attive nel settore terziario, resta in zona espansione dato che sosta sopra soglia dei 50 punti. Leggermente sopra le attese risulta invece l’indice composito, che tiene conto anche della variazione del PMI manifatturiero e si attesta a 52 punti rispetto ai 51,9 attesi ed ai 50,9 del mese precedente.

Il cambio euro/dollaro viaggia a 1,109 (+0,08%) dopo la stima Adp sui nuovi posti di lavoro nel settore privato inferiore alle attese e in seguito al deludente dato Ism relativo al comparto manifatturiero americano diffuso lunedì.
Il Dollar Index ced lo 0,20% a 97,54 mentre la sterlina si rafforza nei confronti del bilgietto verde a 1,3118 (+0,33%).
Si deprezza l’oro che dopo essere salito toccando un max a 1484 dollari l’oncia, scambia a 1473 dollari (-0,23%) vicino al minimo a 1471.

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Grafico DollarIndex by TradingView

L’ottimismo spinge gli indici americani. A Wall Street l’S&P500 viaggia a 3116 punti (+0,74%), Il Nasdaq a 8576 (+0,65%) e il Dow Jones a 27698 (+0,71%). Positivo anche il Russell2000 a 1616 (+0,89%).
Cala il Vix, l’indice della volatilità in area 14,27 (-10,59%).

Sul fronte obbligazionario tornano a salire i rendimenti dei Treasury americani: il decennale sale a 1,77% (+2,81%) e il biennale a 1,57% (+1,69%).

Scorte di petrolio in calo

Mentre scriviamo l’EIA (Energy Information Administration) rilascia i dati sulle scorte di greggio settimanali che mostrano un segno meno molto consistente. Nella settimana al 29 novembre gli stock di greggio statunitensi sono scesi di 4,9 milioni di barili. Il dato precedente aveva fatto segnare un incremento di 1,572 milioni e gli analisti avevano stimato -1,734 milioni di barili. Poco dopo la diffusione dei dati, le quotazioni del WTI salgono in rally a 58,24 dollari, +3,6%. Domani l’atteso vertice Opec a Vienna.

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Grafico petrolio WTI by TradingView

I titoli migliori e peggiori

Tornando agli indici di Wall Street, il migliore sull’S&P500 è Expedia (+6,66%) mentre il peggiore è Salesforce.com (-3,32%). In cima al Dow Jones c’è Dow (+2,2%) mentre in fondo Visa (-0,26%). Sul Nasdaq Composite ottima performance per Capstone Tribune (+16,47%), deludente Lienluo Smart (-16,96%).

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Grafico Expedia by TradingView