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Alphabet: quanto è solido il rimbalzo di gennaio?

Un'esterno di Google Plex

Il vento è cambiato. Lo ha ammesso Sundar Pichai annunciando il taglio di 12.000 posti di lavoro in Google, pari al 6% del totale della forza lavoro di Alphabet. Anche il gigante dei motori di ricerca, che da solo rastrella oltre il 90% delle query globali, affronta una crisi di maturità, fatta da riduzione dei margini, rallentamento economico, aumento della concorrenza e pressione normativa in incremento. Per questo è stato necessario intervenire con la riduzione di organico.

 

Non è un fulmine a ciel sereno

L’annuncio dei licenziamenti è stato accolto in Borsa con un rialzo per il titolo della parent company di Google, Alphabet, così come era capitato alle azioni di altre Big Tech che prima di Mountain View avevano rilasciato simili comunicazioni. Non si è trattato di una sorpresa. Già nel 2022 Alphabet-Google aveva deciso di bloccare la assunzioni ma che qualcosa di più radicale fosse in preparazione emergeva dalla lettera inviata ai dipendenti da Sundar Pichai in occasione della presentazione dei risultati della prima metà dell’anno.

Dopo i ringraziamenti prosaici sul “grande lavoro svolto”, l’amministratore delegato di Google ammetteva che “come tutte le aziende, non siamo immuni al vento economico contrario” e che, dopo gli investimenti effettuati nella prima metà dell’anno, con l’aggiunta di circa 10.000 dipendenti nel secondo trimestre, “rallenteremo il ritmo del reclutamento per il resto dell’anno, concentrandoci sull’assunzione di ingegneri, tecnici e altri ruoli critici”.

Poi la situazione è peggiorata. Nel terzo trimestre 2022 i ricavi di Alphabet-Google sono scesi a 69,09 miliardi di dollari, inferiori rispetto alle attese a 71 miliardi, con un utile per azione che si è attestato a 1,06 dollari contro 1,26 previsti. Anche nel primo e nel secondo trimestre ricavi e utili erano risultati inferiori al consensus di mercati con una forchetta in ampliamento. Di fronte a prospettive economiche di rallentamento, con una Federal Reserve che rimarrà “nemica” dei mercati azionari almeno per i primi sei mesi dell’anno, il management di Google ha dovuto correre ai ripari.

 

Vicini al punto di svolta?

Acquistare il titolo Alphabet alle quotazioni attuali (97,52 dollari per azioni alla chiusura del 26 gennaio 2023), il 35% in meno di quanto valeva ai massimi del febbraio dell’anno scorso, appare un’ottima occasione a molti analisti di mercato. Il consensus degli analisti di Bloomberg è in netta maggioranza a favore dell’acquisto “buy” del titolo (92%). Si registra un 8% di “hold” ma nessuno che abbia intenzione di vendere dai livelli attuali, inferiori del 27% circa dal target price di consensus a 124,14 dollari.

Sul mercato il riposizionamento favorevole all’azione, dopo le forti vendite dell’anno passato (-39%), appare già iniziato. Da inizio anno il titolo Alphabet ha guadagnato circa dieci punti percentuali. Uno spartiacque importante che potrebbe favorire o interrompere il rally sono i risultati relativi all’ultimo trimestre del 2022 e all’intero anno fiscale che verranno pubblicati giovedì prossimo, 2 febbraio. Il consensus attende utili per azione a 1,18 dollari e ricavi in crescita a 76,6 miliardi di dollari contro, rispettivamente, 1,06 e 69,09 del terzo trimestre 2022.

Secondo Brian White, analista di Monness, Alphabet è pronta per capitalizzare i trend digitali di lungo periodo sul mercato pubblicitario e per beneficiare della trasformazione digitale. Brad Erickson, di RBC Capital Markets, non appare preoccupato della crisi di maturità del gruppo in quanto, evidenzia, “il loro business è esploso durante il periodo del Covid”. Si tratterebbe insomma di un contraccolpo del ritorno alla normalità ma Alphabet “sta lavorando a numerosi nuovi progetti” tra i quali la risposta al fenomeno “ChatGPT” l’aiutante di intelligenza artificiale che ha spopolato nelle ultime settimane.

 

L’analisi tecnica e le strategie operative sul titolo Alphabet

In occasione della presentazione dei risultati di bilancio 2022 (il prossimo 2 febbraio) Alphabet si presenterà con un quadro grafico ancora deficitario nel medio-lungo termine ma in recupero nel breve. E, soprattutto, si troverà nei pressi di quotazioni rilevanti dal punto di vista grafico. L’area dei 100/101 dollari, oltre a essere un livello psicologicamente significativo, vede la presenza di una resistenza statica che in passato ha fatto sentire i suoi effetti in qualità di supporto. Nei pressi convergono anche la linea di tendenza ribassista tracciabile con i massimi del 2 febbraio e del 4 aprile 2022, transitante in area 104,50, e la media mobile a 200 giorni attualmente a 105,50. Potrebbero essere livelli utili per una pausa nel rialzo messo a segno nel corso del mese di gennaio ma il movimento al rialzo potrebbe poi ripartire. Sopra queste resistenze Alphabet potrebbe riportarsi verso i 105 dollari in prima battuta e 109 successivamente.

Il grafico a candele di Alphabet al 27 gennaio 2023.
Il grafico di Alphabet – Fonte: IG

 

Alphabet: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Per quanto riguarda l’operatività, si potrebbero valutare strategie long a partire da 101 dollari con target a 104,9 e 109 successivamente. Lo stop loss potrebbe essere posizionato a 96,9. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà long su Alphabet che abbia il livello di Knock-Out (KO) superiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.
Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A23BJ50 propone un livello di KO a 80,0049 dollari e leva 5. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni di Alphabet dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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