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Azioni Kering: quali risvolti dopo il profit warning su Gucci?

L'immagine mostra un negozio di Gucci nelle Hawai.

Sulla Borsa di Parigi è una seduta da dimenticare per il colosso del lusso Kering, con le quotazioni che tornano ad avvicinarsi ai minimi degli ultimi 6 anni. A impattare sul titolo sono le dichiarazioni arrivate dal gruppo francese che ha comunicato che nel trimestre in corso i ricavi dovrebbero contrarsi del 10%, rispetto ad attese che vedevano un calo del 3%, in scia a una diminuzione del 20% delle vendite per quanto riguarda uno dei suoi marchi di punta, Gucci, su cui pesa la performance negativa di Asia e Cina.

Le notizie di oggi confermano che ancora una volta gli sforzi messi in campo da Kering per far ripartire la griffe, che ha abbandonato i look eccentrici e sgargianti per preferire prodotti più classici e tradizionali, stiano trovando difficoltà tra i consumatori. Ricordiamo che la ripresa di Gucci è fondamentale per l’azienda guidata da Francois Pinault, in quanto il marchio rappresenta sia la metà delle vendite del gruppo che i due terzi degli utili.

 

Azioni Kering: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come sta reagendo l’azione dopo queste notizie. Con volumi in deciso aumento rispetto alla media giornaliera mensile, è una seduta di crollo per il titolo Kering con i prezzi che, con una perdita di quasi il 14%, passano di mano nei pressi dei 365 euro. Nel breve periodo le attese sono per una continuazione di questo movimento che dovrebbe spingersi in direzione dei 345 euro, minimi degli ultimi 6 anni. Dal punto di vista operativo, fondamentale sarà la tenuta di questi supporti, onde evitare un ulteriore indebolimento del quadro grafico che avrebbe come prossimi obiettivi i 315 euro e successivamente i 290 euro, livelli che il titolo non vede dall’agosto del 2017.

Al contrario solo con la ripresa dei 400 euro, ex minimi del mese in corso e dove transita la media mobile a 50 giorni, si aprirebbero le porte per una ripresa delle quotazioni in direzione dei massimi degli ultimi 5 mesi posti sui 440 euro, dove peraltro troviamo la media mobile di lungo periodo. L’eventuale superamento di queste aree resistenziali inizierebbe ad allentare la pressione ribassista, aprendo la strada a ulteriori recuperi prima verso i 470 euro e in seguito in direzione della soglia psicologica dei 500 euro.

 

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AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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