L’amministrazione Trump si prepara a ridisegnare l’infrastruttura del mercato azionario americano. Secondo Bloomberg, la Securities and Exchange Commission starebbe per rilasciare un’esenzione regolatoria destinata alle azioni tokenizzate, aprendo la strada alla negoziazione di titoli digitali su piattaforme crypto decentralizzate. Una mossa che si inserisce in un quadro normativo più ampio, ancora in costruzione, e in un mercato che negli ultimi trenta giorni ha già segnato una crescita del 30%.
In questo articolo:
- Azioni tokenizzate, la Sec cambia le regole del gioco
- Wall Street rilancia sulla tokenizzazione
- Criptovalute, il Clarity Act avanza in Senato
Azioni tokenizzate, la Sec cambia le regole del gioco
Secondo le indiscrezioni riportate da Bloomberg, la Securities and Exchange Commission starebbe per rilasciare “un’esenzione per l’innovazione” per le azioni tokenizzate, aprendo la strada alla negoziazione di titoli digitali su piattaforme crypto decentralizzate, potenzialmente attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette. Il perimetro dell’esenzione è più ampio di quanto ci si potesse aspettare: i token potranno replicare l’andamento dei prezzi di titoli quotati anche in assenza del supporto o dell’autorizzazione delle società emittenti, una scelta che segna una discontinuità netta rispetto alla posizione storica di Washington sui titoli on-chain.
I token verrebbero scambiati su piattaforme decentralizzate e non garantirebbero necessariamente i diritti tradizionali degli azionisti: né il diritto di voto, né l’accesso ai dividendi. Si tratta dell’ultimo tassello di una strategia intrapresa dall’amministrazione Trump che mira a spostare il trading azionario sulle piattaforme crypto, aprendo un percorso regolamentare alternativo alle borse tradizionali. L’annuncio potrebbe arrivare già nel corso di questa settimana.
Wall Street rilancia sulla tokenizzazione
L’intervento regolatorio della Sec si innesta su una trasformazione già in atto tra le principali istituzioni finanziarie. La Depository Trust & Clearing Corporation ha annunciato che da luglio 2026 faciliterà negoziazioni limitate di titoli tokenizzati tramite il proprio servizio di tokenizzazione, con un’implementazione su scala più ampia attesa per ottobre. A marzo 2026, il Nasdaq ha reso nota l’intenzione di introdurre un nuovo modello di token azionario, mentre a gennaio la Borsa di New York ha comunicato lo sviluppo di una piattaforma dedicata alla negoziazione e al regolamento on-chain. Grandi banche americane — tra cui Morgan Stanley e Goldman Sachs — si sono già mosse per assicurarsi una posizione nel segmento.
Sul piano dei dati di mercato, secondo RWA.xyz il valore distribuito delle azioni tokenizzate ha raggiunto 1,4 miliardi di dollari su 2.246 asset, con un incremento del 29,68% nel solo ultimo mese. Il volume mensile dei trasferimenti si attesta a 3,24 miliardi di dollari, mentre la base dei detentori è cresciuta del 25% arrivando a circa 265.000 unità nello stesso arco temporale. Ondo guida il segmento con 883 milioni di dollari e una quota di mercato del 59,77%, seguita da xStocks con 404,5 milioni, pari al 27,38%.
Criptovalute, il Clarity Act avanza in Senato
Sul fronte legislativo, il Clarity Act, approvato dalla Commissione Bancaria del Senato con un voto di 15 a 9, è ora atteso al voto dell’aula tra giugno e luglio. Il provvedimento ha ottenuto il sostegno bipartisan dei senatori democratici Ruben Gallego e Angela Alsobrooks, e diversi altri colleghi di partito hanno segnalato disponibilità a votare a favore a condizione di alcune modifiche al testo. La legge trasferirebbe la supervisione normativa sulle attività di trading crypto dalla Sec alla Commodities Futures Trading Commission, con l’eccezione dei titoli digitali. Per la firma definitiva servono 60 voti in aula: con 43 seggi repubblicani, i sostenitori del provvedimento devono assicurarsi almeno 17 preferenze democratiche.
Polymarket attribuisce al passaggio del Clarity Act nel 2026 una probabilità del 64%. L’eventuale approvazione del disegno di legge è considerata da alcuni analisti un possibile catalizzatore strutturale per il mercato crypto: l’eliminazione dell’incertezza normativa potrebbe infatti spingere i grandi investitori istituzionali, oggi vincolati da requisiti stringenti in materia di compliance e gestione del rischio, verso un’allocazione strategica più significativa verso gli asset digitali, superando la fase dell’esposizione marginale.









