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Banche USA: inizia la stagione delle trimestrali, ecco cosa aspettarsi

Banche USA: inizia la stagione delle trimestrali, ecco cosa aspettarsi

Questa settimana inizia la stagione delle trimestrali a Wall Street, con le banche USA che come di consueto saranno le prime a pubblicare i dati. JpMorgan Chase, Citigroup e Wells Fargo apriranno le danze venerdì 12 luglio, seguite da Goldman Sachs lunedì 15 luglio. Il giorno successivo scenderanno in campo Morgan Stanley e Bank of America. La serie di risultati arriva in un momento in cui la Borsa americana viaggia sui massimi storici, con l’indice S&P 500 che ha chiuso l’ultima settimana a 5.567 punti e il NASDAQ a 18.351. Quanto uscirà dai conti degli istituti di credito americani sarà molto importante sia per verificare la solidità del sistema finanziario degli Stati Uniti, sia in ottica futura con la Federal Reserve che si appresta a tagliare i tassi di interesse.

 

Banche USA: attenzione all’investment banking

Alcuni aspetti stanno tenendo in tensione gli investitori in merito ai dati trimestrali delle grandi banche USA. I tassi di interesse elevati e persistenti hanno contribuito ad aumentare le inadempienze dei mutuatari sui prestiti, il che ha comportato probabilmente un incremento delle perdite su crediti. In media gli analisti si aspettano che le quattro più grandi banche per depositi – JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo – complessivamente riportino oltre 7 miliardi di dollari di perdite contrassegnate come irrecuperabili. Se così fosse, si registrerebbe un balzo di oltre il 50% rispetto al secondo trimestre del 2023.

“Siamo ancora in una fase in cui definirei le cose come una normalizzazione piuttosto che un deterioramento più visibile” ha detto Scott Siefers, analista bancario di Piper Sandler. “Praticamente tutti gli investitori bancari del pianeta sono fortemente concentrati sugli immobili, commerciali in particolare”. In sostanza, gli investitori temono che le maggiori insolvenze finiscano per accorciare la crescita degli utili per la maggior parte delle banche.

Al contrario, è atteso positivo l’investment banking, dopo due anni di stallo. Questo perché negli Stati Uniti le operazioni di finanza straordinaria sono notevolmente in ripresa. “Si sta iniziando a vedere un bel rimbalzo dell’attività di investment banking”, ha detto Chris Kotowski, analista di Oppenheimer. In media, gli esperti di mercato vedono un aumento di oltre il 30% dei ricavi provenienti da questo segmento di business di JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup, grazie alla rinascita del dealmaking. In particolare, Goldman Sachs e Morgan Stanley saranno le banche USA maggiormente avvantaggiate per via di una più pronunciata esposizione.

Nello scorso trimestre, le aziende di credito hanno partecipato a grandi operazioni, tipo l’acquisizione di Pioneer Natural Resources da parte di ExxonMobil per 50 miliardi di dollari, mediata da Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley, e la conclusione dell’accordo per l’acquisto del broker assicurativo NFP da parte di Aon per 13 miliardi di dollari, sotto la guida di Citigroup e Bank of America. Il rimbalzo dell’investment banking è stato il risultato di una maggiore fiducia delle aziende nell’economia americana, che ha dimostrato una straordinaria resilienza nonostante i tassi tenuti alti dalla Fed nel tentativo di abbassare l’inflazione.

Tuttavia, ancora le banche non prevedono il ritorno agli anni brillanti del 2021 e del 2022, quando il costo del denaro era ai minimi storici e il governo effettuava stimoli fiscali a seguito della pandemia, incoraggiando in questo modo le società a lanciarsi in operazioni di aggregazione. Secondo Betsy Graseck, analista bancario di Morgan Stanley, “l’attività sui mercati dei capitali è ancora al di sotto della normale linea di tendenza”. Ad ogni modo, “il vento favorevole si manifesterà nel trimestre e persisterà per quest’anno e il prossimo”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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