Adesso è ufficiale. Bending Spoons ha acquisito per 1,38 miliardi di dollari Vimeo, la storica piattaforma di condivisione e distribuzione video. Un’operazione che segna un passaggio cruciale sia per la storia di Vimeo sia per la scalata internazionale di Bending Spoons, ormai stabilmente annoverata tra i rari unicorni italiani capaci di giocare alla pari con i giganti americani.
In questo articolo:
- Bending Spoons e Vimeo: i termini dell’accordo
- Vimeo: una storia di innovazione (e difficoltà)
- Bending Spoons e i finanziamenti
Bending Spoons e Vimeo: i termini dell’accordo
Secondo il comunicato ufficiale, gli azionisti riceveranno 7,85 dollari per azione in contanti, con un premio del 91% rispetto alla media ponderata del titolo negli ultimi sessanta giorni di contrattazioni fino al 9 settembre. L’operazione è stata approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione della società newyorkese, che ha definito l’accordo “la miglior opzione disponibile per generare valore certo e immediato per gli azionisti”.
Nel dettaglio, l’acquisizione dovrebbe chiudersi nel quarto trimestre del 2025, subordinatamente al via libera dell’assemblea degli azionisti, alle autorizzazioni regolatorie e alle condizioni di mercato. Una volta conclusa, Vimeo diventerà una società privata sotto il controllo di Bending Spoons e lascerà il listino borsistico, mettendo fine a un’avventura iniziata nel 2021 con lo spin-off da IAC Interactive.
Vimeo: una storia di innovazione (e di difficoltà)
Fondata nel 2004 da un gruppo di filmmaker, Vimeo è stata a lungo considerata la versione “indie” di YouTube: un luogo privilegiato per creativi, registi e marchi che cercavano qualità, estetica e strumenti professionali per gestire i propri contenuti. Negli anni la piattaforma ha ampliato i servizi, offrendo hosting, strumenti per il live streaming, monetizzazione e soluzioni enterprise, fino a diventare un attore riconosciuto nel mercato B2B.
Nonostante una base di 260 milioni di utenti registrati e oltre 1,7 milioni di abbonati paganti, la società ha faticato a mantenere margini sostenibili in un settore dominato da giganti come Google e Meta. Dopo l’ipo, il titolo ha vissuto un percorso altalenante, con un crollo significativo della capitalizzazione rispetto agli entusiasmi iniziali. In questo contesto, la proposta di Bending Spoons è apparsa come un’uscita di sicurezza capace di garantire liquidità immediata agli azionisti e nuove prospettive industriali alla piattaforma.
Per Bending Spoons l’acquisizione rappresenta molto più di un’operazione finanziaria: è un tassello fondamentale per costruire un polo internazionale nello streaming e nei contenuti digitali. La società ha annunciato che investirà per rafforzare i segmenti self-serve, OTT/streaming e enterprise di Vimeo, con particolare attenzione ai mercati chiave come gli Stati Uniti. Tra gli obiettivi dichiarati c’è anche lo sviluppo di nuove funzionalità basate su intelligenza artificiale, una tecnologia che l’azienda milanese ha già ampiamente sperimentato con successo grazie a Remini, app di fotoritocco che utilizza algoritmi generativi per migliorare la qualità delle immagini.
Bending Spoons e i finanziamenti
Poche settimane prima dell’annuncio dell’acquisizione di Vimeo, Bending Spoons ha dichiarato di aver raccolto un nuovo round di finanziamento da 500 milioni di euro in venture debt, sottoscritto da un pool di grandi banche internazionali tra cui J.P.Morgan, Bnp Paribas, Crédit Agricole, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Goldman Sachs e Hhsc. Si tratta dell’ennesima iniezione di capitali che porta il totale delle risorse raccolte a oltre un miliardo di euro solo negli ultimi mesi. All’inizio dell’estate, infatti, la società aveva già siglato un prestito da 100 milioni e un leveraged loan da 350 milioni. E non è tutto: nel marzo 2025 Bending Spoons aveva ottenuto anche 600 milioni di dollari di debito da Silver Point e Blackstone, utilizzati per finanziare l’acquisizione di Brightcove, società statunitense dello streaming.
In altre parole, l’azienda guidata da Luca Ferrari si sta muovendo con la stessa aggressività dei grandi fondi di private equity: leva sul debito, acquisizioni strategiche e consolidamento di un portafoglio di brand globali. Dal 2023 a oggi, l’unicorno italiano ha messo a segno 10 importanti operazioni: Evernote, Meetup, gli asset digitali del Mosaic Group, StreamYard, Issuu, WeTransfer, Komoot, Brightcove, MileIQ e appunto Vimeo,









