Bonus asilo nido 2022: come funziona e a chi spetta - Borsa e Finanza

Bonus asilo nido 2022: come funziona e a chi spetta

Un bambino in un asilo nido

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha investito 5,2 miliardi di euro nella scuola, di cui 3 per infanzia e nido. Secondo i dati dell’Istat, negli ultimi anni i posti disponibili negli asili erano aumentati prima che la pandemia imponesse un ripensamento degli spazi che ha fatto diminuire la capacità di parecchie strutture e soprattutto aumentare il numero dei richiedenti esclusi dalle graduatorie. La crisi degli asili si è ulteriormente aggravata da quando nei nidi privati le rette sono diventate salatissime: una ricerca di Altroconsumo rivela che il costo medio è di 620 euro mensili, con un +22% a Milano dove chi sceglie il tempo pieno arriva a pagare 3,84 euro all’ora.

Potenziare i servizi per l’infanzia, far conciliare vita familiare e lavorativa per entrambi i genitori, arginare la crescente disoccupazione femminile: sono gli obiettivi del Bonus asilo nido, l’incentivo varato per garantire equità sociale e intergenerazionale e offrire un aiuto concreto alle famiglie. L’INPS ha confermato che il bonus rimarrà valido e sfruttabile anche nel 2022 e ha da poco prorogato la scadenza per i rimborsi. Ecco a chi è rivolto il contributo, qual è l’importo massimo erogabile e quali date tenere a mente per inviare la domanda.

 

Cos’è il Bonus asilo nido

Il Bonus asilo nido è stato istituito dalla legge n. 232 dell’11 dicembre 2016 all’articolo 1, comma 355, e aggiornato dalla legge n. 160 del 27 dicembre 2019 all’articolo 1, comma 343. Prevede il rimborso alle famiglie per il pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati autorizzati e di forme di assistenza e supporto domiciliare in favore di bambini affetti da gravi patologie croniche.

Il bonus è parametrato sulla base dell’ISEE minorenni, lo specifico indicatore di reddito familiare equivalente che si utilizza per richiedere il riconoscimento di alcune prestazioni INPS per il minore, specie nei casi di genitori non coniugati o nemmeno conviventi. Il totale previsto dei rimborsi è pari a 553,8 milioni di euro.

 

A chi spetta il bonus? I requisiti

I requisiti fondamentali di accesso sono due: la cittadinanza italiana oppure di uno Stato dell’Unione Europea e che il bonus sia richiesto dal genitore naturale, adottivo e affidatario che sostiene il pagamento della retta.

I cittadini extra-europei con residenza in Italia sono ammessi se in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo o, in alternativa, di un permesso per motivi di lavoro di durata almeno semestrale. Questi requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e devono permanere per tutta la durata di sfruttamento del bonus.

 

Fino a che età si può richiedere il bonus

Il contributo è rivolto ai genitori di figli nati, adottati o affidati fino a tre anni d’età, compiuti nel periodo tra gennaio e agosto 2022. Anche per quanto riguarda le forme di assistenza presso l’abitazione per bambini impossibilitati a frequentare l’asilo perché affetti da patologie croniche gravi, i minori devono essere al di sotto dei 3 anni, da compiere entro il 31 dicembre 2022.

 

Il bonus vale per asili privati?

Sì, il bonus vale per gli asili privati purché siano autorizzati. Per autorizzati si intende i nidi a gestione indiretta, ovvero quelli comunali affidati in gestione a soggetti terzi privati, e i nidi convenzionati a gestione indiretta, ossia le strutture private accreditate che sono convenzionate con il Comune di riferimento del territorio e offrono gli stessi standard di qualità degli asili pubblici. Sono esclusi dal contributo i servizi integrativi, come ad esempio le ludoteche, gli spazi gioco e il pre-scuola. In caso di asilo privato, bisogna tenere a mente che al momento della presentazione della domanda occorre indicare gli estremi dell’atto autorizzativo comunale.

Una bambina disegna in asilo
Come il bonus asilo nido sta provando a colmare il vuoto di politiche al servizio della famiglia (foto: Lucas Alexander via Unsplash)

 

A quanto ammonta il bonus?

L’articolo 1, comma 343, della legge n. 160 del 27 dicembre 2019 ha aumentato l’incentivo dal massimale di 1.000 euro previsto dalle legge del 2016 a un massimo di 3.000 euro annui. L’importo del bonus non può comunque superare la retta dell’asilo e non è cumulabile con la detrazione fiscale. La somma che l’INPS corrisponde direttamente al genitore richiedente è elaborata sulla base dell’ISEE minorenni, in corso di validità, riferito al minore per cui è richiesta la prestazione.

 

Calcolare l’incentivo in base all’ISEE

Gli scaglioni di riferimento per elaborare il bonus sono tre:

  • Fino a 3.000 euro: ISEE fino a 25.000 euro
  • Fino a 2.500 euro: ISEE da 25.001 euro a 40.000 euro
  • Fino a 1.500 euro: ISEE oltre la soglia di 40.000 euro o in assenza di ISEE

Fino a 3.000 euro l’importo mensile massimo erogabile è di 272,72 euro, fino a 2.500 euro è di 227,27 euro e fino a 1.500 euro è di 136,37 euro.

 

L’incentivo per più di un figlio

L’INPS lo specifica chiaramente: per usufruire del bonus per più figli è necessario presentare una domanda distinta per ciascun bambino.

Il calcolo del bonus asilo nido secondo l'ISEE
Il calcolo dell’incentivo illustrato dall’INPS

 

Come richiedere il bonus

L’INPS ha introdotto delle rinnovate modalità di presentazione delle domande per il 2022. La richiesta può essere inviata tramite il sito web dell’INPS sul servizio online dedicato (la sezione apposita è “Bonus asilo nido e supporto domiciliare – Domanda”) accedendo con PIN, SPID di livello 2 o superiore, CIE o CNS oppure rivolgendosi ai patronati. Per chi ha già presentato la domanda di bonus nel 2021, la domanda precompilata per il 2022 potrà essere inoltrata confermando o modificando i dati esistenti.

 

I documenti da allegare

I documenti da allegare alla domanda sono:

  • i nominativo di chi richiede il bonus e sostiene il pagamento della retta
  • la denominazione e Partita IVA dell’asilo nido
  • il codice fiscale del minore
  • le mensilità di riferimento relative ai periodi di frequenza scolastica, compresi tra gennaio e dicembre 2022 fino a un massimo di 11
  • gli estremi del pagamento o la quietanza di pagamento

Per testimoniare l’effettivo pagamento della retta, i documenti richiesti sono:

  • il bollettino bancario o postale
  • la ricevuta o quietanza di pagamento
  • la fattura quietanzata
  • l’attestazione del datore di lavoro o dell’asilo nido dell’avvenuto pagamento o trattenuta in busta paga per i nidi aziendali

Una delle novità del 2022 è che è possibile autocertificare i pagamenti effettuati. Altrimenti le fatture si allegano via web caricando i file dell’importo nel portale come “documenti di spesa”, oppure da app scaricando da Google Play Store e da App Store l’applicazione INPS mobile.

Nei casi di affidi preadottivi nazionali e internazionali, si può indicare un codice fiscale temporaneo rilasciato dal tribunale o dall’ente comunale di riferimento. Inoltre il sistema non consente di prenotare le mensilità da settembre a dicembre se quel periodo di tempo coincide con il compimento dei tre anni del bambino.

La domanda di contributo per il supporto domiciliare deve essere presentata dal genitore convivente con il figlio per il quale è richiesta la prestazione. In questo caso il documento fondamentale da allegare è l’attestazione del pediatra che dichiari l’impossibilità del bambino a frequentare per l’intero anno gli asili nido a causa di una grave patologia cronica.

Come detto, nel nuovo sistema online dell’INPS il genitore richiedente può aggiornare i giustificativi di pagamento delle mensilità autocertificando l’importo richiesto in appositi campi della procedura. Il valore da inserire deve includere la cifra della retta mensile, l’eventuale importo sostenuto per i pasti e l’imposta di bollo di 2 euro, tutti e tre oggetto di rimborso. Non bisogna invece inserire ciò che non è rimborsabile, ossia la somma versata per l’iscrizione, il pre e post scuola e l’IVA, ad eccezione degli asili nido gestiti da cooperative sociali per i quali l’IVA può essere rimborsata.

 

Le scadenze da rispettare

Le date principali da tenere a mente sono due:

  • 31 dicembre 2022: è la data entro la quale e non oltre presentare la domanda di rimborso
  • 1° aprile 2023: è la data entro la quale e non oltre allegare le ricevute dei pagamenti delle rette non presentate all’atto della domanda

 

Quando arrivano i soldi

I soldi arrivano mensilmente nel caso del rimborso della retta dell’asilo, una tantum per le forme di supporto presso la propria abitazione di bimbi affetti da gravi patologie. Il pagamento avviene con bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, su libretto postale o carta prepagata con IBAN o al di fuori dell’Italia sull’IBAN di una banca nell’area SEPA.

Il Bonus asilo nido è l’unica misura che non è stata assorbita nell’Assegno Unico e Universale Figli ed è quindi compatibile con l’AUUF. Per chiarimenti e maggiori informazioni, l’INPS mette a disposizione un call center al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o allo 06.164.164 (da rete mobile a pagamento, in base al piano tariffario del gestore telefonico).

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