Borse europee, nuovo tentativo di rimbalzo. Oro, ancora record

BORSE UE, NUOVO TENTATIVO DI RIMBALZO. ORO, ANCORA RECORD

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Francoforte guida il vecchio continente nonostante la nuova mazzata della produzione industriale

Rimbalzo più deciso delle borse europee questa mattina rispetto a quello della vigilia, poi sfumato in chiusura di seduta. Gli acquisti si concentrano soprattutto su Francoforte nonostante la produzione industriale tornata negativa su base mensile (secondo peggior dato da febbraio 2018). Le tensioni tra Usa e Cina rimangono: secondo Goldman Sachs, un accordo commerciale tra le due parti è improbabile fino alla metà del 2020. E cioè quando ci saranno le nuove elezioni negli Stati Uniti, a conferma che la strategia del Dragone è quella di rinviare i giochi il più possibile, ovviamente nella speranza che Donald Trump non venga rieletto. E a proposito di banche d’affari, Morgan Stanley ha fatto sapere che se le cose non dovessero cambiare, un recessione a livello mondiale potrebbe prendere il via tra 9 mesi, specie se il presidente americano dovesse arrivare a imporre dazi del 25% su tutte le importazioni da Pechino.

L’Euro/Dollaro è stabile in area 1,12. Sterlina sui massimi dell’anno raggiunti alla vigilia, il petrolio scivola a 53 dollari al barile in attesa dei dati sulle scorte dell’Eia mentre l’oro aggiorna il record da aprile 2013.

EQUITY

Dax 11.701 (+1,15%)
La migliore nel vecchio continente, per ora, è Francoforte, anche se le ultime sedute sono state caratterizzate da un’alta volatilità. Nuova mazzata sulla produzione industriale tedesca, la cui crescita su base mensile è pari a -1,5%. Dopo il -2% di aprile si tratta del dato più basso da febbraio 2018.

Ftse Mib 20.709 (+0,38%)
Dopo due ore di contrattazioni, Piazza Affari è l’indice con il volume di acquisti minore. Sconta la pessima performance di Unicredit, che in apertura cede il 3% per poi ritracciare lievemente attestandosi attorno al -2% mentre le azioni scendono sotto i 10 euro: ricavi a 18,7 miliardi di euro a fronte di un’attesa pari a 19 miliardi. Debole anche l’utile trimestrale, che si ferma a 1,85 miliardi, a fronte di un’aspettativa di 2,11 miliardi.

Cac 40 5.284 (+0,95%)
Parigi è vicina al punto percentuale di guadagno ma rimane sui livelli della vigilia. In lieve calo le esportazioni e le importazioni a giugno, rispettivamente pari a 41,9 miliardi di euro (44,3 a maggio) e a 47,1 miliardi (47,5 miliardi nel mese precedente).

Ibex 8.757 (+0,66%)
Un po’ più indietro c’è Madrid, penalizzata dall’incertezza politica e dalla mancanza del nuovo governo a 4 mesi dalle elezioni.

VALUTE
Il trend dell’Euro/Dollaro rimane negativo sul lungo periodo ma la moneta unica ha riagguantato quota 1,12 quindici giorno dopo l’ultima volta e ora tratta leggermente al di sotto della soglia. Rimane in area 0,92 il cambio con la Sterlina, che ieri ha raggiunto nuovi massimi e oggi rimane sui livelli della vigilia. Poco mosso il Franco Svizzero.

Euro / Dollaro 1,1194 (-0,04%). Euro / Sterlina 0,9210 (+0,1%). Euro / Franco Svizzero 1,094 (+0,07%).

COMMODITY

Scivola in area 53 dollari al barile il petrolio, dopo i dati sulle scorte, benzina e distillati pubblicati ieri dall’American Petroleum Institute. Ulteriori dati arriveranno nel pomeriggio dall’Eia, l’ultima rilevazione è pari a -8,496 milioni di barili.

La materia prima che non arresta il proprio apprezzamento è l’Oro, che ha raggiunto i 1.491 dollari l’oncia, nuovo massimo da metà aprile 2013 mentre è stabile il rame, in area 2,56 dollari per libbra, vicino ai minimi dell’anno (2,52).

TASSI D’INTERESSE
Nuovo record negativo anche per il rendimento del Bund decennale, pari a -0,56%, si riduce anche quello del Btp italiano, che abbandona la soglia dell’1,5% per attestarsi all’1,47%.

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