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CET1 ratio: cos’è, come si calcola e perché è importante

CET1 ratio: cos'è, come si calcola e perché è importante

Ogni volta che gli esperti di mercato leggono i dati di bilancio rilasciati periodicamente da una banca, l’attenzione viene focalizzata su un indicatore molto importante: il CET1 ratio. La funzione di questo parametro ha la caratteristica di sintetizzare per sommi capi quella che è la solidità di un istituto di credito. Per questo, la Banca Centrale Europea fissa dei valori soglia per ogni banca e ogni Paese, nell’ambito della sua politica di vigilanza, anche se il livello minimo non deve essere inferiore all’8%. Occorre precisare che il CET1 ratio da solo non determina quanto un’azienda di credito sia robusta dal punto di vista patrimoniale, ma è un indizio importante in un contesto di valutazione generale. Ecco di seguito una guida che fa luce su cosa sia questo indicatore, su come si calcola e sull’importanza effettiva che riveste per un investitore.

 

CET1 ratio: definizione, significato e utilità

Il CET1 ratio è il diminutivo di Common Equity Tier 1 ratio ed esprime il rapporto tra il capitale ordinario versato nell’istituto (Tier1) e le attività ponderate per il rischio. In buona sostanza, il CET1 ratio indica la misura attraverso cui con le proprie risorse una banca garantisce i prestiti concessi alla clientela, i quali vengono pesati in funzione del loro grado di deterioramento. In questo rapporto, quindi, sono riflesse le negatività determinate dai crediti deteriorati, ovvero: esposizioni scadute, possibili inadempienze e sofferenze bancarie.

La BCE ha stabilito che ogni Paese e ogni istituto bancario devono attenersi a delle soglie minime per quel che riguarda il CET1 ratio. Ciò è stato deciso sulla base delle caratteristiche del mercato di riferimento in ogni Stato e della struttura dell’istituto di credito. Per l’Italia, l’autorità monetaria ha fissato come base la quota del 10,5%. Scendere sotto questo limite può far scattare una procedura di commissariamento, come avvenuto ad esempio per la Banca Etruria qualche anno fa. A quel punto la BCE può ordinare l’avvio di un processo di rafforzamento del patrimonio, conosciuto come bail in. Questa è una modalità attuata per prevenire il fallimento bancario, dove le perdite dell’istituto vengono assorbite, in ordine, da parte di azionisti, obbligazionisti e titolari di conti correnti con depositi superiori a 100 mila euro. Solo dopo che il bail in ha avuto luogo è possibile, eccezionalmente e per evitare crisi sistemiche, l’intervento di salvataggio dello Stato.

In ragione di questo, la BCE indica a ogni banca il target da raggiungere in un certo lasso di tempo, dopo che periodicamente svolge gli SREP test. Questi, che stanno per Supervision Review and Evaluation Process, non sono altro che dei test che consentono all’Eurotower di analizzare in modo coerente i profili di rischio delle banche e di assumere decisioni sulle misure di vigilanza da intraprendere. Ovviamente, la BCE monitora periodicamente l’evoluzione del CET1 ratio, per decidere se e come intervenire.

Allo stesso modo, tutti soggetti che in qualche modo sono legati alla banca da rapporti di investimento o di credito, hanno la possibilità di tenere sotto controllo questo importante parametro nei report infrannuali che l’azienda pubblica, dove è riportato il valore riferito al periodo di tempo in cui si estendono i conti societari. Essendo il principale indice di solidità patrimoniale, per la banca è anche un mezzo per rimarcare il suo buono stato di salute, ammesso sempre che il CET1 ratio esprima valori positivi. Il CET1 ratio serve anche all’Autorità Bancaria Europea (EBA) per effettuare i suoi stress test periodici, in modo da vedere la capacità di ogni singola banca di essere resiliente agli scenari critici e avversi.

 

Come valutare la situazione patrimoniale di una banca

Ma è sufficiente il CET1 ratio per raffigurare un quadro sulla forza patrimoniale di un’azienda bancaria? Come anticipato all’inizio, da solo non basta. A volte, a fronte di un parametro assolutamente normale, vi è una quantità di crediti deteriorati nella loro composizione che possono dare segnali di allarme. Pertanto, è importante prestare la massima attenzione su alcuni aspetti a completamento del mosaico che illustra con più nitidezza in quali condizioni versa realmente una banca.

Uno di questi è la qualità degli impieghi, che serve per far emergere l’incidenza dei crediti in sofferenza che possono creare situazioni di liquidità imbarazzanti. Un altro fattore concerne la redditività dell’azienda, poiché da questa si evince la capacità di creare valore per gli azionisti e i risparmiatori. In terzo luogo, va valutato il valore del capitale, come forma di garanzia per i clienti che depositano il denaro presso l’istituto di credito e come forma di sostegno delle esposizioni della banca nei mutui concessi alle famiglie e nei prestiti erogati alle imprese.

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Redazione

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4 risposte

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