Chapter 11: come funziona la norma della legge fallimentare USA

Chapter 11: come funziona la norma della legge fallimentare USA

Chapter 11: come funziona la norma della legge fallimentare USA

In tempi recenti si è molto sentito parlare del ricorso al Chapter 11 della legge fallimentare statunitense nel mondo delle criptovalute. Vi hanno fatto riferimento ad esempio il leader dei prestiti crittografici Celsius, il broker delle valute digitali Voyager Digital e il fondo crittografico Three Arrows Capital. In passato invece sono state aziende del calibro del gigante automobilistico General Motors e della compagnia aerea United Airlines a seguire questo percorso. 

Nel codice fallimentare americano vi sono diversi capitoli che trattano i vari aspetti del processo fallimentare: il 7 che riguarda la liquidazione, il 9 facente riferimento ai Comuni, il 12 che comprende gli agricoltori, il 13 che concerne le opzioni di rimborso e il 15 che si basa sui fallimenti internazionali. E poi vi è quello molto discusso del Chapter 11. Vediamo quindi nel dettaglio di cosa si tratta e cosa lo distingue da altre importanti sezioni.

 

Chapter 11: definizione e caratteristiche

Il Chapter 11 è una formula attraverso cui un’azienda in difficoltà evita la liquidazione delle attività impedendo a chiunque di poterle aggredire. In cambio però la società deve sottoporsi a una ristrutturazione aziendale entro tre mesi, a meno che il giudice non conceda un prolungamento. Il congelamento delle attività avviene senza limite di tempo e può essere richiesto sia dall’azienda debitrice che dai creditori, anche senza che ci sia stato alcun inadempimento riguardo qualche pagamento. 

Durante il “periodo fallimentare” l’azienda può continuare a gestire l’attività ma sotto il controllo del giudice. Inoltre, i creditori possono chiedere anche che avvenga un cambiamento della gestione. Nel frattempo, l’impresa debitrice deve elaborare un piano per la riduzione dell’indebitamento, con l’ausilio dei vari comitati nominati dal giudice che coordina i lavori. La riorganizzazione aziendale dovrà essere approvata con il voto favorevole delle maggioranze previste all’interno di ogni classe rappresentativa dei diritti sull’azienda. Il Tribunale comunque può dare il via al piano se lo ritiene equo, anche se questo viene rifiutato dai creditori. 

Nei casi di frode, disonestà o grave incompetenza, l’ente giudiziario può nominare un curatore per gestire la società durante l’intera procedura fallimentare. Qualunque tipo di decisione deve ottenere il lasciapassare del giudice, compresa la vendita dei beni diversi da quelli dell’inventario, l’avvio o la risoluzione di un contratto di noleggio, la chiusura o l’allargamento di operazioni commerciali. Inoltre, il Tribunale esercita il controllo sulla stipula di contratti con i venditori e i sindacati. Nella fase del Chapter 11 è fatto divieto all’azienda debitrice di mettere in piedi un nuovo prestito, a meno che non ci sia l’espressa autorizzazione del giudice. Con il capitolo 11 non si dà luogo alla regola dell’absolute priority, ovverosia al rispetto delle priorità dei diritti dei creditori, con il quale si rimborsano prima quelli che hanno garanzie, poi i dipendenti, i fornitori a gli altri creditori.

 

 

Chapter 11: requisiti

Affinché si possa procedere al capitolo 11, è importante che vengano rispettati alcuni requisiti, che saranno valutati oculatamente dal giudice, come di seguito:

 

  • Fattibilità. Il Tribunale deve ritenere che il piano che viene proposto da parte dell’azienda sia fattibile, nel senso che deve comprendere quali sono le voci di entrata per coprire tutte le spese e per pagare i debiti ai creditori;
  • Buona fede. Tutte le operazioni messe in campo per aggiustare la situazione devono essere attuate in maniera lecita, nel pieno rispetto delle norme di legge e nella più assoluta buona fede;
  • Interesse primario dei creditori. Il Chapter 11 specifica che la realizzazione del piano ponga come condizione prioritaria i “migliori interessi per i creditori”, ovvero che questi ottengano alla fine quantomeno ciò che riceverebbero se si procedesse a una liquidazione;
  • Piano giusto ed equo. Il giudice valuterà se quanto viene disposto dall’azienda in tema dei provvedimenti messi in campo per coprire i debiti rispetti condizioni di giustizia ed equità. In termini pratici vuol dire che le garanzie creditorie costituite dagli assets utilizzati dall’azienda siano in grado di coprire i debiti.

 

Chapter 11: le differenze con il capitolo 7

Un’importante distinzione va fatta tra il ricorso delle aziende al Chapter 11 e quello al capitolo 7 della legge fallimentare. A quest’ultima norma si fa riferimento quando vi è proprio la liquidazione dei beni dell’azienda per soddisfare i creditori. In tal caso, il Tribunale nomina un curatore fallimentare che fa un inventario di tutti gli assets utili per pagare i debiti. Il capitolo 7 estingue sicuramente le tasse che sono dovute e i debiti garantiti, mentre solitamente cancella quelli non supportati da alcuna garanzia come le carte di credito. 

Nel capitolo 11 non vi è alcuna liquidazione, ma una riorganizzazione di tutta l’attività finalizzata a rendere solvibile l’azienda. Chiaramente con il 7 l’attività aziendale cessa e viene liquidata, con l’11 invece questa continua, sebbene sotto stretto controllo.

Sono diversi gli studi che hanno mostrato al riguardo come il tasso di recupero per i creditori sia superiore con il Chapter 11 rispetto al capitolo 7. Ad ogni modo, il giudice potrà sempre convertire l’11 in 7 se vede che non vi siano le condizioni per un miglioramento della situazione con la ristrutturazione aziendale.

 

Chapter 11: vantaggi e svantaggi

Il Chapter 11 presenta alcuni punti forti, ma anche degli inconvenienti. Tra i primi vi è sicuramente il fatto che l’azienda può continuare l’attività durante tutto il processo di riorganizzazione, generando i flussi di cassa necessari per rimborsare i creditori. Questi ultimi non possono aggredire il patrimonio dell’azienda, per espresso ordine del giudice. Tuttavia, hanno il vantaggio che solitamente riescono a recuperare di più rispetto a un piano di liquidazione. 

Il principale svantaggio del capitolo 11 attiene all’onerosità di tutta la procedura, per via della sua complessità. Le spese legali, che devono essere sempre approvate dal giudice, alla fine potrebbero pesare in maniera determinante nella capacità dell’azienda di soddisfare i creditori. Inoltre, non sempre il piano alla fine risulta gestibile da poter estinguere il debito nel tempo, per questo prima di procedere al Chapter 11 solitamente una società esplora tutte le altre possibili soluzioni.

 

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