Come quotarsi in Borsa: IPO e procedura completa - Borsa&Finanza

Come quotarsi in Borsa: IPO e procedura completa

Come quotarsi in Borsa: IPO e procedura completa

[UPDATE] Il 23 settembre 2022, Borsa Italiana ha annunciato che semplificherà il processo di quotazione in Italia, riducendo il numero dei documenti da depositare e semplificando l’intero iter. Queste modifiche, non ancora svelate nel dettaglio, entreranno in vigore il 3 ottobre 2022. Per il 2023, invece, è prevista la migrazione dei mercati sulla piattaforma Optiq e al single order book di Euronext. Aggiorneremo questo articolo quando avremo ulteriori dettagli in merito.

[Segue l’articolo originale]

 

La tecnologia e l’innovazione digitale ormai monopolizzano l’economia globale. Sono infatti tre Big Tech statunitensi a dominare la Top 10 (stilata in base agli indici mondiali dell’MSCI) delle aziende che valgono di più in Borsa: Apple, Microsoft ed Amazon. In classifica spiccano anche molte holding, alcune europee e due come Tencet e Berkshire Hathaway con partecipazioni in Italia. Ma quali sono i benefici della quotazione in Borsa, quali aziende possono farlo e come funziona il procedimento che consente di quotarsi?

 

Come quotarsi in Borsa: preparazione, ammissione e IPO

Un’azienda si quota in Borsa per poter emettere azioni e diventare acquistabile sui mercati regolamentati, il primario e il secondario. I vantaggi sono molteplici:

 

  • avere visibilità risultando più affidabili agli occhi degli investitori perché chi è quotato deve rispettare controlli rigidi e regole di trasparenza;
  • migliorare la capacità competitiva;
  • ottenere un accesso più immediato ai capitali per garantire nuovi progetti ed investimenti;
  • permettere agli investitori di acquistare le azioni in modo semplice e rapido, a differenza di un accordo privato con i proprietari che richiede costi maggiori di negoziazione.

 

La quotazione in Borsa è nota in inglese come IPO: Initial Public Offering, ovvero offerta pubblica iniziale. Quando l’operazione riguarda azioni di nuova emissione, si parla di OPS: offerta pubblica di sottoscrizione. Attraverso l’IPO una società ottiene la cosiddetta creazione del flottante, ossia la diffusione dei titoli tra il pubblico necessaria a conseguire la quotazione delle proprie azioni sul mercato. L’azienda che vuole quotarsi è obbligata ad organizzare l’IPO seguendo la specifica disciplina del Testo Unico della Finanza, regolata dal Decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998, consultabile nella sua interezza sul sito della Consob. Il rispetto del TU è necessario a garantire un’informazione trasparente agli investitori destinatari dell’offerta.

La società che intende quotarsi in Borsa e deve quindi procedere con il lancio di una IPO, è tenuta ad attenersi a quattro requisiti fondamentali:

 

  • comunicare preventivamente l’offerta pubblica iniziale alla Consob;
  • specificare all’authority tutte le caratteristiche dell’IPO;
  • elencare ogni soggetto che prenderà parte all’operazione, indicando nello specifico il ruolo di ciascuno;
  • redigere il prospetto informativo – un documento ufficiale che contiene le informazioni riguardo l’azienda che propone l’operazione (dalla situazione patrimoniale e finanziaria e i risultati economici ottenuti alle caratteristiche e i rischi dell’investimento) e le modalità di svolgimento dell’offerta – secondo lo schema indicato dalla Consob.

 

Prima di essere reso noto, il prospetto informativo deve essere depositato presso la Consob per ottenere il via libera alla sua pubblicazione. La Commissione autorizza la diffusione del documento entro due mesi, dopo aver verificato l’ammissione della società alla quotazione da parte di Borsa Italiana. Anche Borsa Italiana prevede due mesi di tempo (10 giorni nel caso di Euronext Growth Milan) entro i quali deliberare sulla domanda di ammissione al mercato finanziario, comunicando alla scadenza l’accoglimento o il rifiuto della richiesta all’emittente e alla Consob.

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Prima dell’IPO, nella fase preliminare, il Consiglio di amministrazione dell’azienda è chiamato a deliberare sui termini e la convenienza della quotazione. Nella fase istruttoria, si verifica invece l’idoneità della società a intraprendere la raccolta di finanziamenti tramite il collocamento delle azioni. A quel punto si arriva all’IPO: durante l’offerta pubblica, oltre alla società emittente che intende accedere al mercato, diversi soggetti sono coinvolti a vario titolo nella procedura.

Una deliberazione successiva dell’assemblea nomina la figura dello sponsor: una banca o un’impresa di investimento, con alle spalle una comprovata esperienza sul mercato primario dei capitali, che accompagna la società emittente nel processo di ammissione alla quotazione per garantirne il corretto svolgimento. Lo sponsor è a tutti gli effetti un garante della qualità dell’emittente e dell’IPO, opera sia in autonomia che con altri consulenti. L’incarico ha durata di almeno un anno. Se Euronext Milan prevede lo sponsor, Euronext Growth Milan incarica del suo compito l’Euronext Growth Advisor, una banca, una SIM o una società di corporate finance che valuta l’appropriatezza del soggetto richiedente l’ammissione, pianifica e gestisce il processo, assiste la società nell’arco di tutto il periodo di permanenza sul mercato.

Un’altra figura è quella del global coordinator, ossia chi coordina le operazioni. Questo ruolo è svolto di solito da banche di investimento. Il coordinatore si occupa dell’attività di due diligence (la raccolta di informazioni sull’azienda che vuole quotarsi), predispone il prospetto informativo, costituisce il consorzio di collocamento (l’associazione o sindacato di banche, SIM o imprese che colloca i titoli per conto della società emittente), organizza il road show della società – una serie di incontri itineranti (in Europa ad Amsterdam, Francoforte, Londra e Parigi) tra i rappresentanti dell’emittente e la comunità finanziaria internazionale per presentare le principali caratteristiche dell’IPO –, gestisce il bookbuilding (la raccolta degli ordini che arrivano dagli intermediari finanziari) e determina il prezzo dell’offerta.

 

Le fasi per quotarsi in Borsa: cosa bisogna sapere

Quando viene pubblicato e distribuito agli analisti il rapporto di ricerca sul titolo e costituito il consorzio di collocamento, la società emittente deve astenersi da qualsiasi azione di promozione sul titolo. Nella fase di pre-marketing, gli analisti del consorzio di collocamento incontrano gli investitori per presentare la società, mentre durante il road show sono gli investitori istituzionali ad essere informati dell’operazione e dell’emittente che si intende quotare.

Il prezzo di collocamento è determinato con il bookbuilding e la liquidità del titolo è sostenuta dalle figure degli specialist, intermediari qualificati (sono iscritti in uno specifico elenco tenuto da Borsa Italiana) che espongono continuativamente sul mercato proposte in acquisto e in vendita. Quando si arriva al collocamento vero e proprio e all’inizio delle negoziazioni in Borsa, la società deve essere affiancata da consulenti specializzati.

La procedura di ammissione è particolarmente complessa e si svolge in un arco temporale che va dai quattro ai sei mesi. Gli altri soggetti coinvolti sono gli studi e i consulenti legali (che forniscono assistenza sulla contrattualistica e la normativa della quotazione), le società di revisione (per verificare i dati economico-finanziari nel prospetto informativo e le ipotesi alla base del business plan, stilare la comfort letter dove si dichiarano la veridicità e la correttezza di dati e documenti utilizzati durante le due diligence), gli advisor finanziari (i vari consulenti che affiancano la società nell’intero processo di quotazione) e le società di comunicazione che gestiscono le attività di marketing e garantiscono all’azienda quotata la giusta visibilità sul mercato nel periodo che precede l’offerta delle azioni agli investitori. Ovviamente il processo di quotazione varia a seconda del mercato di riferimento, in Italia tra Euronext Milan ed Euronext Growth Milan.

 

Quanto costa quotarsi in Borsa

Prima dell’IPO, l’azienda è una private company; dopo il collocamento diventa una public company, ovvero una società ad azionariato diffuso. Il valore totale delle azioni di una società in circolazione costituisce la capitalizzazione di mercato. I costi di quotazione vengono sostenuti una volta sola e variano in base a quattro fattori:

 

  • il mercato di quotazione;
  • la struttura, la dimensione, il settore e la complessità dell’azienda;
  • la dimensione dell’offerta;
  • la composizione del team degli advisor.

 

I costi fissi sono quelli per l’IPO: il pagamento di consulenti, advisor, sponsor, studi legali, società di revisione e comunicazione. I costi variabili, connessi al collocamento delle azioni, sono definiti come percentuale dell’ammontare raccolto: di solito si tratta delle commissioni, pagate soltanto in caso di esito positivo del collocamento. C’è infine una fee da corrispondere a Borsa Italiana che dipende dalla capitalizzazione dell’azienda. La quota minima è di 35.000 euro per Euronext Milan e di 15.000 euro per Euronext Growth Milan. La Legge di Bilancio 2022 concede un credito di imposta del 50% (fino a un importo massimo di 200.000 euro) per i costi di consulenza, sostenuti fino al 31 dicembre 2022, della quotazione in Borsa delle PMI italiane. La price list con tutti i costi di ammissione, in vigore dal 1° settembre 2022, è disponibile sul sito di Borsa Italiana.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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